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Vietare ChatGPT in Germania? Secondo il Ministro del Digitale è la strada sbagliata

Il dibattito sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei programmi ad essa correlati è uno dei più animati del momento in Europa. L’Italia, per esempio, ha scelto di vietare l’utilizzo di ChatGPT, motivando questa decisione con la preoccupazione per la privacy degli utenti e per l’utilizzo dei loro dati da parte di Google. Inevitabilmente, modelli di IA come ChatGPT raccolgono un’enorme quantità di dati a ogni utilizzo. È proprio sulla gestione di questi dati che si concentrano la maggior parte dei dubbi sugli effetti a lungo termine dell’AI sulla società. In che direzione andrà la Germania? Molte domande sono ancora aperte. In particolare, il Ministro del Digitale tedesco, Volker Wissing (FDP), e la leader dell’SPD Saskia Esken hanno espresso opinioni contrarie alle ipotesi di divieto di programmi di intelligenza artificiale come ChatGPT.

Wissing ha citato proprio il caso italiano e ha affermato, in una dichiarazione rilasciata al Bild am Sonntag, che l’Unione europea deve agire rapidamente per regolamentare l’utilizzo dell’IA all’interno di un apposito quadro giuridico. Ha sottolineato l’importanza di garantire che la tecnologia sia utilizzata in modo etico e in linea con i valori europei di democrazia, trasparenza e neutralità. Ha anche messo in guardia dalle possibili reazioni eccessive e dal pericolo che gli apparati di potere totalitari possano abusare dell’IA a proprio vantaggio mentre quelli democratici optano per i divieti.


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Saskia Esken (SPD): inutile vietare ChatGPT in classe, meglio formare studenti e insegnanti all’utilizzo dell’AI

Anche Esken si è detta favorevole all’utilizzo dell’IA e dei programmi come ChatGPT, anche all’interno della scuola scuola. Il riferimento è alla crescente preoccupazione espressa da genitori e insegnanti rispetto all’utilizzo dell’AI da parte degli studenti per completare i compiti. Secondo la leader dell’SPD è necessario che l’uso e le caratteristiche dell’intelligenza artificiale vengano insegnati a scuola.

Saskia Esken SPD
Saskia Esken,
Foto: Anne Hufnagl

Anche in questo caso, ha dichiarato Esken alle testate del Funkemediengruppe, il divieto sarebbe la strada sbagliata. Ha chiesto invece che le lezioni di informatica siano obbligatorie per tutti gli studenti e che gli insegnanti abbiano il tempo necessario per formarsi.

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