“L’inclusione ci riguarda tutti” 2022: grande evento di Artemisia ed Emergency

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Il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, indetta dalle Nazioni Unite il 3 dicembre 1992 e celebrata per la prima volta nel 2003, si è tenuta la quarta edizione di “L’inclusione ci riguarda tutt*” (Inklusion geht uns alle an), organizzata dall’Associazione Artemisia e.V. ed Emergency Germania, con la media partnership del Mitte.

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Il direttivo di Artemisia:Alice Marchetto Claudia Alvino, Valeria Reghenzani e Amelia Massetti

L’evento è stato molto partecipato e le persone intervenute sono andate casa con la sensazione di aver trascorso un giorno speciale, all’insegna dell’inclusione. Il dibattito con gli artisti e le artiste del Teatro Thikwa è stato molto emozionante e abbiamo scoperto mondi sconosciuti a tante persone. Il dibattito ha dato nuova linfa all’associazione per immaginare altri momenti di incontro in cui le persone, attive anche nel campo dell’arte, possano avere un luogo dove esporre le loro perplessità e i loro traguardi. La serata si è chiusa con un bellissimo concerto che ha coinvolto molti partecipanti.

Qui di seguito vi proponiamo l’intervento di Amelia Massetti, Presidente di Artemisia e.V., che ha aperto l’evento.


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“L’inclusione ci riguarda tutt*”, edizione 2022. L’intervento di Amelia Massetti

Desidero ringraziare Ulrike Ehrlichmann, responsabile dell’ufficio distrettuale di Friedrichsein-Kreuzberg, e Ben Eberle, responsabile dell’AWO-Begegnungszentrum, per aver sostenuto il progetto. Ringrazio la Dott.ssa Paola Rosa, capo della cancelleria consolare, che è venuta a portare il saluto dell’Ambasciata.

Ringraziamo il Presidente del Comites Berlino, Federico Quadrelli, che ha dato il patrocinio all’evento e darà il suo saluto. Ringraziamo Il Mitte come media partner. Un ringraziamento speciale va al Thikwa Werkstatt, partner dell’evento, che ha organizzato la mostra di pittura che si può visitare nel corridoio dell’AWO fino al 10 gennaio ed è una personale di mia figlia Lia.

La personale di Lia Massetti all’AWO, organizzata dal Thikwa

Siamo molto onorat* della presenza degli artisti e delle artiste del Teatro Thikwa, che parteciperanno ad un dibattito interattivo con il pubblico moderato da Alice Marchetto, vicepresidente di Artemisia e Valeria Reghenzani, consigliera di Artemisia.

Voglio ringraziare in modo speciale Lorin Decarli, volontario di Emergency in Germania, con cui abbiamo dato il via a questo progetto dal 2019. La cura e la riabilitazione e l’accesso universale alle cure gratuite è lo scopo centrale di questa organizzazione e ci onora poter collaborare per dare supporto, anche se minimo, al progetto fondato da Gino Strada.

Costruire ponti culturali per superare le barriere mentali

Credo nel valore della costruzione di ponti. Il ponte conduce da un luogo all’altro e aiuta a superare l’ostacolo, spesso determinato dalla presenza dell’acqua.

È attraverso la costruzione di ponti che il mondo si è evoluto e ha creato scambi commerciali e culturali. Per raggiungere la piena inclusione, dovremmo immaginare di costruire ponti culturali che promuovano lo scambio reciproco per costruire strutture di comunicazione più solide, con l’obiettivo di superare le barriere mentali che spesso impediscono l’interazione tra entità differenti. Le persone con necessità di assistenza sono le protagoniste di questa giornata.

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Fila dietro: Valeria Reghenzani, dell’organo di controllo di Artemisia, Claudia Alvino, tesoriera di Artemisia, Alice Marchetto, vicepresidente di Artemisia, Lorin Decarli, di Emergency Germania, Paola Rosa, capo della cancelleria consolare. Fila davanti: Anna, Federico Quadrelli, presidente Comites, Anne Sophie (Thikwa), Amelia Massetti, presidente Artemisia, Lia Massetti (Thikwa) e Debby (Thikwa).

Lia, musa ispiratrice del progetto Artemisia, ha dato l’impulso all’associazione di riunire gli artisti e le artiste del Thikwa per parlare del loro lavoro in questo evento. Affinché le persone con disabilità contribuiscano all’evoluzione della società, è necessario fornire loro gli strumenti necessari per partecipare attivamente alla vita economica, politica, culturale e sociale del Paese.

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Makbule Deli con Lia Massetti

Un po’ di numeri: le persone disabili non sono esattamente una minoranza

Sono circa 87 milioni i giovani adulti che vivono con una disabilità nell’Unione Europea e 100 milioni nel mondo. Il 15% dell’intera popolazione. Con la guerra in Ucraina e nel mondo questo bilancio purtroppo salirà ulteriormente. Non si può quindi parlare di persone con disabilità come appartenenti a una minoranza, perché esse fanno parte della società e hanno il diritto di partecipare alle decisioni sulle questioni politiche rilevanti che li riguardano in prima persona.

Anne Sophie si esibisce con il diablo

Si stanno facendo progressi per favorire l’inclusione, ma ci sono sempre battute d’arresto o il rischio di perdere i diritti acquisiti, come la legge sulla libera scelta del medico nel triage, ratificata dal governo tedesco a novembre. La legge non garantisce un approccio indiscriminato alla selezione delle persone da salvare. Né le associazioni, né le persone con disabilità, sono state consultate per esprimere le loro preoccupazioni e i loro timori.

Il criterio della “probabilità di sopravvivenza attuale e a breve termine”, previsto dalla proposta di legge per l’assegnazione delle scarse capacità di trattamento in terapia intensiva, è intrinsecamente discriminatorio. Non serve a proteggere i pazienti deboli, ma al contrario mira a salvare i “più forti”. La legge mette quindi in discussione una pietra miliare della costituzione: l’uguale valore di ogni vita umana.

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L’accessibilità digitale non è una gentile concessione

Migliorare l’accessibilità online per le persone con disabilità, fornendo informazioni culturali con strumenti adeguati, per garantire una partecipazione attiva alla vita pubblica e sociale delle persone con disabilità deve essere un obiettivo centrale. L’accessibilità digitale non è una gentile concessione, ma rappresenta un diritto sancito dalla legge per favorire la piena inclusione delle persone con disabilità. È la “password per l’inclusione”.

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Lamoratorio di danza-movimento e hip hop, tenuto da Makbule Deli e Lia Massetti

Il 30 novembre, il governo federale ha adottato i punti chiave di una nuova iniziativa federale sull’accessibilità nel Consiglio dei Ministri. L’iniziativa mira a promuovere l’accessibilità nel settore pubblico e privato e richiede che tutte le offerte accessibili al pubblico siano prive di barriere.

L’inclusione è il ponte che dobbiamo costruire per rispettare le differenze. Le istituzioni hanno il compito di attuare le disposizioni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e di promuovere l’inclusione in tutti i settori della società. La Germania è ancora indietro.

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Da sinistra Katia Squillaci (ex presidente Comites), Federico Quadrelli (attuale presidente Comites) e Amelia Massetti (consigliera Comites e presidente di Artemisia)

Scuole speciali, maggiore esposizione alla violenza e altri problemi ancora irrisolti

La percentuale di persone che iscrivono i propri figli e figlie alle cosiddette scuole speciali (ancora presenti in Germania) rimane alta, e questo non è un buon segno. La percentuale di persone con disabilità che lavorano in laboratori per persone disabili e che riescono ad entrare nel mercato del lavoro regolare, è ancora molto bassa.

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Le persone con disabilità sono più a rischio di diventare vittime di violenza perché dipendono da altre persone e possono esserci più casi di violenza nelle case famiglia e nelle case di accoglienza, non solo nell’infanzia ma anche nella vita adulta. È necessario creare misure preventive affinché le persone con disabilità non debbano subire abusi.

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L’inclusione ci riguarda e va difesa dall’intera società

L’inclusione ha bisogno di democratici che si impegnino a consentire la partecipazione socio-politica, soprattutto dei gruppi emarginati e delle persone con disabilità nella società, e che sostengano lo sviluppo di strutture professionali in modo che la vita delle persone svantaggiate subisca miglioramenti significativi.

L’inclusione è un compito della società nel suo complesso, in cui ciascuno è coinvolto. Chiunque lotti per una società progressista, che rispetti la dignità umana, deve impegnarsi a far rispettare le leggi sull’inclusione e sulla non discriminazione già ratificate.

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L’impegno di Artemisia: 40 eventi e progetti inclusivi in 7 anni

In questa giornata celebriamo anche il 7° anniversario dell’avvio del progetto Artemisia. Abbiamo organizzato circa 40 eventi informativi e progetti inclusivi, alcuni dei quali finanziati. La nostra associazione si basa sul lavoro di un team di persone che collaborano volontariamente, poiché non riceve alcun finanziamento se non le quote associative e le donazioni. Tutt* possono diventare soci. Abbiamo incontrato in questi sette anni molte persone con e senza necessità di cura e abbiamo sostenuto molte famiglie, soprattutto italiane, che hanno difficoltà a inserirsi in questo sistema.

Molte persone ci hanno proposto progetti, alcuni dei quali sono stati realizzati, e siamo sempre aperti a realizzarne altri, insieme a chi crede nel valore dell’inclusione e nella nostra associazione.”

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