Gli ambientalisti tedeschi contro Meta: chiudere gruppi Facebook pieni di insulti e minacce

Meta

Un’organizzazione ambientalista tedesca, la Deutsche Umwelthilfe (DUH), ha fatto causa alla società madre di Facebook, Meta, per la rimozione di gruppi su Facebook in cui i membri dell’organizzazione sono regolarmente vittime di messaggi di odio, insulti e minacce. L’azione legale della DUH, ha dichiarato l’avvocata Juliane Schütt, che ha presentato la causa già a gennaio dell’anno scorso, apre un nuovo terreno giuridico poiché finora i tribunali tedeschi si sono occupati solo della cancellazione di singoli commenti di odio sui social network e non di ordinare la chiusura di gruppi.

Gli ambientalisti tedeschi oggetto di insulti e minacce di morte su Facebook

L’associazione vuole che Meta chiuda questi gruppi, che sono caratterizzati da ripetuti riferimenti alla violenza contro l’organizzazione ambientalista e i suoi membri. Il direttore esecutivo federale Jürgen Resch e i membri dello staff sostengono di essere da anni oggetto ostilità e insulti sempre più gravi, che più di recente sono culminati in inviti alla violenza con strascichi perfino nella realtà realtà. A Resch, infatti, sarebbe stata recapitata anche una busta contenente un proiettile. Altri commenti particolarmente preoccupanti riportavano esortazioni alla violenza come “L’unica cosa che aiuta contro questi eco-terroristi è il manganello di gomma o semplicemente farli saltare in aria”.


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Meta non ha mai chiuso i gruppi nei quali si concentrano i messaggi di odio

Facebook si è finora rifiutato di chiudere questi gruppi. Meta, sostiene Schütt, è stata finora “incapace o non disposta a porre fine a questa persecuzione” per anni. Né le segnalazioni a Facebook né le 300 denunce penali presentate alla polizia fino a questo momento hanno avuto successo. Meta fa riferimento alla possibilità di segnalare i commenti d’odio, ma l’avvocata Schütt sostiene che la rimozione dei singoli commenti non sia sufficiente e che siano interi gruppi a dover essere eliminati.

La causa sarà discussa il 13 aprile presso la il tribunale del Land di Berlino. Fra gli obiettivi di DUH c’è anche la chiusura di un gruppo di Facebook con più di 50.000 membri amministrato da dipendenti dell’industria automobilistica, su cui sono state pubblicate ripetutamente minacce di violenza e di omicidio ai danni degli ambientalisti. La DUH è sostenuta nella sua azione da diverse organizzazioni non governative come HateAid e la Fondazione Amadeu Antonio.

Meta ha dichiarato che i discorsi d’odio sono inaccettabili e che sta agendo attivamente contro la loro diffusione sulle proprie piattaforme, investendo nella tecnologia e negli strumenti di segnalazione, in modo da poter individuare e rimuovere ancora più rapidamente i contenuti inaccettabili. Tuttavia, l’avvocata Schütt sostiene che vada alterato il meccanismo che permette a Meta di scaricare la responsabilità sulle vittime, eliminando piuttosto il terreno di coltura dell’odio sulle piattaforme dell’azienda.

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