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Lo Spreewald: un paradiso naturale lungo il fiume di Berlino

Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)

Riconosciuto che lo Spreewald non è l’Amazzonia e tantomeno la Sprea può essere paragonata al Rio delle Amazzoni, si tratta comunque di un area prevalentemente boschiva e agricola di ben 3.173 km2 dentro la quale, fra corso principale, ramificazioni secondarie e canali artificiali, si snodano corsi d’acqua per un totale di 930 km di cui circa 270 km percorribili con piccole o medie imbarcazioni. Un’oasi naturale a pochi chilometri da Berlino riconosciuta dal 1991 da UNESCO “Riserva della biosfera”.

Foto di Stefano Comi

Finora sono state accertate 830 specie di farfalle, 113 di mitilidi e lumache, 18 di anfibi, 48 specie di libellule, 36 famiglie di pesci, 45 di mammiferi e ben 138 specie di uccelli. In tutto, fra flora e fauna, si contano 18.000 specie presenti nella riserva; fra gli ultimi ospiti in ordine di tempo, il ritorno di castori e lupi mentre gru e cicogne hanno da sempre qui la loro residenza estiva.

Foto di Stefano Comi

Le origini dello Spreewald e l’intervento umano

Il paesaggio nasce alla fine dell’ultima era glaciale su un terreno piano, misto di vaste isole di sabbia, paludi, acquitrini attraversati dal percorso “meandriforme” della Sprea. Lentamente si formano i primi boschi e foreste che permettono i primi insediamenti certi nell’età del bronzo. Ma è solo a partire dall’undicesimo secolo che l’opera dell’uomo muta sensibilmente il paesaggio. Vaste aree vengono disboscate per permettere gli insediamenti e ricavare terreno irriguo, il corso del fiume viene regolamentato per permettere la navigazione, generazioni di popolazioni slave orientali, germaniche, migranti olandesi e francesi trasformano la pianura in un mosaico di prati, campi coltivati, canali, boschi per la fornitura di legna da ardere o per l’edilizia mutando così le caratteristiche del territorio.

Foto di Stefano Comi

Dalla DDR a oggi: sfruttamento e recupero

Un ulteriore problema per la regione, aggiuntosi negli anni della ex DDR, è stato l’uso intensivo del terreno per l’agricoltura, l’estrazione del Braunkohle (lignite), la collettivizzazione dei terreni con l’eliminazione di piccole aziende di agricoltura tradizionale, la copertura di molte ramificazioni secondarie del fiume, la costruzione di stalle dalle dimensioni industriali, il prosciugamento di molte paludi. Se infatti nel passato i periodi di secca o di piena della Sprea creavano grandi difficoltà agli abitanti e all’economia ad essa associata, dal ventesimo secolo in poi sono state realizzate 250 opere idrauliche, 53 chiuse, circa 100 dighe e terrapieni che ora regolano la corrente, a discapito però di parte della flora e della fauna.

Foto di Stefano Comi

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Dopo la caduta del muro molto è stato fatto per migliorare la situazione e rinaturalizzare la regione. Nella riserva della biosfera vivono e lavorano circa 50.000 persone divise in 37 villaggi e due cittadine, Lübben e Lübbenau. Il 70% delle coltivazioni sono di natura ecologica e biologica, coltivazioni di prodotti OGM sono bandite, si è rinunciato ai concimi favorendo coltivazioni di prodotti tipici delle regioni paludose, vengono ricostituite e sostenute le piccole aziende di agricoltura tradizionale.

Foto di Stefano Comi

È nato però un nuovo problema: con tutte le migliorie apportate, sono molte le richieste di chi vuole trasferirsi qui per godere dei vantaggi di questa oasi di pace, una tendenza che però sta alimentando l’edilizia speculativa ai margini della riserva.

Foto di Stefano Comi

Il turismo responsabile nello Spreewald

È invece riuscito il progetto di sfruttare turisticamente il patrimonio fluviale senza appesantire ulteriormente il delicato equilibrio ecologico. Da numerosi attracchi, soprattutto a Lübben e Lübbenau, è possibile percorrere le numerose ramificazioni della Sprea in una atmosfera suggestiva. La navigazione a motore a velocità moderata è permessa solo nei tratti della corrente principale, mentre nelle miriadi di ramificazioni è permesso il solo transito di imbarcazioni a remi. Una regola che vale anche per la consegna della posta nei mesi da aprile a ottobre che nel distretto di Lübbenau avviene per mezzo della caratteristica chiatta a un remo usato per “spingere” l’imbarcazione.

Foto di Stefano Comi

Come arrivare allo Spreewald: Da Berlino-Hauptbahnof con il R2 in meno di un’ora a Lübben e qualche minuto in più per Lübbenau.
Attenzione: le possibilità di un passaggio sulle chiatte sono molto numerose e con programmi diversi. Indicativamente segnalo due indirizzi da raggiungere in automobile.

Foto di Stefano Comi

A Lübben: digitare sul navigatore Ernst-von-Houwald-Damm 15, 15907 Lübben (Spreewald). Il giro comprende alcuni tratti sul corso principale che viene percorso con l’ausilio del motore.
A Lübbenau: digitare sul navigatore Dammstraße 71, 03222 Lübbenau/Spreewald. Il giro è esclusivamente a remi e molto suggestivo.

Buona passeggiata

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