Thälmann Park: il parco nato dalla centrale dei veleni. E quel busto che tutti scambiano per Lenin

Foto di Stefano Comi

Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)

“Il problema delle abitazioni può essere padroneggiato solo costruendo gli appartamenti in modo tale che tutte le moderne comodità non siano più a beneficio di una piccola minoranza ma di tutta la collettività. ” Ernst Thälmann 1919.

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Ernst Thälmann: un’idea di città che fonde storia e politica

E qui, al parco dedicato a Ernst Thälmann, parlamentare del Reichstag e segretario del Komunistische Partei Deutschland (KPD), assassinato con un colpo di pistola al suo arrivo nel campo di concentramento di Buchenwald, gli architetti urbani della ex DDR hanno realizzato un quartiere secondo la sua idea. Tutto questo all’incrocio naturale di un’idea politica e la storia di un’area urbana che ha radici diverse e più lontane.

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L’energia e il veleno

Dal 1873 al 1981 infatti, su quest’area era presente la quarta di trentatré centrali che rifornivano di gas la città. Agli inizi, grazie al processo di distillazione del carbone, la centrale produceva il gas per le lanterne di illuminazione stradale ma ben presto, a causa della crescente richiesta di energia per le attività artigianali e industriali, si passò alla produzione di gas sintetico (gas d’acqua), dalla reazione di monossido di carbonio e idrogeno. Già nel 1913 si passa alla produzione del gas con altri processi chimici più efficienti e infine, nel 1915, a quella di benzolo.

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Sull’area era già presente un gasometro con un diametro di 65 metri e una profondità di undici metri con una capacità di contenimento variabile fra gli 80.000 e i 90.000 metri cubi. La produzione non è passata senza conseguenze sul territorio: cianuro, fenoli, acido solforico, catrame, naftalina, e ammoniaca hanno avvelenato per tutti quegli anni il territorio, le acque e la popolazione dei quartieri vicini. Forse per questo motivo, già nel 1933 si discute di chiudere la centrale e ricavarne un parco e nel 1939 ne viene realizzata una prima parte affacciata sulla Danziger Straße ma, il sopraggiungere della guerra, interrompe il progetto. A guerra finita, il nuovo governo della DDR, affamato di energia, riapre l’attività di produzione del gas che durerà per altri 35 anni.

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Sulle ceneri della centrale nasce il nuovo quartiere

Ci sarà anche un timido tentativo di ridurre le emissioni di sostanze nocive fino a quando nel 1981 si decide per la chiusura definitiva. Al progetto di abbattere i fabbricati con la dinamite si oppone inutilmente l’intero quartiere di Prenzlauer Berg: il ventiduesimo battaglione pionieri della Nationale Volksarmee (NVA) mette tutti di fronte al fatto compiuto. Le eminenze grigie del politbüro vogliono realizzare un esempio di modernità e di efficienza da mostrare come un fiore all’occhiello in occasione delle celebrazione del 750° anniversario della fondazione della città, la massima di Ernst Thälmann diventa un obiettivo architettonico e politico: 1300 lavoratori edili realizzano fra il 1983 e il 1986, 1.332 appartamenti sufficienti ad ospitare 4.000 persone, per ogni abitante viene piantato un albero, al centro del nuovo insediamento si realizza un parco di sedici ettari.

Foto di Stefano Comi

L’inaugurazione del parco

L’inaugurazione ufficiale si tiene il 16 Aprile 1986, giorno del centesimo anniversario della nascita di Ernst Thälmann. Anche qui si ricorre all’architettura del “Plattenbau” (prefabbricati), ma fra un palazzo e l’altro ci sono grandi spazi verdi attrezzati con giochi per i bambini o angoli per il relax, dai vecchi edifici presenti si ricavano spazi di aggregazione, caffè, teatro, atelier d’arte. Successivamente verranno costruiti una piscina al coperto, un planetario, una palestra. Fin dal giorno della sua apertura, il parco è diventato luogo di aggregazione, non solo per i nuovi abitanti, ma un punto di riferimento anche oltre i confini del quartiere di Prenzlauer Berg ed è grazie all’opera volontaria di chi ha trovato qui un alloggio, in collaborazione con gli alunni e studenti delle scuole vicine, che aiuole, prati, attrezzi, laghetto, vengono curati con dedizione e impegno.

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Restano da dire due parole sul busto di cinquanta tonnellate che molti, passando velocemente sulla Greiswalder Straße, scambiano per quello di Wladimir Iljitsch Lenin, il padre della rivoluzione russa. Anche per questo pezzo di storia della DDR, dopo la caduta del muro, si discusse a lungo, nella logica della cancel culture, sulla possibilità di abbatterlo. Nel 2014 l’istituto per la protezione delle opere d’arte mise fine al dibattito dichiarandolo monumento protetto, con grande soddisfazione di molti degli abitanti del quartiere.

Come arrivare al Thälmann Park: S41, S42, S85, Tram M2, Bus 156 Prenzlauer Allee; S41, S42, Bus 156 Greifswalder Straße;
Buona passeggiata.

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