Rifiuta di pagare la tassa sulla TV, in carcere da sei mesi. Georg Thiel: “Non pago ciò che non uso”

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tassa sulla TV

Georg Thiel, un disegnatore tecnico 53enne del Nord Reno-Westfalia, si è rifiutato di pagare la tassa sulla TV (e sulla radio), il cosiddetto Rundfunkbeitrag, e per questo è in carcere da sei mesi. Nello specifico l’uomo è in detenzione, a Münster, dal 25 febbraio 2021.


Rundfunkbeitrag

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Un caso divenuto anche mediatico

Lo ha confermato al quotidiano tedesco die WELT la Westdeutscher Rundfunk Köln (WDR), emittente radiotelevisiva pubblica del Land affiliata ad ARD e responsabile per la riscossione in questo caso specifico. La notizia è stata rivelata a metà maggio da Bild am Sonntag e ripresa recentemente da Focus Online. Attualmente, il caso Thiel sta avendo grande rilievo sui social, soprattutto su Twitter, dove imperversa l’hashtag #FreeGeorgThiel.

Sull’entità della somma dovuta dall’uomo ci sono fonti diverse. Secondo Focus, Thiel avrebbe accumulato 651,35 euro di pendenze, mentre Bild am Sonntag parla di 1872 euro. Non ci sono tuttavia conferme da parte della WDR.

L’emittente responsabile: “Non pagare è ingiusto verso chi paga”

Tuttavia, l’emittente ci ha tenuto a sottolineare che quanto accaduto a Thiel, cioè finire in carcere per non aver pagato questa tassa, rientra in un range di casi “assolutamente eccezionali” e ha aggiunto che nella stragrande maggioranza dei casi le persone “scongiurano da sole la possibilità di finire in carcere” presentando un estratto patrimoniale o semplicemente pagando la somma in sospeso.

L’emittente ci ha tenuto inoltre a precisare il fatto che il rifiuto di pagare la tassa sia ingiusto per tutti coloro che pagano regolarmente e correttamente il canone. “Tutti i cittadini, le aziende, le istituzioni e gli enti pubblici di assistenza in Germania contribuiscono, così che tutti possano beneficiare della radiodiffusione pubblica”.

tassa sulla tv

George Thiel in carcere per protesta

Nonostante numerosi solleciti, George Thiel si è rifiutato di pagare la somma e ha preferito persino andare in prigione e dichiara di averlo fatto per protesta. Ha infatti dichiarato: “Il mio gesto è una protesta contro la vergognosa tassa GEZ”.

Per inciso, il termine “GEZ” è tecnicamente errato, per quanto usato frequentemente dai cosiddetti critici di questa tassa. La tassa GEZ (che sta per Gebühreneinzugszentrale) è stata infatti in vigore fino 2012 e si applicava al possesso di singoli apparecchi radiotelevisivi. Dal 2013, tuttavia, tutto invece è passato nelle mani di ARD, ZDF e Deutschlandradio e la tassa, che consta di 17,50 euro al mese, non si lega più al possesso del singolo apparecchio televisivo, ma è diventata una tassa sull’immobile. La regola è in questo senso semplice: una casa, una tassa.

Tassa sulla TV e sulla radio. George Thiel: “Non pago ciò che non uso”

George Thiel non vuole pagare la somma che gli viene richiesta perché dichiara di non avere utilizzato i servizi delle emittenti pubbliche. “Mi piace occupare il mio tempo con cose belle, perché ho cose migliori da fare nella vita piuttosto che usare i media radiotelevisivi” ha dichiarato l’uomo a Bild am Sonntag.

La ribellione dei critici della tassa sulla TV: i precedenti

Non è la prima volta che qualcuno si ribella apertamente alla tassa sulla TV accettando volutamente la detenzione con intenti dimostrativi. Die Welt ricorda a questo proposito il caso di Sieglinde Baumert, una donna della Turingia che smise di pagare la tassa nel 2013 e fu incarcerata. Fu rilasciata dopo 61 giorni perché l’emittente responsabile per il Land, la MDR, si astenne dal richiedere la somma a seguito dell’intervenuto clamore mediatico.

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