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Religionsmonitor 2023: meno della metà dei tedeschi credono in Dio

La Germania è un Paese sempre più laico: secondo il Religionsmonitor 2023, pubblicato giovedì dalla fondazione Bertelsmann, negli ultimi 10 anni le percentuali dei tedeschi che credono in Dio e praticano regolarmente una religione è calata drasticamente.

Sono inoltre in forte aumento coloro che abbandonano formalmente il gruppo religioso di appartenenza.

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A credere in Dio è meno della metà dei tedeschi

In Germania, quest’ultimo dato è un indicatore piuttosto concreto del ruolo che la Chiesa e la religione hanno nella vita delle persone: l’affiliazione a un gruppo religioso (per esempio, attraverso il battesimo) si traduce nel pagamento regolare di una tassa destinata alla Chiesa di appartenenza. Chi desidera smettere di pagare questa tassa pur essendo stato, per un certo periodo della vita, associato a una religione, deve formalizzare la cosiddetta Kirchenaustritt, ovvero sottoscrivere un documento che ufficializzi l’abbandono della religione.

L’indagine della fondazione Bertelsmann, tuttavia, non prende in esame solo i numeri effettivi degli appartenenti alle religioni, ma si fonda anche su un sondaggio che indaga il sentire degli intervistati. Da tale sondaggio emerge, per esempio, che solo il 38% degli intervistati credono in Dio “molto” o “abbastanza” e che la stessa percentuale, fra i maggiori di 16 anni, dichiara di aver ricevuto un’educazione religiosa (contro il 45% del 2013). Solo il 14% dichiara di frequentare la Chiesa almeno una volta al mese, contro il 20% di dieci anni fa.

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Anche la pratica privata della religione è in calo: la percentuale di coloro che dichiarano di pregare quotidianamente è diminuita dal 23% al 17%, mentre è salita dal 32% al 43% quella di coloro che non pregano mai.

Quante sono le persone intenzionate ad abbandonare la religione

Anche il tema della Kirchenaustritt è stato affrontato nel Religionsmonitor 2023: una persona su cinque, fra coloro che sono ancora membri di una Chiesa, è intenzionata ad abbandonare formalmente la religione. Percentuale che sale al 35% fra gli adulti di età compresa fra i 25 e i 39 anni e al 41% fra i giovani di età compresa fra i 16 e i 24 anni.

Secondo la responsabile dell’indagine ed esperta di religione della fondazione Bertelsmann, Yasemin El-Menouar, la crescente perdita di rilevanza sociale delle Chiese è dovuta a una pluralità di fattori, che non sono necessariamente gli stessi per tutte le Chiese. In generale, secondo El-Menouar, si registra una crescente tendenza all’individualismo, per cui “le tradizionali forme di religiosità ecclesiastica vengono sostituite da forme di spiritualità più private”.

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Contribuiscono alla secolarizzazione della Germania anche la crescente diversità sociale dovuta all’immigrazione, ma anche una visione sempre più critica della Chiesa in generale, e una perdita di fiducia nelle istituzioni religiose a causa di scandali e di comportamenti dei membri del clero.

Non a caso, due terzi di coloro che dichiarano di voler lasciare formalmente la propria religione di appartenenza sono cattolici. All’interno di questo gruppo, in particolare, gli scandali e la resistenza della curia alle riforme hanno contribuito ad alienare le simpatie di molti fedeli.


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Riserve espresse anche nei confronti del ruolo sociale delle Chiese

Al di là delle critiche verso una specifica istituzione ecclesiastica, comunque, gli intervistati hanno espresso riserve anche nei confronti del ruolo sociale delle Chiese in senso lato: il 71% di coloro che stanno pensando a un abbandono formale della religione, per esempio ritiene che le Chiese abbiano troppo potere e il 68% trova ingiusti i privilegi dei quali ancora godono le Chiese in una società multireligiosa.

Per molti, comunque, l’allontanamento formale dall’istituzione (e soprattutto dal pagamento della tassa sulla religione) non corrisponde necessariamente alla rinuncia a una spiritualità privata. Fra coloro che hanno dichiarato di voler formalmente rinunciare alla propria appartenenza religiosa, infatti, ben il 92% di coloro che vogliono abbandonare la Chiesa, e l’84% di coloro che non hanno intenzione di abbandonare il gruppo religioso di appartenenza, ha dichiarato che “si può essere cristiani anche senza una Chiesa”.

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Secondo El- Menouar, questo dato in particolare pone la questione della rilevanza sociale delle Chiese e del loro ruolo nel lungo periodo, all’interno della società tedesca e delle vite degli individui. È evidente che, per un numero crescente di persone, tale ruolo non è tale da giustificare un supporto economico.

In linea generale, la Chiesa protestante e quella cattolica rappresentano circa un quarto della popolazione, il che non può che spostare in prospettiva la rilevanza generale delle Chiese e il loro rapporto con lo Stato. Ovviamente all’interno di una società pluralista, che individua valori sociali condivisi e li svincola progressivamente da quelli spirituali, i quali sono sempre più vissuti in un ambito strettamente privato.

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