Giornata mondiale della lotta all’AIDS: in Germania infezioni in crescita fra i tossicodipendenti

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Oggi, primo dicembre 2022, si celebra la trentaquattresima Giornata Mondiale per la Lotta all’AIDS. Come sempre, le organizzazioni nazionali e internazionali e gli istituti di ricerca hanno diffuso in questi giorni le statistiche relative al numero e alle condizioni delle persone sieropositive di tutto il mondo e dell’andamento dei numeri relativi al contagio e alle terapie, rivelando un quadro in costante cambiamento.

L’accesso alle cure non è uguale per tutti nel mondo

Secondo UNAIDS, in tutto il mondo, nel 2021, le persone sieropositive sono state 38,4 milioni e 1,5 milioni sono stati i nuovi contagi. Nello stesso anno, 650.000 persone sono morte di AIDS. Il problema principale, per la lotta all’AIDS su scala mondiale, sono le diseguaglianze: non tutti hanno accesso alle giuste terapie, soprattutto nei Paesi con economie e sistemi politici e sanitari poco stabili.

In Germania crescono i contagi fra i tossicodipendenti e permane un forte stigma sociale

La Germania è un esempio relativamente virtuoso, come molti Paesi europei: la maggior parte delle infezioni viene scoperta e trattata con terapie che rendono impossibile la trasmissione del virus e portano l’aspettativa di vita agli stessi livelli delle persone sieronegative. Secondo il Robert Koch Institut, nel 2021, a livello nazionale, si sono registrate 1.800 nuove infezioni – una cifra praticamente identica a quella dell’anno precedente. Si stima inoltre che circa 8.600 persone non sappiano di aver contratto l’HIV.

A livello nazionale, i problemi principali si registrano fra gli utilizzatori di droghe per via endovenosa, unico gruppo nel quale il numero dei contagi è aumentato e nel quale il numero di persone che, secondo le stime, ignorano di essere sieropositive è ancora considerevolmente più alto rispetto a tutti gli altri gruppi demografici. I centri di assistenza per la tossicodipendenza denunciano un legame diretto fra questo aumento e la scarsità di risorse che impedisce una distribuzione adeguata di siringhe pulite sul territorio.

Un altro problema che molte associazioni denunciano è la permanenza dello stigma nella società, a livello relazionale, umano, lavorativo e perfino nell’accesso al sistema sanitario. Per questo motivo, la Deutsche AIDShilfe ha lanciato una campagna per raccogliere volti e testimonianze di persone sieropositive, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che la condizione di sieropositività nel quotidiano si presenta in modo molto diverso da come i pregiudizi inducono a pensare.


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Lo stigma, in questo caso, gioca un ruolo più pesante di quanto non si possa immaginare, tale da avere conseguenze reali sulla salute e perfino sulla vita delle persone. Secondo le associazioni tedesche che si occupano di HIV/AIDS, l’esclusione sociale e il senso di biasimo, che si applica all’HIV e all’AIDS più che a qualsiasi altra patologia, può peggiorare sensibilmente la condizione psicologica degli individui, sfociando in stati depressivi anche gravi e altri disturbi di ambito psichiatrico, ma soprattutto può aggravare il rischio di diffusione dell’infezione stessa, poiché il timore di essere giudicate, escluse o rifiutate spinge molte persone a non sottoporsi al test dell’HIV nonostante abbiano avuto comportamenti a rischio. Questo si traduce in infezioni che non vengono individuate né curate fino a quando non si manifesta la malattia vera e propria.

Berlino e il progetto Fast-Track Cities: un esempio virtuoso di lotta all’AIDS

Dal 2016, il Land di Berlino ha aderito all’iniziativa Fast-Track Cities, che ha l’obiettivo di eliminare la diffusione dell’AIDS entro il 2030. Obiettivo che, nella capitale tedesca, è quasi del tutto raggiunto: secondo i dati diffusi dal senato, il 98% delle persone sieropositive a Berlino riceve una terapia appropriata e, nel 96% di questi casi, tale terapia è efficace nel prevenire lo sviluppo della malattia. La senatrice della Sanità Ulrike Gote (Verdi), in un recente comunicato stampa, ha definito questi risultati “un grande successo, che dobbiamo alle numerose organizzazioni e istituzioni berlinesi impegnate che si sono dedicate alla consulenza, al sostegno e alla cura delle persone con HIV”.

L’iniziativa coinvolge associazioni attive nella lotta all’HIV e all’AIDS e persone sieropositive e, per integrarne il lavoro, è prevista la creazione di una tavola rotonda con i rappresentanti delle organizzazioni berlinesi che operano nel campo dell’HIV e dell’AIDS, i rappresentanti del servizio sanitario pubblico, rappresentanti politici locali e altre parti interessate, come i medici specializzati nell’assistenza alle persone sieropositive. Lo scopo è garantire la partecipazione delle comunità e delle persone colpite alle decisioni che le riguardano direttamente.

Per offrire alle persone prive di copertura assicurativa un incentivo a sottoporsi al test dell’HIV, quest’anno è stato concluso un accordo di cooperazione tra Checkpoint BLN, finanziato dal Dipartimento del Senato per la Scienza, la Salute, l’Assistenza e le Pari Opportunità, e il centro di assistenza per le persone prive di assicurazione sanitaria, anch’essa finanziata dal Dipartimento del Senato per la Salute, per consentire l’assistenza terapeutica a questi pazienti.

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