Merz: “Rinuncio al presidio CDU a favore delle donne”. E intanto fa una gaffe

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Photo by Bankenverband

Friedrich Merz, uno dei due candidati sconfitti alla presidenza della CDU che ha visto affermarsi Armin Laschet, si è distinto su Twitter con un frase dalla vocazione femminista.

Per spiegare il motivo per cui non si è candidato al presidio della CDU, infatti, ha scritto: “La CDU non può essere guidata solo da uomini del Nord Reno-Westfalia. Se mi fossi candidato sarebbero state elette ancora meno donne” e ha quindi concluso dicendo: “Ho quindi deciso di non candidarmi a favore delle donne”.


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Un portavoce ha confermato allo Spiegel il motivo del rifiuto, cioè il fatto che Merz non voglia togliere a una donna un’eventuale posizione all’interno del presidio del partito di Angela Merkel. I posti del presidio vengono normalmente assegnati in base un quorum e se Merz si fosse reso disponibile, le posizioni dei candidati avrebbero dovuto essere rinegoziate.

La frase di Merz è suonata insolita per chi lo ritiene un conservatore ed effettivamente il 63enne che molti ritengono il nemico giurato di Angela Merkel lo è, appartenendo all’ala destra del partito.

Quello che ha detto il giorno dell’elezione del nuovo presidente del partito conferma inoltre quanto Merz e il femminismo si collochino in due aree semantiche diverse. A chi ha sollevato il punto Merz ha infatti risposto: “Se avessi un problema con le donne, mia moglie non mi avrebbe sposato 40 anni fa e le mie figlie mi avrebbero mostrato il cartellino giallo” ha dichiarato ingenuamente.

Più che questa gaffe, compatibile con il background di un uomo di mezza età non focalizzato sul tema della parità di genere, può pesare invece il fatto che tra Merz e l’Unione delle donne della CDU non ci sia mai stato un rapporto saldo o sereno.

Come giudicare quindi questa sua improvvisa disponibilità? Apertura femminista o manovra di facciata per acquisire consensi in vista di futuri incarichi di governo? Non potendosi fare processi alle intenzioni, non resta che rinunciare alla pura speculazione e attendere l’evoluzione delle future mosse politiche di Merz.