Il mosaico della Haus des Lehrers di Berlino: una celebrazione della vita nella DDR

Foto: Andreas Steinhoff, Attribution, via Wikimedia Commons

Quando si passa per Alexanderplatz, specialmente se ci si trova a Berlino per la prima volta, non si può fare a meno di camminare guardando in alto (se si è turisti, perché i berlinesi, come chiunque altro, camminano per la propria città guardando il telefono). E d’altra parte è inevitabile lasciarsi affascinare dalle architetture altissime che circondano questa piazza irregolare e spesso caotica, dalla torre della televisione all’imponente hotel dalle pareti di vetro. Oggi ci soffermeremo in particolare un edificio che spicca per il singolare motivo decorativo che lo caratterizza: la Haus des Lehrers.

Foto storica della Haus des Lehrers.
Foto: Bundesarchiv, Bild 183-D0414-0012-003 / CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 DE <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/deed.en>, via Wikimedia Commons

Le origini della Haus des Lehrers

Letteralmente “Casa dell’insegnante”, questa costruzione è stato concepita come centro culturale e formativo, nonché parte di un complesso, insieme alla più bassa sala congressi che si trova accanto. Costruiti all’inizio degli anni ’60 in quella che allora era la DDR, su progetto dell’architetto Hermann Henselmann, questi edifici sono il risultato tangibile della profonda influenza del movimento Bauhaus (la cui scuola Henselmann aveva diretto) e dall’architettura dell’ovest. D’altra parte, solo pochi anni prima il Partito Socialista Unificato di Germania (SED) aveva abbandonato lo stile architettonico dell’era staliniana.

haus des lehrers facciata
Foto: Andreas Steinhoff, Attribution, via Wikimedia Commons

Costruito tra il 1961 e il 1964, questo fu il primo edificio a scheletro d’acciaio della DDR. La sua struttura, caratterizzata da un uso innovativo di vetro e alluminio, è stata ispirata da capolavori dell’architettura moderna come la Lever House e il Seagram Building di New York. Tuttavia, ciò che rende questo edificio ancora più unico è, come già accennato, la decorazione. Stiamo parlando del mosaico “Unser Leben”, ovvero “La Nostra Vita”, dell’artista Walter Womacka. Questo mosaico, vibrante di colori, rappresenta la vita quotidiana nella DDR, con vivacità e con il preciso intento di trasmettere ottimismo e celebrare le aspirazioni di quel periodo storico.

Haus des Lehrers mosaico intero
Foto: Christian Thiele, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

Accanto al Haus des Lehrers, come abbiamo già accennatom si trova la Sala Congressi, anch’essa progettata da Henselmann. Questa sala, con la sua pianta rettangolare e ampie facciate vetrate, permette alla luce naturale di filtrare all’interno, creando un ambiente accogliente e luminoso. Durante il periodo della DDR, la Sala Congressi ospitava importanti eventi, conferenze e riunioni, diventando un punto di riferimento per la vita culturale e politica. Dopo la riunificazione tedesca, è stata rinominata bcc Berlin Congress Center, continuando a essere un luogo di incontro e scambio di idee, ospitando una vasta gamma di eventi, da conferenze internazionali a mostre e concerti, contribuendo così alla vitalità culturale di Berlino. Tutto questo ci aiuta a comprendere quanto la cultura dovesse essere centrale nel “messaggio” che l’architettura di questo angolo di Berlino doveva trasmettere ai passanti.

haus des lehrers mosaico facciata
Foto: Andreas Steinhoff, Attribution, via Wikimedia Commons

Il grande mosaico, che circonda l’edificio da tutti i lati, in quest’ottica, aveva uno scopo ben preciso. Questi edifici, infatti, arrivavano a completamento della colossale “prospettiva” socialista in quella che oggi è la Karl-Marx Allee: si trattava quindi di costruzioni altamente rappresentative, che dovevano andare ben oltre la semplice funzione pratica e veicolare messaggi politici molto precisi, in accordo con le scelte politiche del governo.


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haus des lehrers scienza
Foto: Andreas Steinhoff, Attribution, via Wikimedia Commons

La versione laica dell’arte sacra

Da questo punto di vista, è interessante notare come le autorità socialiste abbiano scelto di “comunicare” visivamente l’ordine costituito alla popolazione utilizzando gli stessi mezzi e, in una certa misura, gli stessi linguaggi che la chiesa aveva utilizzato per secoli e così le autorità secolari che a essa si appoggiavano. Gli elementi iconografici inseriti nei motivi decorativi di questo e di altri edifici, infatti, proprio come la rappresentazione delle vite dei santi e l’accostamento di regnanti e figure sacre in quadri e affreschi nelle chiese di tutta Europa, miravano a raccontare in modo non verbale l’ordine costituito, a spiegare al popolo come fosse strutturato il vivere di quella particolare società e quali fossero i valori da tenere presenti.

Haus des Lehrers
Foto: Andreas Praefcke, Public domain, via Wikimedia Commons

Il mosaico “Unser Leben”

Per questo scopo, nel piano della Haus des Lehrers, fu selezionato il piano intermedio, senza finestre, che era adibito a sede della Biblioteca Pedagogica Centrale della DDR. Nella parte esterna di questo piano venne collocato un mastodontico fregio parietale, che circonda ancora oggi tutto l’edificio, impreziosito dal già citato mosaico di Walter Womacka, che i berlinesi dell’est soprannominarono – con la consueta ironia secca e fattuale – “Bauchbinde”, ovvero “la pancera”.

Quest’opera è composta da ben 800.000 tessere e si estende per 125 metri. Per lo stile figurativo della sequenza, Womacka si ispirò ai murales del messicano Diego Rivera, tracciando scene dai colori vivacissimi, composte da forme piatte con nitidi bordi neri. Naturalmente, il soggetto non fu scelto con leggerezza e anzi, la selezione non fu affatto semplice. Inizialmente, Womacka aveva presentato un progetto piuttosto “universale”, che intendeva rappresentare l’umanità in relazione ai quattro elementi. Le autorità della DDR cassarono questa idea in quanto “non abbastanza marxista”. La proposta che fu invece accettata ritraeva una visione utopica della vita nella DDR, descritta come uno stato di perfetta felicità.

Foto: Andreas Steinhoff, Attribution, via Wikimedia Commons

Proprio come i fregi degli edifici classici, questo mosaico racconta una storia. Ogni lato, infatti, ha un proprio tema specifico. Il lato nord del fregio, per esempio, è dedicato alla valorizzazione della scienza e della tecnologia nella DDR, mentre quello a sud esalta la categoria indispensabile dei lavoratori, rappresentati nell’atto di svolgere diversi mestieri, insieme al pittore che li immortala, per celebrarli adeguatamente. Il lato est si concentra sul concetto – fondamentale nell’ex blocco sovietico – di amicizia tra le nazioni, esaltando il concetto di coesistenza pacifica, simboleggiato dalla simbolica colomba bianca che collega le singole scene. Il lato ovest del fregio, infine, mostra scene di vita quotidiana nella DDR, raggruppate intorno al punto focale – che quindi doveva e voleva essere il nucleo fondante della società, ovvero una giovane coppia, simbolo della famiglia.

Entrambi gli edifici, la Haus des Lehrers e la Sala Congressi, fanno parte del patrimonio modernista dell’architettura berlinese, del quale abbiamo già parlato in diverse occasioni.

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