Si fa restituire la caparra dell’affitto dopo 60 anni: 800 marchi diventano 115.000 Euro

affittuario

Avete mai dovuto discutere o addirittura litigare con un padrone di casa per farvi restituire la caparra dell’affitto? Si tratta di contese che possono prolungarsi anche per molto tempo, ma non di rado capita che l’inquilino esasperato ceda e rinunci ad avere indietro il deposito versato. Una recente sentenza del tribunale distrettuale di Berlino, tuttavia, dimostra che la perseveranza, alla fine, paga. Una donna, infatti, è riuscita a ottenere la restituzione di una cauzione che originariamente ammontava a 800 Marchi. La cifra stabilita dal tribunale, tenuto conto di una pluralità di fattori, è di 115.000 Euro.

La caparra dell’affitto era stata investita in azioni

A stipulare l’affitto, 60 anni fa, erano stati i genitori della donna, nel frattempo deceduti. La caparra dell’affitto era stata versata nel 1960 a una società immobiliare di Berlino. Secondo il contratto di locazione, stando a quanto stabilito dal tribunale, la società immobiliare era autorizzata a investire l’importo in azioni proprie. Al termine del rapporto fra società immobiliare e inquilino, la restituzione avrebbe potuto avvenire sotto forma di azioni – quindi eventualmente con un valore nominale diverso da quello iniziale, ma il locatore aveva anche il diritto di versare solo l’importo nominale di 800 Marchi invece dei titoli azionari.


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Nel frattempo, ovviamente, molte cose sono cambiate e il rapporto di locazione è stato passato su un nuovo contratto nel 2005. Nel 2018, l’erede degli affittuari originari, ha chiesto la restituzione della cauzione sotto forma di azioni – giunte, nel frattempo, a un valore molto diverso da quello che avevano nel 1960. L’azienda, invece, ha deciso di restituire solo il valore nominale corrispondente alla valuta di 60 anni fa, ovvero 409,03 Euro. Nel 2021, la donna ha avviato l’azione legale che ha portato alla sentenza annunciata martedì.

Il tribunale ha stabilito che il diritto di scelta dell’associazione immobiliare previsto dal vecchio contratto di locazione non era più applicabile. L’articolo 551 del Codice civile tedesco, infatti, stabilisce che i locatari hanno diritto al reddito derivante dalla caparra dell’affitto, indipendentemente dalla forma di investimento scelta. Il reddito derivante dalla forma d’investimento adottata in questo caso, quindi, comprendeva non solo i dividendi distribuiti, ma anche gli eventuali apprezzamenti del titolo. Gli accordi che si discostano dal codice civile, naturalmente, non si possono considerare validi.

L’azienda, il cui nome non è stato rivelato, può ancora presentare ricorso.

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