Ex segretaria 96enne di un campo di sterminio nazista fugge per evitare il processo

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Doveva essere processata per complicità in 11.412 omicidi e in 18 tentati omicidi, ma l’ex segretaria del campo di concentramento di Stutthof, Irmgard Furchner, si è data alla fuga la mattina del processo.

Fuga dalla casa di riposo

Oggi Furchner avrebbe dovuto comparire, intorno alle 10.00 del mattino, davanti al tribunale di Itzehoe. L’anziana ha tuttavia abbandonato la casa di riposo di Quickborn-Heide dove risiede, a nord di Amburgo, e ha preso un taxi fino alla stazione della metropolitana di Norderstedt-Mitte.


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L’ex segretaria aveva già dichiarato di non voler comparire in tribunale

Accertando la sua assenza in aula, il tribunale, presieduto da Dominik Groß, l’ha dichiarata latitante ed è stato contestualmente emesso un mandato d’arresto. Come riportato anche dallo Spiegel, prima del processo, Furchner aveva già scritto una lettera alla corte, dichiarando di non voler comparire in tribunale per timore del “disprezzo” e del “ridicolo”.

Una fuga durata pochissimo

La fuga della 96enne è tuttavia durata molto poco. Le forze dell’ordine l’hanno infatti recuperata dopo appena poche ore. Intorno a mezzogiorno, l’anziana è stata raccolta da una pattuglia della polizia mentre camminava lungo Langenhorner Chaussee. L’imputata è stata quindi condotta, come previsto e come confermato da un portavoce del tribunale, davanti al giudice di Itzehoe.

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Il campo di concentramento di Stutthof nel 2008. Pipodesign Philipp P Egli, CC BY 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/3.0>, via Wikimedia Commons

All’epoca Irmgard Furchner aveva 19 anni

Irmgard Furchner ha operato come segretaria, stenografa e dattilografa nel campo di Stutthof, situato nell’omonima città, a circa 35 chilometri ad est di Danzica. La donna avrebbe coadiuvato l’eliminazione sistematica di più di 11.000 di internati, tra giugno del 1943 e aprile del 1945. All’epoca Furchner aveva 19 anni, ragion per cui il suo caso è stato esaminato dal tribunale per i minori, perché tali all’epoca si era considerati a quell’età.

Il vicepresidente del Comitato di Auschwitz: “Una vergogna pubblica”

Il vicepresidente del Comitato di Auschwitz, Christoph Heubner, ha fortemente criticato il tribunale per non aver “preso sul serio il procedimento” e ha affidato la sua invettiva al quotidiano Die Welt.

“Il tribunale avrebbe dovuto fare in modo che una macchina della polizia fosse davanti all’istituto per anziani già nei due giorni antecedenti al processo. In questo modo, la magistratura si è dequalificata davanti agli occhi dell’opinione pubblica mondiale“.

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