Come trascorro la quarantena, #WirBleibenZuhause: Gianluca Vallero, regista e speaker

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Gianluca Vallero
Gianluca Vallero

Come trascorro la quarantena, #WirBleibenZuhause: Gianluca Vallero, regista e speaker

a cura di Gabriella Di Cagno

Abbiamo intervistato alcuni italiani a Berlino, creativi e professionisti, chiedendo loro di rispondere brevemente a poche domande standard. Le risposte ci restituiscono la “fotografia” di una comunità che sta mostrando il volto migliore della socialità digitale e sfruttando al meglio le proprie risorse intellettuali. Speriamo che i lettori trovino nuovi spunti e che vogliano partecipare a questo dialogo con commenti sulla propria esperienza personale in tempi di pandemia CoronaVirus.

Gianluca Vallero
Nato in provincia di Torino nel 1966
a Berlino dal 1991
Attività: Regista, speaker.

Come trascorri il tuo tempo quotidiano in quarantena?

Le giornate hanno un ritmo meno frenetico e più rilassante. Non incontro praticamente nessuno ma mi concedo ogni giorno una passeggiata nel mio quartiere o un giro in bicicletta. Quei ritagli di tempo trascorsi all’aria aperta mi danno modo di riflettere sui miei progetti futuri e di trarre spunti sempre nuovi. Le ore che passo in casa mi servono invece soprattutto a scrivere, a leggere, ad approfondire argomenti e a godermi la famiglia.

Quali nuove abitudini ha portato con sé questa quarantena?

Sembra strano, ma anziché acquisire nuove abitudini ne ho perse alcune come, ad esempio, quella di dedicare troppo tempo ai social. Paradossalmente, proprio in questo periodo, ho preso più che mai coscienza del valore del tempo libero che ora impiego sempre più volentieri leggendo un libro o vedendo qualche bel film come quelli ultimamente resi disponibili da alcune cineteche.

A quale delle tue abitudini non hai rinunciato?

Non sono una persona particolarmente abitudinaria e ho continuato a mantenere le poche abitudini che avevo.

Quali riflessioni, e/o suggestioni per la tua attività, ti ha ispirato questa situazione?

In questo periodo mi è sembrato più che mai chiaro quante cose superflue tendono a prendere il sopravvento sulla vita di ogni giorno e, soprattutto, quanto ci si senta alleggeriti nel momento in cui ci si libera di tanti fardelli inutili che si traducono spesso in un surplus di offerte, proposte, informazioni etc.… Prendere coscienza di questo fatto e cercare di ridurre le nostre esigenze in ogni ambito, potrebbe essere il motore per ri-unire una società fortemente stratificata e disomogenea o perlomeno per riallacciare una vera comunicazione tra persone con differente background culturale, sociale e ideologico. Mi piacerebbe fare un film che abbia per oggetto proprio queste tematiche. Non necessariamente un dramma. Forse una commedia, traendo spunto da quelle che gli anni d’oro del cinema italiano ci hanno lasciato. Magari!

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