Pizzeria “Falcone e Borsellino”, la sentenza del tribunale tedesco: Falcone poco noto e tema poco sentito

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Falcone e Borsellino
Photo by fralissoni

Sta destando grande scalpore la vicenda di una pizzeria di Francoforte che ha scelto come nome “Falcone e Borsellino“, con riferimento ai due giudici antimafia uccisi proprio dalla criminalità organizzata nel 1992.

All’interno del ristorante, i richiami alla mafia sono utilizzati in modo folkloristico e le immagini dei due giudici sono associate a finti buchi di proiettile nelle pareti e immagini di don Vito Corleone, protagonista del film “Il Padrino”, interpretato da Marlon Brando.

Photo by komersreal

La Professoressa Maria Falcone, la sorella del giudice ucciso nella strage di Capaci, ha fatto ricorso presso un tribunale tedesco, ritenendo offesa la memoria dei due giudici e chiedendo che al proprietario della pizzeria, Constantin Ulbrich, fosse imposto di cambiare il nome della pizzeria.

Il ricorso tuttavia è stato respinto, perché il nome del giudice Falcone sarebbe troppo poco noto in Germania e perché sarebbero ormai passati troppi anni, quasi trenta, e di conseguenza il tema della mafia, all’epoca “sotto gli occhi di tutti”, sarebbe ormai molto distante dalla percezione della collettività.

La vicenda e la sentenza hanno creato sconcerto e indignazione in Italia.

Il ministro italiano della giustizia Alfonso Bonafede ha criticato sia la discutibile scelta pubblicitaria della pizzeria, che ha inserito l’immagine di Falcone e Borsellino in un “avvilente e ignorante mix di spaghetti, scene de ‘Il Padrino’ e fori di proiettili finti nelle pareti“, sia la decisione del tribunale e le sue motivazioni, in relazione alle quali ha espresso una “profonda amarezza”.

Ha inoltre dichiarato di aver già dato incarico ai competenti uffici del Ministero di verificare le condizioni per promuovere azioni giudiziarie sia in Germania che in Italia, al fine di tutelare “il prestigio dei giudici Falcone e Borsellino e, dunque, delle istituzioni italiane”.

Maria Falcone, che si è detta profondamente addolorata e “pronta a fare appello”, ha ricordato come a Francoforte ci sia una “fortissima presenza di italiani che ben conoscono il significato della lotta alla mafia e il sacrificio di chi per la giustizia ha perso la vita”.

Anche l’Ambasciata d’Italia a Berlino ha espresso il suo rammarico nel vedere che il nome dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che hanno sacrificato la loro vita nella lotta alla mafia, “venga utilizzato per un’attività commerciale in cui viene banalizzata la criminalità organizzata“.

L’Ambasciata ha ricordato inoltre che la lotta alla criminalità organizzata è un impegno comune di Italia e Germania: “Entrambi i Paesi sono stati inoltre tra i 190 firmatari della risoluzione che riconosce il contributo dato da Falcone, approvata all’unanimità il 16 ottobre scorso a Vienna, alla riunione plenaria della Convenzione sulla lotta alla criminalità organizzata transnazionale”.

Noi del Mitte ci siamo già occupati in passato della tendenza a utilizzare li binomio Italia-mafia in modo offensivo e nel 2016 abbiamo supportato l’iniziativa dell’associazione berlinese “Mafia Nein Danke“, volta a segnalare insegne di negozi, menù, pubblicità o altri veicoli promozionali che utilizzassero stereotipi mafiosi di questo tipo.