Germania, crisi nelle forze speciali del KSK: sofferenza psicologica dopo le accuse di estremismo

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KSK, operazioni di addestramento terrestre (2017). By Tim Rademacher - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=59838849

Diversi organi di stampa in Germania stanno parlando delle sofferenza psicologica clinica di molti membri delle forze speciali, nello specifico riferendosi al Kommando Spezialkrafte, o KSK, unità militare commando dell’esercito tedesco. In seguito alle polemiche pubbliche nate dal sospetto di estremisti di destra al suo interno, il tasso di disagio manifesto di molti membri dell’unità pare infatti essere incredibilmente alto.


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Crisi nelle forze speciali tedesche: il KSK sotto pressione

Un portavoce dell’esercito ha dichiarato infatti all’agenzia di stampa tedesca dpa che “Circa 100 dei circa 1600 membri dell’unità stanno attualmente ricevendo supporto psicologico. E per supporto si intendono misure che vanno dal parlare con il cappellano militare fino al trattamento trattamento clinico”. Il portavoce ritiene anche che giochino un ruolo fondamentale, in questa sofferenza psichica, la paura dello scioglimento dell’unità, nata 26 anni fa, la conseguente perdita di occupazione e l’ostilità della società civile. Ha però assicurato che il KSK continuerà ad essere operativo.

Molti militari soffrono di quella che è definita “moral injury”

Venerdì, lo stesso giorno delle dichiarazioni del portavoce dell’unità, Focus aveva dichiarato che quasi un terzo dei soldati del commando stavano ricevendo cure. Focus ha anche riportato dichiarazioni fornite da uno psichiatra direttamente coinvolto nel supporto ai soldati, che ha parlato del fatto che la maggior parte di loro soffrirebbe di quello che la medicina militare anglosassone definisce “moral injury“. Con questa espressione si intenderebbe un disturbo legato alla perdita di identità mortale seguito ad accuse  o pressioni pubbliche e conseguente perdita della fiducia dei superiori.

Ulteriori dettagli non sono stati riferiti per motivi di “sicurezza operativa”. Il portavoce dell’esercito ha aggiunto infine che la salute mentale e fisica dei soldati è in ogni caso la priorità assoluta. “Ogni compagno malato riceve un aiuto professionale”, ha dichiarato.

(Fonte, Tagesspiegel)