“Meditiamo insieme”: 14 gennaio, evento di Artemisia e Rete Donne Berlino. Intervista a Petra Fantozzi

meditiamo insieme
Meditiamo insieme - Evento di Artemisia e Rete Donne

di Amelia Massetti

L’associazione Artemisia e.V. e Rete Donne Berlino vogliono accogliere l’inizio del nuovo anno con l’evento Meditiamo Insieme, che si terrà sabato 14 gennaio, dalle ore 16.30 alle ore 18.30 presso l’AWO Begegnungszentrum, nella Adalbertstrasse 23a 10997 Berlino-Kreuzberg.

La Meditazione verrà condotta da Petra Fantozzi, socia di Rete Donne Berlino, l’ingresso è aperto a tutt*, a persone con o senza disabilità, a partire dai 13 anni. L’evento è solo in italiano. Per informazioni scrivere a: [email protected].Qui potete trovare l’evento Facebook ufficiale. Qui potete trovare l’evento Facebook ufficiale

Qui di seguito una breve intervista a Petra Fantozzi.


laboratorio scrittura creativa gennaio

Leggi anche:
primo laboratorio dell’anno per le balene possono volare, ritorna la scrittura creativa

Come nasce la collaborazione tra Rete Donne Berlino e Artemisia?

Artemisia e Rete Donne sono da sempre strettamente legate tra loro. Artemisia si concretizza da un’idea presentata da Amelia Massetti, presidente e ideatrice del progetto, ad una delle riunioni mensili di sette anni fa e da sempre le due associazioni si supportano a vicenda: le donne che fanno rete sono catalizzatori di idee, progetti e sostegno.

Da allora è nata una collaborazione che cresce nel tempo e nella stima reciproca

Anche questa serata di meditazione nasce cosi, nella semplicità e bellezza della cena di Natale organizzata da Rete Donne.

Come spesso succede in un ambiente accogliente, ci si racconta. Ho iniziato a raccontare la mia esperienza di vita degli ultimi anni e dei benefici che la meditazione ha avuto su di me e, dall’interesse generale, si è deciso di organizzare una serata di presentazione e pratica che potesse coinvolgere sia i*le soci*e delle due associazioni che chiunque avesse voglia di partecipare. 

Come ti sei avvicinata alla meditazione? 

La meditazione fa parte della mia vita da circa 15 anni, da quando ho iniziato ad interessarmi di crescita personale. Sentivo che dentro di me c’erano degli irrisolti e cercavo un canale che mi aiutasse a fare chiarezza. Sono sempre stata una bambina molto sensibile e in passato ho sofferto di ansia e sbalzi emozionali importanti, di insicurezza e mancanza di autostima. La meditazione e l’auto-osservazione mi hanno insegnato a comprendere che succede dentro di me, prenderne coscienza e ad accettarlo così com’è, in modo da poterlo integrare e superare.

In passato ho provato molte pratiche meditative e ho capito che ognuna di esse porta con sé un ampliamento di prospettiva. Arriva il momento in cui ti innamori di una di queste pratiche e la scegli per te. È come sentire di essere arrivati a casa. Da anni pratico e utilizzo la meditazione Vipassana e la Mindfulness per scoprire chi sono, cosa mi blocca e cosa mi nutre, come creare strutture che mi permettano di vivere una vita sostenibile e a fuoco. Conoscersi meglio vuol dire anche allacciare relazioni autentiche e costruttive, nel rispetto di sé stessi e delle persone intorno a noi. 

Col tempo la mia ricerca è diventata una professione. Uso la Mindfulness per facilitare gruppi di crescita e accompagnare le persone nei percorsi individuali.

Quali sono i benefici che hai riscontrato meditando? 

Oltre a sviluppare una grande capacità di connessione con lo spazio interiore, la meditazione mi ha aiutato a creare uno stato di profonda calma e lucidità. Questo mi permette di gestire meglio i momenti di stress, di mettere a fuoco le situazioni che vivo e i miei obiettivi lavorativi, di nutrire i rapporti interpersonali con consapevolezza e dignità, di comprendere cos’è che conta davvero per me e di prendermene cura. 

Meditare vuol dire anche sapersi osservare e accettare quello che c’è nel momento presente. Questa è la consapevolezza, il sapere chi sono, cosa sto vivendo, se mi piace o no, se ho la forza e la volontà di cambiare e, se necessario, trovare la forza per farlo. 

Per questo per me è importante continuare il cammino di pratica, che conferisce qualità alla mia vita e nel rapporto con me stessa, con l’altro e nella professione di aiuto come Counsellor.

Come pensi che la meditazione possa essere utile in un contesto come Artemisia?

Chiunque sia capace di respirare è capace di meditare. Portare l’attenzione al corpo è essere consapevoli delle sensazioni che provo a prescindere dal grado di consapevolezza che si ha nel momento della pratica. Gli esercizi sono semplici, procurano un immediato beneficio e sono adatti per adulti, bambini e anziani. Queste caratteristiche permettono ad ognuno di avvicinarsi a questo tipo di meditazione.

Anche persone con disabilità possono accedere al rilassamento e alla calma. A seconda del grado di disabilità può essere molto utile trovare un linguaggio che passi attraverso la consapevolezza e l’espressione corporea. Per chi soffre di mobilità compromessa può essere di grande aiuto trovare un modo per calmare e gestire stati mentali alterati, ansie, paure e onde emozionali. Meditare è trovare uno spazio di silenzio dentro di me, dove posso ricaricarmi e nutrirmi nei momenti di pressione e sconforto emotivo. 

meditiamo
Petra Fantozzi

In più la meditazione può essere uno strumento di supporto fondamentale per chi ha nel proprio nucleo familiare persone disabili. Meditare insieme crea un campo di sostegno e fiducia reciproca, uno spazio nutriente e privo di giudizio dove ognuno si sente accolto, a prescindere dalla situazione di provenienza. Il gruppo che si forma con il tempo diventa un punto di riferimento importante.

Pensi che questo sia un evento unico o svilupperai una serie di incontri? 

La serata di presentazione del 14 gennaio è un evento di presentazione che vuole essere un invito ad accogliere uno stile di vita più consapevole e amorevole verso se stessi*e. Da questa serata si possono sviluppare percorsi e progetti che incoraggino le persone a praticare la consapevolezza. Con Artemisia stiamo pensando di sviluppare dei progetti di supporto per persone disabili, per operatori*rici e per nuclei familiari all’interno dei quali è presente una persona disabile. Le pratiche di meditazione sono finalizzate non solo al benessere mentale, ma anche a quello corporeo ed emozionale.   

 Qui potete trovare l’evento Facebook ufficiale

P.S. Se questo articolo ti è piaciuto, segui Il Mitte su Facebook!