Torna il Visionär Film Festival Berlin: uguaglianza e inclusività

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Visionär Film Festival Berlin
Visionär Film Festival Berlin

Dopo l’epidemia di Covid-19, torna, il Visionär Film Festival Berlin.

Dal 21 al 28 settembre presso l’ACUDkino, il Visionär Film Festival – Encounters with new Talents, ospiterà un’edizione speciale del festival. Nel rispetto di tutte le misure igieniche adottate per proteggere tutti, il cinema offrirà un numero limitato di posti a sedere (32 invece di 80). Non è prevista mascherina durante la proiezione, ma ci saranno due posti di distanziamento tra gli spettatori.

Il programma offre una selezione internazionale di 9 opere prime o seconde in concorso per i Premi del Pubblico e della Giuria (tutte anteprime berlinesi o tedesche) e nella sezione Short Berlin Encounters, una selezione di 19 cortometraggi realizzati da registi berlinesi in gara per il Premio del Pubblico.

A giudicare i 9 lungometraggi e ad assegnare il Premio della Giuria saranno tre registi: Lemohang Jeremiah Mosese (Lesotho), Jules Herrmann (Germania) e Pippo Mezzapesa (Italia).

Cile, Colombia (in coproduzione con il Belgio), Brasile, Canada, USA (in coproduzione con Francia e Cina), Austria, Spagna e Lettonia sono i paesi dell’edizione di quest’anno.

Visionär Film Festival Berlin
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La voce dell’America Latina

Quest’anno l’America Latina, con lo sguardo politico dei suoi registi, ha catturato e merita la nostra attenzione. Il fermento sociale che segue lo stato di repressione ha bisogno di voci di denuncia che non saranno mai messe a tacere. Ora più che mai hanno bisogno di essere ascoltate.

Non solo politica, ma anche sociale, intima, sessuale e artistica è la rivoluzione intrapresa dai nuovi talenti internazionali che il festival ha scelto di portare all’attenzione del suo pubblico.

La sezione Short Berlin Encounters sarà presentata in quattro blocchi sotto un tema comune:

Of Human and Beyond – Un’esplorazione del rapporto tra gli esseri umani e ciò che è al di là di essi
¡Viva la revolución! – Perché non smettiamo mai di lottare per i nostri diritti
Heimat(en) – Non c’è nessun posto come casa
Death&Desire – Possono andare pericolosamente insieme, a volte può essere divertente, altre volte no

Uguaglianza e inclusività

Visionär crede e rispetta l’uguaglianza e l’inclusività di genere nella sua selezione. In un settore che non sempre rende così facile la selezione delle donne, in un mondo in cui è ancora necessario imporre la “pro film quote” per assicurare la loro presenza, Visionär è molto orgoglioso di contribuire al loro sostegno.

Ci saranno infatti 6 registi e 6 registe nel concorso dei lungometraggi, e 8 registi e 13 registe nei cortometraggi berlinesi.

Una sezione di cortometraggi realizzati da registe del Nord Europa sotto il nome di Panorama Nordic | Female* Voices avrà inoltre un focus speciale.

Visionär Film Festival Berlin
Visionär Film Festival Berlin

L’omaggio a Cheryl Dunye

Quest’anno Visionär renderà omaggio a Cheryl Dunye, regista, scrittrice e attrice afroamericana di fama mondiale, emersa come parte della “Queer New Wave” all’inizio degli anni Novanta. Visionär presenterà infatti  il suo primo lungometraggio, The Watermelon Woman, che ha vinto il Teddy Award come miglior lungometraggio al Festival Internazionale del Cinema di Berlino nel 1996.

Ambientato a Philadelphia, The Watermelon Woman è la storia di Cheryl (Cheryl Dunye), una ventenne lesbica nera che lotta per realizzare un documentario su Fae Richards, una bellissima e inafferrabile attrice di colore nei film degli anni Trenta, popolarmente conosciuta come “The Watermelon Woman”. The Watermelon Woman è chiaramente una metafora della ricerca dell’identità, della comunità e dell’amore di Cheryl.

Un concerto cinematografico

Come evento multidisciplinare, Visionär ospiterà un concerto cinematografico sotto il nome di Kino Sonico: si tratta di un progetto femminile in cui due note musiciste elettroniche sviluppano nuove colonne sonore per film muti realizzati da una donna pioniera del cinema. I cortometraggi di Alice Guy-Blaché del 1912, Falling Leaves e Making an American Citizen, saranno proiettati insieme alla performance live di Marion Wörle aka Frau W e Lena Kocisova aka Akkamiau.

Guy-Blaché è stata una produttrice, scrittrice, direttrice del casting, scenografa e la prima regista donna – per alcuni anni l’unica regista donna – nella storia del cinema.

Blaché ha iniziato a lavorare per la francese Gaumont pictures, poi si è trasferita negli Stati Uniti e ha fondato il suo studio, Solax. Ha realizzato più di 1.000 film. Come una pioniera del genere sia potuta svanire nel nulla ha a che vedere con il suo genere e con il fatto che la storia del cinema sia stata scritta da uomini. Infatti, mentre i suoi colleghi uomini sono stati glorificati, il lavoro di Guy-Blaché è stato trascurato, se non addirittura attribuito a uomini.

Insieme a Filmnetzwerk sarà infine organizzato un talk:
ENCOUNTERS – Prospettive decolonizzanti – Una conversazione con Lemohang Jeremiah Mosese sul giovane cinema africano.

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