l’Ambasciatore della Coppa del Mondo del Qatar Khalid Salman: “l’omosessualità è una malattia mentale”

Khalid Salman

Pochi giorni dopo che l’esponente dell’SPD Sigmar Gabriel si era scagliato via Twitter contro i pregiudizi che la società e i media tedeschi avrebbero verso il Qatar e le polemiche per le politiche omotransfobiche del Paese che ospiterà la coppa del mondo, l’Ambasciatore della Coppa del Mondo ed ex giocatore della nazionale Qatariota Khalid Salman ha rilasciato una dichiarazione destinata ad aumentare le tensioni. Durante un’intervista all’emittente tedesca ZDF, infatti, Salman ha definito l’omosessualità “una malattia mentale” e “haram”, cioè un peccato. L’intervista è stata immediatamente interrotta dall’addetto stampa del comitato organizzatore della Coppa del Mondo.

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Khalid Salman: “Non è giusto che i bambini vedano i gay”

Prima dell’interruzione, tuttavia, l’Ambasciatore dei Mondiali del Qatar aveva fatto in tempo a rendere molto chiare le sue posizioni sulla comunità LGBTQ. A proposito del fatto che il Qatar, in occasione delle partite, accoglierà un gran numero di persone da tutto il mondo e che questo comporterà, statisticamente, anche l’ingresso di persone LGBTQ nel Paese, Khalid Salman ha detto infatti che “la cosa più importante è che tutti accettino di venire qui [in Qatar]. Ma dovranno accettare le nostre regole”. Ha inoltre specificato di avere “problemi soprattutto con i bambini che vedono i gay” poiché, a suo dire, i comportamenti omosessuali rappresenterebbero per i bambini un esempio sbagliato.

Il ministro degli esteri del Qatar: “le critiche degli europei sono arroganti e razziste”

Questa dichiarazione si inserisce in un dibattito controverso, nato intorno al tentativo dell’emirato di ammorbidire la propria immagine internazionale in vista della coppa del mondo di calcio, che inizierà il 20 di novembre. Il tema dei diritti delle persone LGBTQ, insieme a quello dei diritti delle donne e del trattamento dei lavoratori stranieri, è fra i più scottanti all’interno di questo dibattito. La scorsa settimana, per esempio, la Ministra dell’Interno Nancy Faeser (SPD) aveva espresso preoccupazione proprio per questi temi, chiedendo garanzie per le persone queer e scatenando, come già detto, le ire di Sigmar Gabriel. Lunedì, invece, il ministro degli Esteri Qatariota Mohammed bin Abdulrahman Al Thani ha dichiarato alla Frankfurter Allgemeine Zeitung di ritenere le critiche al Qatar, soprattutto quelle provenienti dall’Europa, “molto arroganti e molto razziste”.


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La federazione calcistica tedesca chiede un calcio più attento ai diritti umani

Anche le federazioni calcistiche gestiscono la polemica in modo diverso e non sempre scevro da tensioni. Mentre la FIFA tende a spingere per un generale abbassamento dei toni e per la discussione dell’aspetto prettamente sportivo della Coppa del Mondo, il presidente della federazione calcistica tedesca DFB, Bernd Neuendorf, ha dichiarato lunedì sera che la FIFA deve assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei lavoratori che sono morti o sono rimasti feriti durante la costruzione degli stadi della Coppa del Mondo in Qatar. In futuro, ha sostenuto Neuendorf, l’assegnazione del ruolo di Paese ospitante della Coppa del Mondo dovrà essere orientata anche ai criteri di rispetto dei diritti umani, poiché “lo sport è diventato più politico”.

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