Bärbel bas prossima presidentessa del Bundestag? Ecco perché la sua nomina è importante

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Bärbel Bas - Foto di Angelika Kohlmeier, uneingeschränktes Nutzungsrecht liegt dem Büro Bärbel Bas vor, CC BY-SA 3.0 DE , via Wikimedia Commons

In questi giorni, in Germania, si parla soprattutto di coalizione di governo e della possibile spartizione dei ministeri chiave, ma le novità al Bundestag vanno oltre la formazione del nuovo esecutivo. È di questi giorni la notizia che il gruppo parlamentare dell’SPD ha proposto Bärbel Bas come presidentessa del Bundestag e che la sua nomina sia ormai praticamente certa. Questa notizia è significativa per una pluralità di motivi, non ultimo il fatto che, se Bas venisse confermata in questa posizione, le più alte cariche dello stato tedesco non sarebbero esclusivamente affidate a uomini. La rappresentante dell’SPD, tuttavia, non è “solo” una quota rosa e la sua storia politica, pur senza passare troppo per la ribalta mediatica, è significativa.

Bärbel Bas non è solo una quota rosa

In un recente profilo, ZDF l’ha definita “la donna della seconda fila”, sottolineando come Bärbel Bas non sia mai stata una figura di spicco del partito né particolarmente presenzialista dal punto di vista mediatico. In anni di lavoro silenzioso, però, la cinquantatreenne di Duisburg ha accumulato esperienza da deputata ed è stata vicepresidentessa del gruppo parlamentare dell’SPD. Maria Noichl, co-presidentessa del gruppo di lavoro delle donne dell’SPD, ha definito Bas una “combattente” con lo spirito giusto per affrontare questo ruolo. E d’altra parte Olaf Scholz, ormai prossimo all’investitura a cancelliere, ha promesso una maggiore parità all’interno del partito e del governo. Anche se il presidente o la presidentessa del Bundestag, in modo non dissimile dal nostro presidente della Camera, non è una carica politica, non è difficile intuire l’opportuntà politica, per l’SPD, di proporre una donna per questo ruolo e non, come inizialmente si era pensato, l’attuale capogruppo parlamentare Rolf Mützenich.

In Germania, il Presidente del Bundestag è la seconda carica dello Stato, dopo il Presidente della Repubblica e prima del Cancelliere (mentre in Italia è la terza, dopo i Presidenti di Repubblica e Senato). Quindi, per quanto nella riunione del Bundestag di martedì ci si possa aspettare una controproposta dai Verdi, da tutti i partiti della coalizione si levano voci che richiedono l’affidamento di questo ruolo a una donna.


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La Germania ha ancora un problema di rappresentanza femminile in politica?

Dopo sedici anni di cancellierato di Angela Merkel, viene da pensare che la Germania non debba preoccuparsi troppo della presenza di donne in ruoli di potere. Dopo tutto questo è il Paese nel quale Olaf Scholz ha promosso la sua campagna elettorale, fra le altre cose, con un manifesto nel quale dichiarava di essere pronto a diventare “cancelliera”. Il Bundestag ha già avuto due presidentesse: Annemarie Renger (SPD) nel 1972 e Rita Süssmuth (CDU) nel 1988. Eppure il dibattito sulla componente femminile del governo e sul peso dato alle donne fra le più alte cariche dello stato è ancora estremamente attuale in Germania, non solo perché Angela Merkel rappresenta una evidente eccezione in termini di acume politico e profilo di statista, ma anche perché le accuse di sessismo ai vertici della società e della politica tedesca sono ancora numerose e ben fondate.


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La potenziale nomina di Bärbel Bas alla presidenza del Bundestag è stata accolta in modo quasi unanime come una scelta rassicurante. “Competenza” e “grande esperienza” sono i termini più frequentemente associati alla sua carriera politica, che la vede in parlamento ininterrottamente dal 2009 e che l’ha già vista nel ruolo di segretaria parlamentare. Oltre a essere vicepresidentessa del suo gruppo parlamentare, Bas è anche portavoce della politica sanitaria di Karl Lauterbach, il quale l’ha definita “una collega amabile, gentile e che sa il fatto suo”.

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