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Sahra Wagenknecht della Linke teme una “dittatura sanitaria”

A luglio Oskar Lafontaine, storico membro della Linke e capogruppo nel parlamento del Saarland, aveva parlato di “piagnoni del Covid”. Giovedì, invece, la deputata del partito nonché compagna di vita di Lafontaine, Sahra Wagenknecht, leader della sinistra tedesca dal 2010 to 2019, ha dichiarato di essere preoccupata dalla cosiddetta politica del Corona al punto da paventare addirittura una dittatura sanitaria.


la fontaine

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Secondo Wagenknecht si sta attuando, indirettamente, una vaccinazione obbligatoria

Riguardo alle norme in atto Wagenknecht ha parlato giovedì di strategia “senza senso” e di “promesse non mantenute e contraddizioni senza fine”. La politica di Die Linke ha inoltre sottolineato come la cancelliera Merkel e il ministro della sanità Spahn abbiano promesso che non ci sarà alcuna vaccinazione obbligatoria. “Ma come può essere davvero volontaria la vaccinazione, se i non vaccinati dovranno presentare dei test per ogni momento di partecipazione alla vita pubblica e da ottobre a loro spese?” ha aggiunto.

 

L’esponente di die Linke ha inoltre dichiarato: “Trovo la pressione che viene esercitata in questo momento sui non vaccinati indicibile”. Ha quindi detto che di questo passo il governo “dovrebbe di conseguenza anche vietare di fumare o bere alcolici” e che questo, però, “condurrebbe a una dittatura sanitaria, che spero non si verifichi mai“. Di fatto paragonando fumo e alcol a un virus sempre più contagioso.

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“Abolire i test gratuiti: un errore”

Sahra Wagenknecht è stata critica anche nei confronti dell’abolizione dei test gratuiti, che da ottobre i non vaccinati dovranno quindi pagare. E in particolare teme che sarà molto più difficile individuare dei focolai, quando l’opportunità del test gratuito sarà abolita”.

Ha quindi concluso dicendo che anche i vaccinati possono contrarre il Coronavirus, e quindi contagiarsi e contagiare, e che i vaccini proteggono soprattutto dal decorso grave della malattia. Di conseguenza “Tutti dovrebbero essere informati e vaccinati con il preparato che preferiscono”.

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Oskar Lafontaine. Gunther Hißler, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons

La politica di Die Linke non nuova a dichiarazioni di questo tipo

In realtà, la vicepresidente di Die Linke ha già criticato altre volte in modo acceso la strada seguita dal governo nella gestione della crisi del Covid19 e della conseguente campagna vaccinale. Recentemente, in un programma della ZDF con Markus Lanz, si era detta infatti infastidita dalla “modalità da panico utilizzata sin dall’inizio della pandemia“. In quella circostanza aveva aggiunto che pur “consigliando a chi corre alti rischi di farsi vaccinare” si sentiva disturbata dalla “pressione morale che si sta creando intorno al Corona”.

Queste dichiarazioni avevano avuto luogo quando il conduttore aveva chiesto a Wagenknecht di commentare proprio il famoso post Facebook del marito, Oskar Lafontaine, in cui Lafontaine aveva dato del “piagnone del Covid” all’esperto sanitario dell’SPD Karl Lauterbach.

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