Germania: regola 3G sui trasporti pubblici? Potrebbe arrivare con la nuova legge anti-Covid

regola 3G sui trasporti pubblici

Se qualcuno aveva pensato che, dopo l’annuncio della fine dell’emergenza nazionale prevista per la fine di novembre, le misure anti-Covid in Germania si sarebbero allentate, in questi giorni sta avendo continue prove del contrario. Almeno nelle intenzioni della “coalizione a semaforo” che si prepara ad andare al governo, infatti, le restrizioni sono destinate a farsi più rigide, soprattutto per i non vaccinati. Per la prima volta, questa settimana, i partiti di maggioranza hanno ventilato l’ipotesi di introdurre la regola 3G sui trasporti pubblici.

La proposta, che emerge da una discussione fra i gruppi parlamentari di SPD, FDP e Verdi, prevede una serie di limitazioni e requisiti, fra cui il divieto per i non vaccinati di utilizzare i mezzi pubblici senza presentare un test negativo. Questa misura potrebbe, secondo un documento condiviso con l’agenzia stampa dpa, essere inclusa nella nuova legge sulla protezione dal contagio che entrerà in vigore a fine mese, dopo la fine dell’emergenza nazionale.


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La regola 3G sui trasporti pubblici potrebbe essere inclusa nella nuova legge sulla protezione dal contagio

Nella giornata di giovedì, il Bundestag dovrà esprimersi sulla nuova legge nel suo complesso, dopo che il testo sarà passato al vaglio degli esperti.

Naturalmente, sui mezzi pubblici locali e nazionali, resterà anche in vigore l’obbligo della mascherina, al quale potrebbe però aggiungersi quello di presentare il certificato vaccinale, quello di avvenuta guarigione o un test negativo. Qualora fosse introdotta, questa misura, come le altre, sarà valida fino al 19 marzo del prossimo anno.

Non ci sono, finora, commenti sull’applicabilità pratica di una norma del genere, sulle responsabilità dei controlli e su come si possa garantire il normale servizio a fronte degli inevitabili rallentamenti che un controllo preventivo richiederebbe.

L’imposizione di misure draconiane per i non vaccinati riecheggia, nonostante non vi siano richiami espliciti, le scelte dell’Austria, che in questi giorni ha fatto discutere per l’applicazione di quello che si può considerare un vero e proprio lockdown dei non vaccinati, destinati a essere sempre più esclusi dalla vita pubblica.

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