Aumenta il razzismo contro le persone nere in Germania: i risultati di uno studio europeo

razzismo

Una recente ricerca pubblicata a fine ottobre dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA) ha evidenziato la persistenza di un diffuso fenomeno di discriminazione in diverse nazioni dell’Unione. L’indagine si è concentrata sulle persone di discendenza africana, rivelando come questa comunità incontri difficoltà nell’accesso ai diritti di base, come la casa, la salute e l’istruzione, oltre a scontrarsi con episodi di razzismo più o meno espliciti, il tutto a causa dell’appartenenza etnica, della provenienza, della religione o del colore della pelle. A stupire sono i risultati che riguardano la Germania, che si è classificata in quasi tutti i parametri al terzo posto fra i Paesi che discriminano di più. Pessimi risultati anche per Austria, Belgio e Finlandia. Alla fine dell’articolo troverete il link per scaricare il rapporto completo.

Il 76% degli intervistati in Germania riferisce episodi di razzismo e discriminazione

L’indagine, condotta tra 13 paesi della UE, ha rilevato un aumento allarmante del razzismo in diversi Paesi, fra i quali la Germania. Secondo i dati raccolti, il 76% delle persone intervistate sul suolo tedesco ha vissuto esperienze di discriminazione negli ultimi cinque anni.

In generale, il 45% dei circa 7.000 partecipanti intervistati in tutta Europa ha riferito episodi di razzismo in questo lasso di tempo. Rispetto ad uno studio precedente del 2016, in cui la percentuale era del 39, la situazione risulta notevolmente peggiorata.

Le raccomandazioni della FRA: inasprire le pene per i reati a sfondo razziale

Le reazioni al rapporto non si sono fatte attendere. Michael O’Flaherty, direttore della FRA, ha definito”scioccanti” i dati emersi dalla ricerca e ha sottolineato l’importanza di garantire a tutti gli individui il pieno esercizio dei diritti, senza impedimenti o pregiudizi razziali.


Leggi anche:
Razzismo, foto di Hitler e svastiche nella chat di gruppo della polizia: indagine in Germania

Come parte delle sue raccomandazioni, la FRA ha sollecitato i Paesi membri dell’UE a raccogliere dati più precisi sulla portata e la frequenza degli episodi di razzismo e a inasprire le pene per i reati di discriminazione e razzismo.

Un altro dato preoccupante è quello sulla violenza a sfondo razziale. Anche in questo caso, la Germania è sul podio, con il 54% degli intervistati che riferisce di aver sperimentato molestie, il 9% dei quali parla di vere e proprie aggressioni – in questo campo, la Germania è seconda dopo la Finlandia.

Discriminazione nell’accesso all’istruzione e alla sanità

Un altro aspetto cruciale evidenziato dallo studio è la discriminazione percepita durante la ricerca di occupazione e il percorso scolastico. In Germania, più della metà delle persone nere intervistate ha segnalato discriminazioni nella ricerca del lavoro, mentre il 40% ha sottolineato il problemi di insulti o minacce razziali durante i percorsi di studio. Questa tendenza è stata evidenziata anche in Irlanda, Finlandia e Austria. Le persone di discendenza africana riferiscono inoltre, nel 27% dei casi, di avere subito discriminazioni nel tentativo di accedere ai servizi del sistema sanitario tedesco, per esempio nel prenotare un appuntamento dal medico o dal dentista o nel recarsi in ospedale o al pronto soccorso. Anche in questo caso, la Germania è al secondo posto, dietro l’Austria.

Questo studio ha contribuito a mettere in luce la gravità e l’urgenza della questione del razzismo e della discriminazione nei confronti delle persone di discendenza africana nell’Unione Europea. Le raccomandazioni della FRA, se implementate, potrebbero rappresentare un passo importante verso l’eradicazione di tali discriminazioni nel continente europeo. Ancora una volta, si sottolinea il principio fondamentale di uguaglianza e rispetto per tutti gli individui, a prescindere dal colore della pelle, dalla provenienza o dalle convinzioni religiose.
Il report può essere consultato per intero e scaricato, in lingua inglese, a questo link.

P.S. Se questo articolo ti è piaciuto, segui Il Mitte su Facebook!