Germania: la Corte Costituzionale esclude l’ex NPD dai finanziamenti statali

ex NPD
Sostenitori dell'NPD a un raduno a Würzburg nel 2004. Foto: Christian Horvat, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons

La sentenza che tutti aspettavano – e che non ha precedenti in Germania – è arrivata: la Corte Costituzionale Federale tedesca di Karlsruhe ha preso la decisione di interrompere i finanziamenti statali al partito “Die Heimat“, ex NPD. Il motivo di questa decisione risiede nel fatto che il partito sia considerato latore di istanze anticostituzionali, considerate contrarie all’ordine democratico di base, che è un principio fondamentale dello stato di diritto. Questo è il primo caso del genere a essere affrontato dalla più alta corte tedesca e, di conseguenza, segna un precedente importante nel diritto costituzionale del paese.

Perché è stato possibile tagliare i finanziamenti all’ex NPD, ma non vietarlo

Il quadro giuridico che ha permesso la sentenza fa riferimento a una riforma del 2017, che permette il ritiro dei finanziamenti statali a un partito che si consideri fondamentalmente e costituzionalmente antidemocratico. Nello stesso anno, l’NPD è stato dichiarato contrario ai valori della costituzione, pur non essendo stato sciolto d’ufficio, con la motivazione che non era abbastanza influente per raggiungere i propri obiettivi di rovesciamento dell’ordine democratico.


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La sentenza ha un impatto significativo: il partito non beneficerà più d rimborsi per la campagna elettorale e agevolazioni fiscali e le donazioni non saranno più detraibili dalle tasse. Va detto che, nel caso specifico di Heimat, è rilevante solo il secondo punto, dal momento che il partito non raggiungeva il numero minimo di voti necessario per i rimborsi elettorali. È stato chiaramente stabilito dai giudici che l’esclusione del finanziamento dei partiti non viola il principio di pari opportunità per i partiti politici. Nel caso di “Heimat”, le condizioni stabilite dalla Legge Fondamentale per l’esclusione sono state pienamente rispettate. A spiegarlo è stato, dopo la sentenza, l’esperto legale dell’ARD Frank Bräutigam citando la vicepresidente della Corte costituzionale federale, Doris König. Fra i “valori” di “Die Heimat” che si considerano anticostituzionali c’è, per esempio, il concetto etnico di popolo, che viola l’articolo 1 della Legge Fondamentale. “Die Heimat”, stando al suo programma, è anche a favore della costituzione di uno Stato nazionale autoritario e mostra “un’affinità con il nazionalsocialismo”.

Potrebbe accadere lo stesso di AfD?

La Ministra dell’Interno, Nancy Faeser (SPD), ha accolto con favore la decisione, affermando che la sentenza della corte invia un messaggio forte e chiaro: “Il nostro Stato democratico non finanzia i nemici della Costituzione”. Nella dichiarazione della Ministra – e in molte altre simili che si sono succedute subito dopo la sentenza – si potrebbero leggere gli echi di un monito ad AfD. Da più parti e specialmente dal centro sinistra, infatti, si è sollevata l’idea che proprio il partito di Weidel e Chrupalla possa andare in contro a un destino simile a quello dell’NPD.

Nella società civile, intanto, si moltiplicano gli appelli per fare una scelta ancora più estrema e vietare AfD del tutto – specialmente dopo l’ormai celebre incontro di Potsdam, durante il quale si sarebbero discussi i piani per la deportazione di milioni di immigrati.

Nonostante la sentenza di Karlsruhe abbia fatto ben sperare diversi oppositori di AfD, tuttavia, non è detto che la sentenza possa essere applicata allo stesso modo al partito di ultradestra che al momento detiene oltre il 21% delle preferenze.. Secondo alcuni esperti di diritto, infatti, occorrerebbe prima effettuare la medesima analisi fatta per l’ex NPD nel 2017, per determinare se e in che misura AfD si possa considerare un partito anticostituzionale. Chi lo auspica, fa riferimento, tra l’altro, all’Ufficio per la protezione della Costituzione in Sassonia, che classifica l’associazione regionale AfD come decisamente estremista di destra.

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