Background migratorio: la polizia di Berlino non potrà più registrarlo se il sospetto è under 21

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In caso di arresto o verifiche su giovani di età inferiore ai 21 anni, la polizia di Berlino non è più autorizzata a registrare informazioni sull’origine della persona arrestata o sospettata. L’ordinanza del Senato di Berlino in tal senso è stata emessa alla fine di luglio ed è operativa dall’inizio di agosto di quest’anno. Questo vuol dire che, nel sistema POLIKS (Polizeiliches Landessystem zur Information, Kommunikation und Sachbearbeitung, ovvero il database della polizia), non sarà più indicato se la persona oggetto di verifica o di fermo ha un background migratorio o meno.

Si tratta di una modifica introdotta principalmente per tutelare la privacy degli individui in ottemperanza a quanto già previsto dall’Ordinanza sulla protezione dei dati. Secondo tale ordinanza, la raccolta e l’archiviazione di dati personali è legata all’adempimento legale di un compito e, nel caso dell’indicazione di background migratorio di giovani e minori, questa condizione non sarebbe soddisfatta secondo l’Amministrazione del Senato di Berlino.


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Per il Senato di Berlino, gli usi “positivi” delle informazioni sul background migratorio non sono mai stati realizzati

In un comunicato riportato dal quotidiano BZ, l’Amministrazione difende questa scelta sostenendo che il background migratorio possa “essere uno dei tanti aspetti [da considerare] per riconoscere sviluppi sociali indesiderati come la povertà, la diseguaglianza nelle opportunità educative o la discriminazione”, ma che nella pratica i dati raccolti non sono stati “quasi mai utilizzati per la pianificazione e le decisioni organizzative corrispondenti”. In sostanza, tutti gli usi che si sarebbero potuti fare di tali dati – per esempio, nei casi in cui il background migratorio è associato a situazioni di emarginazione sociale, la predisposizione di interventi per creare opportunità paritarie e inclusive – non sono mai stati messi in atto. Di conseguenza, la raccolta e conservazione di tali dati sono giudicate non legittime.

Fortemente contrario a questa modifica il sindacato di polizia (GdP), che ha definito l’ordinanza del Senato una “cattiva interpretazione della tolleranza”, specificando che si tratta di “persone le cui famiglie hanno talvolta un legame con Paesi in cui prevalgono strutture patriarcali e in cui esiste un’immagine nostalgica della donna che contraddice quella dello Stato costituzionale democratico”.

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