Attivisti incollati all’asfalto, sentenza a sorpresa: polizia non può chiedere spese di rimozione

attivisti del clima
Blocco dell'A100, l'autostrada di Berlino, da parte degli attivisti del clima, 8.2.2022. Un medico cerca di "scollare" un manifestante dall'asfalto. Fonte: https://letztegeneration.de/

Una recente decisione del tribunale amministrativo di Berlino ha creato un certo scompiglio nell’opinione pubblica cittadina. La sentenza in questione ha infatti stabilito che gli attivisti non saranno più tenuti a coprire i costi delle operazioni di polizia finalizzate a “scollarli” dall’asfalto, quando si incollano al manto stradale per protesta.

“Scollare” gli attivisti dall’asfalto, chi paga? Una sentenza sorprendente

Questa decisione è stata presa in seguito al ricorso presentato da un attivista, che aveva ricevuto una fattura di 241 euro proprio per le operazioni di rimozione dalla strada che si erano rese necessarie dopo che si era incollato all’asfalto, nel giugno del 2022. Il tribunale ha infatti ritenuto che la richiesta non fosse giustificata e ha dunque ordinato alla polizia di restituire l’importo di 241 euro all’attivista.

La sentenza non riguarda solo il caso singolo, ma potrebbe avere un impatto ben maggiore e coinvolgere un gran numero di attivisti. Prima dell’inizio di settembre, infatti, la polizia di Berlino ha inviato circa 1.300 fatture analoghe, sempre di 241 euro ciascuna, e sempre per interventi analoghi. Tutte queste fatture potrebbero ora essere annullate, facendo appello al tribunale amministrativo superiore di Berlino-Brandeburgo.


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È importante tuttavia sottolineare che, nonostante questa decisione, ostacolare il traffico rimane una violazione punibile. Recentemente, ad esempio, un’attivista di “Ultima generazione” è stata condannata a otto mesi di carcere senza condizionale, proprio per un’azione legata a un blocco stradale.

Come la polizia rimuove gli attivisti che si incollano all’asfalto

Per rimuovere gli attivisti che si incollano alla strada, la polizia segue ormai una procedura standard, che prevede l’applicazione di olio sulla pelle con l’aiuto di una spatola, di un pennello, di una siringa monouso senza ago o di una benda di garza. Le parti del corpo incollate vengono quindi lentamente staccate, con movimenti delicati e dopo aver applicato una soluzione appropriata. L’operazione richiede tra i 15 e i 45 minuti.

Se gli attivisti sono bloccati su superfici di cemento, invece, viene chiamata un’unità tecnica, che utilizza macchinari come smerigliatrici e martelli pneumatici, ma solo se sono soddisfatti i requisiti legali e se è presente il personale medico. In questi casi, la rimozione può richiedere almeno un’ora.

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