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La proposta dei Verdi: sostituire l’Hartz-IV con un reddito di cittadinanza

Si torna a parlare di Hartz-IV. La crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19, in Germania come altrove, ha acuito i preesistenti problemi sociali e messo in luce tutte le carenze degli attuali sistemi di welfare.

Le proposte e i piani d’azione attualmente allo studio per sanare le disparità e supportare le fasce più svantaggiate della popolazione sono molteplici, ma in Germania quella che fa più discutere al momento viene dai Verdi e verrà discussa giovedì prossimo al Bundestag.

Si tratta di una riforma che, se attuata, potrebbe segnare un cambiamento epocale nella gestione del welfare tedesco, poiché vedrebbe la riforma dell’attuale sussidio Hartz IV e l’introduzione di una forma di reddito pari a 600 Euro al mese, considerato più inclusivo e meno stigmatizzante dell’attuale sistema.
Al momento, questo progetto non sembra incontrare il favore degli altri partiti, tanto al governo quanto all’opposizione, nonostante la formula attuale del sussidio sia criticata da più parti, perfino dalla stessa SPD, che è responsabile della sua formulazione originale.

Gerhard Schröder. Photo by Tim Reckmann

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La proposta dei Verdi

La proposta di riforma ideata dai Verdi si basa sulla volontà di superare il concetto di welfare che nel 2005 portò il governo di Gerhard Schröder (SPD) a introdurre l’Hartz-IV e di sostituirlo con quello che viene definito un modello di “sicurezza garantita” (Garantiesicherung), destinato tanto ai disoccupati quanto ai lavoratori a basso reddito.

Uno dei punti più importanti della riforma prevede l’abolizione delle sanzioni e limitazioni previste per i beneficiari del sussidio, in particolare quelle relative al ricalcolo della somma assegnata che tengono in considerazione anche il reddito del partner (limitazione che viene attualmente applicata anche alle coppie non sposate, nonostante queste non godano dei vantaggi fiscali derivanti dal matrimonio).

Inoltre si richiede l’eliminazione delle verifiche patrimoniali, tranne che in casi specifici, motivati dal sospetto di abusi. Per tutti gli altri casi, secondo la proposta avanzata dal gruppo dei Verdi al Bundestag, capitanato da Sven Lehmann e Anja Hajduk, dovrebbe essere sufficiente una semplice autocertificazione.

Anja Hajduk by boellstiftung

Si propone inoltre l’innalzamento graduale del sussidio per gli adulti single dagli attuali 446 Euro a 600 Euro, dal momento che, sostengono i promotori della riforma, l’aliquota attuale copre appena la sussistenza, escludendo i beneficiari da qualsiasi forma di partecipazione alla vita sociale.

Questa riforma, secondo i Verdi, dovrebbe essere inserita in un più ampio quadro di revisione delle attuali politiche di welfare, che preveda anche un innalzamento del salario minimo a 12 Euro l’ora e una revisione dei contratti collettivi a tutela dei diritti dei lavoratori.

Katja Kipping (Die Linke) si è espressa molto favorevolmente sulla proposte dei Verdi e ha individuato la possibilità di finanziare la riforma tramite un aumento della pressione fiscale sulle fasce più abbienti della popolazione.

Il ministro del lavoro Heil vuole introdurre delle modifiche

In un’intervista a Der Spiegel, anche il ministro del lavoro Hubertus Heil (SPD) ha affermato di voler mantenere per almeno due anni la semplificazione dell’accesso ai sussidi introdotta durante la pandemia, con un inclusione dei costi relativi all’affitto e una sospensione delle verifiche patrimoniali, per fare in modo che chi è alla ricerca di un lavoro non debba intaccare i propri risparmi né rischiare di ritrovarsi in una situazione abitativa precaria. In un’intervista a Der Spiegel, il ministro ha dichiarato che il sussidio dovrà diventare una sorta di reddito sociale di cittadinanza, del quale nessuno dovrà vergognarsi di avere bisogno. La CDU e l’FDP hanno manifestato una ferma opposizione alla riforma proposta da Heil.

Katja Kipping. Photo by dielinke_nrw

Limitazioni attuali dell’Hartz-IV

Al momento i destinatari del sussidio Hartz-IV vedono ridotto il proprio contributo mensile qualora non dimostrino di volersi reinserire nel mercato del lavoro, per esempio inviando curricula o presentandosi a colloqui professionali. Tuttavia, nel 2019, la Corte Costituzionale ha stabilito che il sussidio non possa mai essere del tutto sospeso.

Critiche alla proposta dei Verdi sull’Hartz-IV

Come sempre avviene quando si parla di reddito universale, le critiche si concentrano sull’idea che si possa ricevere uno “stipendio” anche senza lavorare, il che viene giudicato, soprattutto in area conservatrice, un incentivo alla pigrizia e un disincentivo a contribuire attivamente al benessere della società.

In Germania, un’opposizione piuttosto decisa alla proposta dei Verdi viene da AfD, che lamenta anche l’onere sui contribuenti che un tale investimento comporterebbe e manifesta il timore che una simile politica di welfare possa rendere la Germania una meta di immigrazione ancora più appetibile per le fasce di popolazione meno abbienti.

Forti critiche son arrivate anche dai liberali dell’FDP, da sempre contrari al reddito universale, che avevano già accusato le proposte di innalzamento del sussidio e la riduzione delle sanzioni per i beneficiari di essere un tentativo di far “rientrare il reddito universale dalla porta di servizio”. I liberali propongono invece di investire i fondi previsti per la riforma in programmi di formazione professionale per i beneficiari di Hartz-IV.

Ciononostante, l’FDP concorda sulla necessità di riformare almeno in parte l’attuale sistema dei sussidi, nello specifico proponendo una fusione degli attuali assegni destinati all’alloggio (Wohngeld) e al mantenimento dei figli (Kindergeld), ma anche innalzando i limiti attuali sul reddito per i beneficiari dei sussidi, così da favorire l’accesso a posizioni lavorative meglio remunerate.

La proposta dei Verdi, in questo senso, prevede che i redditi aggiuntivi oltre i 1000 Euro siano conteggiati solo all’80% (rispetto all’attuale 90%) nel ricalcolo del sussidio.

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