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Analisi droghe a Berlino: un terzo dei campioni contaminati e pericolosi

A due settimane dall’inizio del cosiddetto programma di controllo delle droghe a Berlino, il servizio di drug checking che permette di far testare diversi tipi di droghe a Berlino, arrivano i primi risultati .

Dopo aver analizzato più di 80 campioni di droghe illegali nei primi giorni di apertura, infatti, i laboratori hanno verificato che un terzo erano contaminati da sostanze pericolose. In molti casi, infatti, nelle pillole e nelle polveri sono state riscontrate impurità, sostanze estranee o dosaggi eccessivi, a volte in grado di determinare rischi per la vita dei consumatori.

Prime due settimane di analisi delle droghe a Berlino: oltre un terzo dei campioni consegnati erano pericolosi

Dal 6 giugno, il progetto, che è finanziato dallo Stato, consente il controllo delle droghe in forma anonima, allo scopo di verificare la presenza di impurità o eventuali dosaggi pericolosi di principi attivi nelle sostanze stupefacenti acquistate in città. L’analisi viene effettuata in laboratorio attraverso l’Istituto statale di medicina legale e sociale (GerMed) e il servizio è rivolto ai tossicodipendenti adulti con consumo quotidiano, ma anche a chi assume stupefacenti solo nel fine settimana. Non vengono esaminati marijuana e l’hashish, i farmaci, gli steroidi anabolizzanti e gli stimolanti sessuali. I risultati arrivano dopo tre giorni e viene sempre offerto un colloquio esplicativo, allo scopo di fornire informazioni su quanto emerso dall’analisi.

I governi precedenti di Berlino hanno lavorato a lungo per istituire questo tipo di drug checking, lavorando sull’individuazione dei locali adeguati, dei partner e del personale qualificato. È stato inoltre necessario stabilire l’aspetto legale del progetto, raggiungendo accordi con la polizia e la magistratura, per garantire che il servizio possa essere effettivamente anonimo e sicuro e non esporre nessuna delle parti coinvolte a rischi.


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Alti dosaggi di MDMA e il “Berghain 2.0”

Il focus è soprattutto sulle “droghe da party”, come ecstasy, cocaina e speed, che poi sono le sostanze consegnate più frequentemente. In questa prima fase dell’esperimento, tuttavia, sono entrate spesso nei laboratori anche cocaina, ketamina e metanfetamina, mentre LSD ed eroina sono state consegnate meno spesso. I risultati, come anticipato, sono abbastanza sconvolgenti. In alcuni casi, sono stati pubblicati avvisi anche sul sito web del progetto.

A volte, sono state analizzati alti dosaggi di MDMA, la cui ingestione può rappresentare gravi rischi per la salute. Questo è ad esempio il caso di una sostanza chiamata “Berghain 2.0“, pubblicata in una foto risalente al 6 giugno, e che secondo i risultati del test conterrebbe proprio un alto dosaggio di MDMA, in grado di produrre numerosi effetti collaterali: dall’umore depresso ai disturbi della concentrazione e del sonno, fino a gravi danni ai nervi.

Droghe “camuffate” da altre droghe

Un altro rischio è quello rappresentato da droghe vendute sotto il nome di altre droghe. Ad esempio, in una foto sempre risalente al 6 giugno, si mostra una foto di ketamina venduta come cocaina. L’ingestione della droga falsamente dichiarata potrebbe portare a “gravi sovraffaticamenti e incidenti, quando si verifica l’effetto inaspettato e percepito come opposto”.

Insomma, da un primo esame risulta chiaro, agli operatori del progetto, che “soprattutto le polveri, i cristalli e i loro agglomerati” sono spesso definiti in modo errato e quindi venduti “sotto falso nome”. Possono inoltre essere contaminati da sostanze potenzialmente pericolose. Le sostanze in polvere dovrebbero quindi essere testate prima del consumo, se possibile.

È preoccupante il fatto che circa 30 dei campioni presentati contenessero sostanze diverse da quelle che i consumatori ritenevano di aver acquistato o comunque presentassero contaminazioni e dosaggi che si possono considerare pericolosi per la salute.

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