Alla scoperta di Wittenberg, la città di Lutero

Foto di Stefano Comi
Contributo e fotografie a cura di Stefano Comi (Sito ufficiale, Pagina Facebook)

Che Lutero abbia appeso le sue 95 tesi al portone della chiesa del castello di Wittenberg il 31 ottobre 1517, non è storicamente appurato in via definitiva. L’unico presunto testimone, il suo compagno di viaggio, teologo, umanista, astrologo, Philipp Melanchthon, quel giorno non era a Wittenberg. Sicuramente, e prima di quella data, il monaco agostiniano, con la licenza di predicatore e la cattedra di teologo, aveva iniziato una aperta critica alla politica papale delle indulgenze per culminare con l’invio delle sue tesi ai vescovi di Mainz, del Brandeburgo, Mersemburg, Zeitz, Lebus e Meißen, oltre che a un gran numero di studiosi e teologhi laici.

Foto di Stefano Comi

I fattori che portarono le sue critiche interne alla Chiesa Cattolica a diventare un movimento che infiammò le università e i pulpiti della Germania furono quasi casuali. Grazie alle nuove tecniche della stampa, le sue lettere vennero pubblicate a Norimberga, Leipzig, Basilea e ebbero inaspettatamente un’ampia diffusione fra gli studiosi; il suo rango di teologo e docente dettero ai suoi argomenti il carisma necessario.

Foto di Stefano Comi

Le origini di Wittenberg, crocevia di commercio, politica e cultura

Ma tanta notorietà sarebbe stata forse impossibile se Lutero avesse predicato in uno sconosciuto paesino della provincia anziché a Wittenberg. Trovatasi sul percorso della Via Imperii, strada imperiale che collega Roma con Stettino sul mar Baltico, attraversata da carovane provenienti anche dalla vicina Via Regia che collega Mosca con Anversa e poi ad ovest con Parigi e Santiago di Compostela, gli Ascani ne fecero sede della loro dinastia già agli inizi del secolo XIII, elevandola così al rango di città amministrativa, centro politico e culturale. Attivarono, come tradizione del casato, un primo monastero francescano, un tribunale, elevarono le mura cittadine e scavarono un fossato di difesa.

Foto di Stefano Comi

La nascita dell’università

Con il governo del Principe elettore Friedrich III, nella seconda metà del XV secolo, inizia per Wittenberg il periodo d’oro. Grazie ai proventi delle vicine miniere d’argento, la città venne completamente ricostruita e dotata di edifici di alto valore architettonico e rappresentativo, venne aperta l’università che presto diventò culla dell’Umanesimo; sul fiume Elba, importante via del commercio, il reggente fece costruire un ponte di legno con la funzione di dogana per le imbarcazioni che trasportavano cereali, vino, legname, aringhe e altro, dotando così le casse dello Stato di un gettito continuo di denaro.

Foto di Stefano Comi

Il successo di Lutero

Si arriva così, agli inizi del XVI secolo, alla costruzione del castello con annessa la chiesa che poi diventerà famosa grazie a Lutero, alle sue tesi e divenuta in seguito luogo di sepoltura suo e del compagno Melanchthon. Ma non è qui che il teologo predicava, bensì poco lontano, nella Stadt- und Pfarrkirche St. Marien, pochi metri oltre la piazza centrale. Imponente, con le due torri che ne caratterizzano la facciata, l’interno tipico del tardo barocco tedesco con elementi decorativi sullo sfondo di pareti bianche che moltiplicano la luce delle ampie finestre, il pulpito decorativo ma senza elementi plastici e metaforici, un immagine in bassorilievo e un dipinto alle spalle dell’altare con la figura del riformatore. Un chiaro contrasto con la chiesa del castello dai numerosi elementi gotici, ricca di decorazioni, soprattutto araldiche, delle famiglie nobili imparentate o alleate del reggente e un maestoso organo alle spalle dei fedeli.

Foto di Stefano Comi

Leggi anche:
Alte Nationalgalerie: uno scrigno di tesori artistici a Berlino

 


Nel cuore di Wittenberg

Proseguendo per la Collegienstrasse, lasciata sulla destra l’università e la casa di Melanchthon, si arriva all’Augusteum, il seminario aperto dai primi monaci di Sant’Agostino, poi università protestante per i tirocinanti predicatori fino al 2012. Da un lato del cortile si accede alla casa che Martin Lutero abitò per quasi tutta la sua vita e dove ospitava in accese dispute, docenti, teologhi, studiosi, studenti provenienti da ogni parte d’Europa.

Foto di Stefano Comi

Le strade e le piazze sono decorate da numerose insegne che ricordano la presenza in città di personaggi della cultura, dell’arte, della politica internazionale, della scienza, sottolineando così il carattere e l’ambizione di Wittenberg di cittadina internazionale della cultura. La Stadtkirche St. Marien, la Schlosskirche, la casa di Lutero e la casa di Melanchthon sono dal 1996 patrimonio universale del UNESCO.

Foto di Stefano Comi

Come arrivare a Wittenberg: RE3 da Hauptbanhof in un’ora e venti;
In automobile, digitare sul navigatore: Wallstraße 7, 06886 Lutherstadt Wittenberg. Da Berlino in circa un’ora. Parcheggio giornaliero 5€. Numerosi caffe e ristoranti nella zona storica che è isola pedonale.
Buona passeggiata

P.S. Se questo articolo ti è piaciuto, segui Il Mitte su Facebook!

facebook
Twitter
Pinterest