Querdenker a Berlino: 600 arresti e un morto durante le manifestazioni vietate

600 arresti
Manifestazione contro le politiche del Corona a Berlino el novembre del 2020. Fila di veicoli della Polizia davanti a a Schillerstraße. Roy Zuo, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

È il bilancio dell’aggregazione dei Querdenker a Berlino avvenuta ieri, 1° agosto 2021: 5000 manifestanti, 2000 agenti in servizio, circa 600 arresti e un morto.

I Querdenker non hanno rispettato il divieto di manifestare

La polizia ha motivato la sua mobilitazione sulla base del fatto che i sostenitori del cosiddetto “pensiero laterale” non abbiano rispettato il divieto di manifestare confermato dal tribunale di Berlino. Illecito amministrativo che può costare a chi lo commette una multa fino a 1.000 euro.


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Scontri numerosi e ripetuti con la polizia: 600 arresti

Gli scontri con i 2000 poliziotti in servizio sono stati numerosi e ripetuti e hanno condotto a circa 600 arresti, in base a quanto riportato da diversi media, inclusa l’emittente rbb24, che ha anche pubblicato alcuni video.

Proprio ad rbb il portavoce della polizia, Thilo Cablitz, ha dichiarato che l’obiettivo delle forze dell’ordine era di ridurre al minimo il rischio di contagio e disperdere i manifestanti. Questi ultimi, tuttavia, hanno continuato a riunirsi in diversi punti della città e la cosa ha dato il via a una lunga e difficile giornata, “estenuante” secondo Cablitz.

Deceduto un manifestante di 49 anni

Questa mattina è stato annunciato che un manifestante di 49 anni è morto in ospedale. In base a quanto riferito dalla polizia, domenica pomeriggio, mentre gli venivano controllati i documenti, l’uomo aveva lamentato un formicolio alle braccia e al petto ed era svenuto. Soccorso immediatamente sul posto dal personale di emergenza e in seguito ricoverato in ospedale, l’uomo è tuttavia deceduto ed è stata contestualmente avviata un’indagine, come previsto in questi casi.

Una giornata senza fine

La polizia ha schierato i cannoni ad acqua presso la Siegessäule, mentre i manifestanti hanno marciato attraverso i distretti di Charlottenburg (secondo la dpa nel primo pomeriggio erano ammassati in centinaia sulla carreggiata tra Theodor-Heuss-Platz e Wilmersdorfer Straße), Schöneberg, Mitte e Kreuzberg.

Sin da domenica mattina, la folla ha cercato di aggregarsi soprattutto nella parte ovest di Berlino. I manifestanti sono partiti dall’Olympiastadion attraverso Bismarckstrasse e Kantstrasse, presumibilmente per accompagnare a piedi un corteo in auto. Mentre il corteo in auto era stato autorizzato, la scorta a piedi era invece vietata e alcune persone hanno cercato di sfondare i cordoni di polizia. Gli agenti hanno invitato la folla a disperdersi, ma fino a 2.000 manifestanti si sono quindi riuniti nella zona Westend di Charlottenburg, come confermato da Cablitz ad rbb.

La polizia: “Abbiamo dovuto rispondere con la forza”

La giornata è stata caratterizzata da tafferugli, continui tentativi di forzare le barriere predisposte dalla polizia e scontri con le forze dell’ordine. I manifestanti sono stati dispersi più volte e gli agenti hanno usato anche la forza fisica. “In alcuni momenti siamo stati accolti con violenza, quindi anche i colleghi hanno dovuto usare la forza” sono state le esatte parole del portavoce della polizia.

La polizia ha inoltre pubblicato su Twitter che a Länderallee, a Westend, le task force impiegate sul posto sono state molestate e attaccate da un gruppo di persone e che di conseguenza gli agenti hanno usato “spray irritanti, manganelli e violenza fisica“.

Secondo un reporter della dpa, gli agenti avrebbero usato lo spray al peperoncino anche quando alcuni manifestanti hanno cercato di impedire fisicamente l’arresto di altri.

Circa 1000 persone ad Alexanderplatz

Nel tardo pomeriggio circa 1000 persone sono spostate ad Alexanderplatz, nel distretto di Mitte. Anche in questo caso la folla è stata raggiunta dalla polizia e invitata a disperdersi, tra fischi e urla. I manifestanti hanno comunque abbandonato la pizza in seguito a un acquazzone.

 

Il portavoce di Querdenken 711: “Lottiamo per i nostri diritti fondamentali”

Il portavoce e fondatore del movimento “Querdenken 711”, Michael Ballweg, ha dichiarato domenica di accettare il divieto della sua manifestazione. Prima ancora che la polizia lo emettesse e il tribunale lo confermasse, tuttavia, l’iniziativa aveva previsto un “piano di emergenza interno” e invitato i manifestanti a presentarsi a Berlino anche in caso di divieto.

Ballweg ha inoltre dichiarato che la libertà non può essere vietata e che “La gente ora sta lottando per i propri diritti fondamentali. E continuerà a radunarsi“.

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