Corsi di tedesco a Berlino: ecco perché funzionano meglio in presenza

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Contenuto promosso da Puntolingua

L’importanza di imparare la lingua del Paese nel quale si vive è chiara a tutti coloro che scelgono di andare a vivere all’estero. Quando questa lingua è distante dalla propria, come avviene per il tedesco quando si è italiani, le cose si complicano. Imparare una lingua straniera è questione di metodo, occorre trovare la chiave. La pandemia e l’impossibilità di tenere i corsi in presenza, per molti mesi, ha creato non pochi problemi tanto agli insegnanti quanto agli studenti di tutte le età. Adesso, per fortuna, si è tornati a insegnare dal vivo. Per approfondire l’argomento abbiamo incontrato Costanza Orlandi, per porle qualche domanda su Puntolingua, il suo centro linguistico, intitolato a Livia Gereschi, che organizza corsi di tedesco a Berlino per italiani, ma anche corsi di italiano per stranieri.

Buongiorno Costanza, come abbiamo riportato in un nostro precedente articolo, questo ottobre sono per fortuna ricominciati i corsi di tedesco a Berlino, in presenza.

In realtà già dallo scorso giugno era possibile ritornare in aula, però per tutta l’estate abbiamo dato ai partecipanti la possibilità di scegliere se venire in sede oppure seguire il corso in modalità online. Durante l’estate, in presenza si sono svolte soprattutto le lezioni individuali. Da ottobre invece abbiamo ripreso la normale programmazione dei corsi di gruppo, ma con una novità: tutti i corsi in presenza vengono ripetuti anche online, a un costo ridotto.

Perché avete scelto di mantenere attiva la didattica a distanza, anche ora che con il nuovo ordinamento anti-Covid19 sarebbe comunque possibile rientrare in classe?

Per prima cosa bisogna dire chiaramente che un corso di lingua da remoto non potrà mai sostituire l’esperienza di un incontro con persone dal vivo. La maggior parte del nostro metodo didattico, cioè di una lezione di lingua nel senso moderno del termine, non è riproducibile online. Ci possono però essere dei casi in cui si renda necessario il ricorso alla didattica a distanza, o in cui questa sia comunque preferibile. È il caso delle persone non vaccinate che per la loro sicurezza e quella degli altri è meglio se evitano le riunioni.

Si potrebbero però anche sviluppare dei nuovi metodi di insegnamento, adatti all’apprendimento online.

Da molti anni nel campo della glottodidattica ci sono ricerche in questo senso e sono proliferati gli strumenti, i materiali didattici da utilizzare da remoto. Durante la pandemia inoltre questo settore si è ulteriormente ampliato, ma si parla sempre di strumenti complementari a un corso (es. esercizi di rinforzo o di ripasso online), oppure di tecniche didattiche impiegabili in situazioni di emergenza.

In alcuni ambiti produttivi, le restrizioni dovute alla pandemia hanno portato a ideare nuove forme di organizzazione del lavoro, da svolgere sempre di più da casa. Non pensi che questo potrebbe essere un possibile sviluppo per le lezioni di lingua straniera? Cioè che da ora in avanti queste si svolgeranno sempre di più di fronte a una webcam?

Lo escludo, almeno se si vuole continuare a progettare dei corsi per far acquisire padronanza di una lingua straniera. Se l’obiettivo invece è semplicemente quello di passare del tempo a parlare di una lingua, allora è un altro discorso. Ancora oggi purtroppo molti pensano alla lezione di lingua straniera come a una mera trasmissione di nozioni e di regole di grammatica da rispettare, mentre il primo obiettivo deve essere sempre quello di imparare a interagire con gli altri. In questa ottica, è molto difficile calarsi in una situazione comunicativa, senza condividere uno spazio comune, senza potersi muovere e mostrando agli altri solo il viso e la parte superiore del corpo.

Mi sembra di capire che il tuo sia un giudizio negativo e senza appello nei confronti dell’insegnamento online.

Non del tutto. La tecnologia è una grande risorsa, ma come avviene anche in altri ambiti, deve essere utilizzata in modo intelligente. Si parla molto di strumenti e dispositivi “smart”, mentre a mio giudizio “smart” dovrebbe essere soprattutto chi li usa. È indubbio che la tecnologia offra un grande contributo nell’apprendimento delle lingue, mettendo facilmente a disposizione di chiunque e in qualunque momento una quantità di materiale in lingua originale, impensabile anche solo fino a venti anni fa. La lezione online rappresenta un’alternativa al non fare lezione per niente o al saltare completamente un incontro, per evitare cioè pause prolungate che possono incidere negativamente sul processo di apprendimento.

L’unica raccomandazione è che l’insegnante che si affida alla webcam sia consapevole del mezzo che sta usando e adatti per quanto possibile le tecniche didattiche alla nuova modalità. Durante la pandemia non sono mancati Webinar gratuiti offerti da diverse organizzazioni, per dare supporto agli insegnanti di lingua in questo senso.

A Puntolingua offriamo lezioni online già dal 2007, basandoci però sul un metodo di insegnamento diverso da quelle dal vivo (o provvisoriamente online, causa forza maggiore).


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Puoi spiegarci in che cosa consiste la differenza?

Per prima cosa sono solo individuali o al massimo da seguire in coppia, sono più brevi di quelle dal vivo e durante l’incontro con l’insegnante si verificano i risultati dello studio svolto autonomamente tra una lezione e l’altra. Questa formula rappresenta un ottimo compromesso per esempio nel caso di persone che per motivi di lavoro non siano in grado di assicurare una presenza costante a un corso e perderebbero comunque molti appuntamenti. Naturalmente, per trarre beneficio da un corso così strutturato, lo studente deve possedere la capacità di studiare in autonomia e di mettere a frutto le indicazioni fornite di volta in volta dall’insegnante. Con questa formula, noi offriamo corsi di tedesco per italofoni su Skype (puntolingua.de).

Ci sono altri consigli che potresti dare a chi voglia scegliere un corso di lingua?

Come anche per altri tipi di servizi da acquistare, prima di iscrivervi, informatevi su quali sono le caratteristiche del corso. Le domande giuste da fare sono: l’insegnante è madrelingua? Quale metodo della didattica delle lingue straniere viene impiegato? In che cosa consiste questo metodo e in che cosa la vostra offerta si differenzia da quelle di altre scuole? E poi, per concludere, non lasciarsi abbindolare dalle soluzioni “facili”. Chi vi propone corsi di lingua online realizzati nel proprio soggiorno (su FB e su altre piattaforme se ne trovano molti di questo tipo) non potrà mai essere un professionista. Anche se i prezzi sono stracciati – si tratta quasi sempre di lavoro in nero – sono comunque soldi buttati via.

Grazie per le tue delucidazioni. Mi sembra che la tua posizione sia molto chiara.

Grazie a voi. Chi fosse interessato o volesse approfondire l’argomento, può consultare il nostro sito web per i corsi di tedesco a Berlino, contattarci telefonicamente allo 030 87 333 929, inviarci un’email o iscriversi al nostro gruppo Facebook Imparare il tedesco – offerte per italofoni.

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