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Attacco incendiario al Robert Koch Institut: la polizia cerca quest’uomo

Venerdì la polizia di Berlino ha diffuso la foto di un uomo che ritiene possa essere il responsabile dell’attacco incendiario al Robert Koch Institut, che ha avuto luogo la notte del 25 ottobre del 2020.


Istituto Robert Koch

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Le immagini del presunto responsabile dell’attacco incendiario al RKI

Il presunto piromane è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza cinque giorni dopo il fatto, in un internet café, presumibilmente colto nell’atto di inviare un’email di rivendicazione dell’attentato, effettivamente ricevuta dalla polizia. Le immagini mostrano un uomo biondo, con una giacca verde, seduto davanti a un computer.

Lo sconosciuto è sospettato di aver lanciato diversi dispositivi incendiari contro la facciata dell’edificio del Robert Koch, in General-Pape-Strasse, intorno alle 2.40 del mattino del succitato 25 ottobre 2020, come confermato da una guardia giurata allora in servizio.

Secondo la polizia, le riprese risalgono invece al 30 ottobre 2020, tra le 19.00 e le 20.00, mentre l’internet café in questione è il “Kant Tele Café“, sito in Kantstraße 108, nel distretto di Charlottenburg.

RKI, General-Pape-Straße. Di Fridolin freudenfett – Eigenes Werk, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52057264

La polizia chiede aiuto alla collettività

Non essendo riusciti finora a identificare il sospettato, gli investigatori si rivolgono all’opinione pubblica e la polizia chiede dunque ufficialmente: chi può fornire informazioni sul ricercato o conosce la sua identità? Si cercano ancora, inoltre, altri testimoni che abbiano osservato qualcosa di rilevante nelle vicinanze del Robert Koch Institut, la notte dell’attentato.

Possibile movente politico

La polizia ritiene che il movente possa essere politico. Il Robert Koch Institut è infatti non solo una delle più antiche istituzioni di ricerca biomedica del mondo, ma anche l’organizzazione responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive in Germania. E durante la pandemia, è il principale riferimento del governo, nella pianificazione delle politiche di contenimento dei contagi.

All’indomani dell’attentato, nell’ottobre del 2020, il senatore degli interni, Andreas Geisel, aveva dichiarato: “Quanto si deve essere accecati per lanciare ordigni incendiari contro una simile istituzione?”.

La polizia indaga su un secondo attacco incendiario

La polizia sta inoltre indagando anche su un secondo attacco, rivolto verso un istituto di ricerca che collabora proprio con il Robert Koch Institut. Appena pochi giorni dopo il lancio di dispositivi incendiari contro quest’ultimo, infatti, infatti, si è verificata un’esplosione anche davanti all’edificio dell’Associazione Leibnitz, a Berlino. Trovati sul posto, anche in quel caso, i resti di un “dispositivo incendiario confezionato artigianalmente”. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

Come aiutare

Chiunque sia in possesso di informazioni utili può rivolgersi all’Ufficio della Polizia Criminale in Bayernring 44 a Tempelhof, chiamando il numero 030/4664953528, inviando un fax allo 030/4664953599 o un’email a LKA535-hinweis@polizei.berlin.de, ma anche recandosi presso qualsiasi stazione di polizia.

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