Oktoberfest: 10 espressioni bavaresi con cui impressionare gli autoctoni

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Oktoberfest

L’Oktoberfest è una delle tradizioni tedesche più note nel mondo e non sono pochi gli italiani che ogni anno si riversano nelle strade di Monaco per bere birra con la popolazione locale e gli altri ospiti internazionali, fino ai confini del coma etilico.
Partecipare a questo famosissimo evento, che si tiene negli ultimi due fine settimana di settembre e che si concluderà il prossimo 3 ottobre, significa anche immergersi nell’atmosfera bavarese più tradizionale. Gruppi folk, schlager Musik e abiti tradizionali come i Lederhosen sono diventati ormai il simbolo di questa frequentatissima festa e molti divertimenti come l’altalena delle streghe, la ruota panoramica, il Taboga e la ruota del diavolo, rendono ancora più insidioso l’equilibro dei partecipanti, già fortemente insidiato dalla birra.
Per calarsi ancora di più nell’atmosfera locale, i frequentatori stranieri dell’Oktoberfest possono stupire i bavaresi memorizzando alcune espressioni tipiche, che potranno sfoggiare tra una pinta e l’altra con disinvoltura più o meno credibile.
Non sono tutte facili da ricordare, ma anche solo usarne un paio potrà far guadagnare al temerario disposto a osare il rispetto della popolazione locale.

OKTOBERFEST photo

O’zapft is!

Espressione usata dal sindaco di Monaco, il quale, durante la cerimonia di apertura dell’Oktoberfest, spilla la birra cerimoniale dichiarando, appunto, “O’zapft is!”, vale a dire, “È spillata!”.

Minga

Minga è il modo in cui il dialetto bavarese semplifica la parola “München”, vale a dire Monaco in tedesco, che a volte può essere complicata da pronunciare anche per i residenti, specie dopo qualche birra. E perché a questo punto non dovrebbero approfittarne anche gli stranieri?

Griasgood!

È l’adattamento bavarese di Grüss Gott, tipico saluto austriaco e del sud della Germania. È usato per salutare più di una persona, mentre Griaseichgood si usa soprattutto per salutare un gruppo.

Wiesn

Parola che tecnicamente significa “radura” o “prato”, ma che nel nostro caso si riferisce allo spiazzo per antonomasia, quello in cui si svolge l’Oktoberfest. E a Monaco Wiesn si usa proprio come sinonimo di Oktoberfest.

Krachlederne

Come già ricordato, il giusto abbigliamento tradizionale è importantissimo per godere appieno dello spirito dell’Oktoberfest. L’abito femminile, con il famoso corpetto legato con i nastri, è chiamato Dirndl, mentre i già citati Lederhosen, i famosi pantaloni corti di cuoio con bretelle indossati dagli uomini, sono appunto detti, in gergo, Krachlederne.

Brezn

Brezn è un modo tipicamente bavarese di chiamare i Brezel, le famosissime ciambelle salate tedesche che potrete trovare in grande abbondanza negli stand dell’Oktoberfest, anche perché complemento ideale di ogni birra che vorrete degustare.

Brathendl

Con Brathendl (o Grillhänchen) si intende quel pollo grigliato che è un altro cibo gustoso e ideale, per accompagnare e in qualche modo contenere gli effetti del consumo massiccio di birra. A volte è chiamato anche Wiesnhendl e l’anno scorso ne sono stati venduti circa 360.000.

Gaudi

Non parliamo del celeberrimo architetto catalano. Il termine gaudi è infatti usato dai bavaresi per indicare qualcosa di molto divertente e quindi, inevitabilmente, si applica all’Oktoberfest e a tutte le occasioni di divertimento che offre. Se si aggiunge il prefisso Mord, la parola diventa Mordsgaudi e significa, sostanzialmente, “divertente da morire”.

Bieseln

Con questo termine i bavaresi indicano l’atto dell’urinare, che in occasioni come l’Oktoberfest si pone come un’esigenza inevitabile, vista la massiccia quantità di birra che si consuma nell’arco dell’intera manifestazione. I partecipanti dovranno comunque fare attenzione e non urinare in pubblico, ma servirsi degli appositi spazi dedicati. Si rischiano infatti multe salate.

Pfiat Eich!

Quest’espressione è usata alla fine dell’Oktoberfest, quando ci si congeda e si va finalmente a casa a smaltire la sbornia. È tecnicamente la versione bavarese di “Auf Wiedersehen” o “arrivederci”.

Fonte: Kate Müser, Sertan Sanderson, per DW

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