Blocco degli affitti a Berlino: una misura incostituzionale?

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blocco degli affitti
blocco degli affitti

di Alessia Del Vigo

Il Mietendeckel, il cosiddetto blocco degli affitti sancito dal parlamento di Berlino all’inizio di quest’anno, continua a far discutere, nel bene e nel male.
Dopo tre sentenze emanate a metà di marzo e relative proprio a questo, il provvedimento relativo a calmierare i prezzi degli affitti nella città di Berlino ha ancora una vita controversa. Al momento la legge, promulgata ufficialmente il 23 febbraio scorso, rimane in vigore, ovvero chi non si atterrà alle regole rischia di incorrere in sanzioni. Questo è ciò che è stato stabilito dalla Corte Costituzionale Federale, che ha respinto sei richieste di sospensione delle suddette sanzioni avanzate da sei locatori.

La questione rimane però aperta, quando si cerca di combinare la nuova legge con la costituzione: i giudici infatti non hanno ancora deciso se il provvedimento sia anticostituzionale o meno, faccenda che si fa sempre più urgente.

Il tribunale regionale del Land di Berlino ha spiegato all’inizio del mese come il blocco del canone degli affitti non trovi – effettivamente – corrispondenza alcuna nel diritto costituzionale, potendosi dunque configurare come anticostituzionale.

Il nocciolo della questione, che rischia di rivelarsi assai intricata in una Repubblica federale, è tutto nella domanda se lo Stato-Regione (Land) sia autorizzato a decidere su una materia – come gli affitti – sulla quale si è già espressa la Confederazione (Bund). La verifica spetterà alla Corte Costituzionale Federale, che però ha respinto i ricorsi finora pervenuti perché nessuno di essi poneva l’accento su profili di anti-costituzionalità. Le cause perorate erano infatti sempre di natura economica, incentrate sulle perdite che la nuova legge causerebbe ai proprietari. E questo non è stato sufficiente a convincere i giudici costituzionali.

La questione legata al potere del Land di Berlino e alla sua facoltà di decidere sugli affitti resta dunque aperta e si conferma intricata, perché la sospensione anche solo momentanea della suddetta legge da parte della Corte equivarrebbe a un’intromissione nella libertà di chi tale legge l’ha promulgata e dunque potrebbe avvenire solo qualora le ragioni pesassero tanto da renderlo inevitabile.

Ciò che preme ai giudici resta una certa equità nel fissare le cifre dei contratti di locazione, in quanto il divieto di chiedere affitti gonfiati sarebbe in vigore già dal 23 Novembre scorso, un lasso di tempo sufficiente per far abituare i locatori.

E qui si spiega come mai il verdetto penda più a favore della regione (Land): perché senza misure restrittive i proprietari continuerebbero molto probabilmente a non rispettare tali misure, uno svantaggio assai maggiore di qualsiasi perdita economica a danno dei proprietari stessi.