Come trascorro la quarantena, #WirBleibenZuhause: Eva Spagna, cantante, insegnante

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Eva Spagna
Eva Spagna

Come trascorro la quarantena, #WirBleibenZuhause: Eva Spagna, cantante, insegnante

a cura di Gabriella Di Cagno

Abbiamo intervistato alcuni italiani a Berlino, creativi e professionisti, chiedendo loro di rispondere brevemente a poche domande standard. Le risposte ci restituiscono la “fotografia” di una comunità che sta mostrando il volto migliore della socialità digitale e sfruttando al meglio le proprie risorse intellettuali. Speriamo che i lettori trovino nuovi spunti e che vogliano partecipare a questo dialogo con commenti sulla propria esperienza personale in tempi di pandemia CoronaVirus.

Eva Spagna
Nata a Firenze nel 1970
a Berlino dal 1995
Attività: cantante, insegnante

Come trascorri il tuo tempo quotidiano in quarantena?

C’è una certa oscillazione d‘animo. Giorni tranquilli, altri euforici e altri di depressione e pessimismo.
Cerco di darmi una struttura, scrivo ogni giorno una lista di cose da fare nel corso della giornata, ma in fondo poi il tempo passa veloce e non mi annoio.
Riesco a lavorare un po’. Provo ad interagire coi miei figli adolescenti. Leggo molto. Mi informo. Vedo vecchi film e nuove serie. Cucino. Faccio yoga. Pulizie. Sono in contatto virtuale e emotivo con le persone a cui voglio bene.

Quali nuove abitudini ha portato con sé questa quarantena?

L’abitudine di svegliarsi senza la sveglia, in modo naturale, per poi vedere che in fondo è quasi sempre la stessa ora, ma senza imposizione tecnica, senza interrompere brutalmente i miei sogni.
Ogni giorno mando un pensiero del giorno ai miei allievi in forma di email con un tema che può essere una frase, una poesia, un consiglio per un film, un articolo, un’immagine, una ricetta, una canzone. Mi sembra che apprezzino e faccia loro piacere. Anche per me è un bell’esercizio.
Faccio il giochino del “Vedi qualcosa che non ti piace? Cambiala! Ora hai tempo per farlo!”, che è poi l’opposto del “Vorrei, ma rimando perché ora non ho tempo”, ovvero l’eccellenza della procrastinazione… mia specialità.
Pratico yoga quotidianamente: mi serve per mantenere un contatto con il mio corpo e, a sua volta, per per metterlo in contatto con pensiero ed emozione.
L’Istituto Italiano di Cultura mi ha proposto di fare delle letture (e un concertino casalingo?) su Gianni Rodari per portare avanti in modo virtuale gli incontri per i bambini e rendere omaggio a questo straordinario scrittore nel suo centenario.

A quale delle tue abitudini non hai rinunciato?

In fondo, anche se tutto quello che faccio professionalmente presume il contatto con gli altri, di natura sono pigra e casalinga e quindi riesco abbastanza bene a vivere la quarantena senza dover in toto rinunciare alle mie abitudini.

Quali riflessioni, e/o suggestioni per la tua attività, ti ha ispirato questa situazione?

A non dare niente per scontato. Ad esercitare la gratitudine e pazienza. A ridimensionare il valore di lavoro, tempo, cose, luoghi, circostanze e relazioni.

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