“Sosteniamo l’Ucraina proprio perché ci siamo liberati dal nazismo”: il discorso dell’8 maggio di Scholz

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Il cancelliere tedesco Olaf Scholz durante la registrazione del suo discorso alla nazione dell'8 maggio 2022. Cancelleria di Berlino. EPA-EFE/Andreas Gora / POOL

Il discorso televisivo pronunciato da Olaf Scholz l’8 maggio, in occasione del 77° anniversario dalla fine della seconda guerra mondiale, è stato incentrato sulla questione ucraina, come ci si aspettava.

Il cancelliere tedesco ha espressamente definito il supporto all’Ucraina da parte della Germania come l’eredità della lotta di liberazione dal nazismo. Potete leggere qui il discorso integrale.


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Olaf Scholz: “Sostegno a Ucraina come eredità dell’8 maggio”

L’8 maggio è una data importante, per la Germania, perché segna la fine della seconda guerra mondiale, ma anche la liberazione dal nazismo e dei crimini contro l’umanità che ha comportato. Ricordando i 60 milioni di vittime e sottolineando le responsabilità dei tedeschi a riguardo, Scholz ha quindi fatto riferimento diretto all’attualità.

“È ancora più doloroso vedere come oggi, 77 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, la forza bruta stia di nuovo violando la legge, al centro dell’Europa” ha dichiarato Scholz, parlando di come l’esercito russo, in Ucraina, “uccida uomini, donne e bambini, distrugga le città e attacchi persino i rifugiati”.

Il cancelliere tedesco ha precisato che “per me questo 8 maggio è come nessun altro” proprio perché c’è di nuovo la guerra, “una guerra scatenata dalla Russia”. Pur riconoscendo il fatto che russi e ucraini abbiano combattuto insieme per sconfiggere, quasi 80 anni fa, “il criminale nazionalsocialismo tedesco”, e pur avendo fatto sforzi più recenti per riconciliare le due fazioni, la Germania, oggi, non ha dubbi: non può che sostenere Kiev.

Vladimir Putin. Kremlin.ru, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

La “denazificazione” di cui parla Putin è un’affermazione infame che distorce la storia

“Il presidente Putin vuole soggiogare l’Ucraina, distruggere la sua cultura e la sua identità” ha dichiarato Scholz, che si è anche espresso sulla famosa “denazificazione” di cui Putin parla, per giustificare l’invasione russa. “Putin equipara la sua barbara guerra di aggressione alla lotta contro il nazionalsocialismo. Un’affermazione infame che distorce la storia”.

“Mai più!” si diceva dopo la seconda guerra mondiale. Eppure è successo di nuovo

Il cancelliere tedesco ha ribadito il fatto che fu la vittoria miliare degli alleati a mettere fine alla dittatura nazionalsocialista in Germania, aggiungendo come i tedeschi siano ancora grati per questo, al punto da aver definito l’8 maggio “Festa della Liberazione”.

“Abbiamo imparato una lezione centrale dalla storia catastrofica del nostro Paese tra il 1933 e il 1945” ha aggiunto, facendo riferimento alla frase “Mai più!”, che spesso viene ripetuta, quando si parla del nazionalsocialismo e che significa “Mai più la guerra. Mai più un genocidio. Mai più tirannia”. Incubi che sembravano definitivamente alle spalle, in Europa. “Eppure è successo di nuovo” ha constatato Scholz.

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President Of Ukraine from Україна, PDM-owner, via Wikimedia Commons

Esiste un solo dovere: la difesa degli attaccati

Di fronte a questa nuova guerra, Scholz ha dichiarato che sussiste un solo dovere: la difesa dei diritti e della libertà degli attaccati. Il cancelliere tedesco ha ribadito che non si può non sostenere l’Ucraina, perché “Non farlo significherebbe capitolare di fronte alla pura violenza e incoraggiare l’aggressore”.

Per questo la Germania ha imposto “sanzioni senza precedenti contro l’economia russa”, accolto centinaia di migliaia di ucraini a braccia aperte, cose per cui Scholz ha ringraziato le organizzazioni umanitarie, le istituzioni e il popolo tedesco, e per questo, per la prima volta nella storia della Repubblica Federale, ha inviato armi in una zona di guerra, su larga scala, e considerato anche l’invio di armi pesanti.

Scholz e Putin a Mosca. Febbraio 2022. Kremlin.ru, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

Le quattro direttive per proteggere il popolo tedesco e i suoi alleati

Nello stesso tempo Scholz ha dichiarato che farà di tutto per proteggere il popolo tedesco e i suoi alleati. Questo include quattro direttive fondamentali: la prima è non intraprendere nessuna azione unilaterale tedesca, ma solo azioni coordinate con gli alleati, sia in Europa che dall’altra parte dell’Atlantico. La seconda è mantenere la propria capacità di difesa equipaggiando la Bubdeswehr in modo significativamente migliore. La terza è non fare nulla che danneggi la Germania e i suoi partner più di quanto si possa danneggiare la Russia e la quarta è non prendere alcuna decisione che coinvolga la Nato nella guerra.

Scholz ha aggiunto che una lezione dell’8 maggio è che non ci dovrebbero più essere conflitti mondiali, tantomeno una guerra tra potenze nuclaeri.

Putin non vincerà la guerra. E non detterà la condizioni di pace

“Non posso dirvi, oggi, quando e in che modo finirà la crudele guerra della Russia contro l’Ucraina” ha concluso Scholz, aggiungendo però che le condizioni di pace non può imporle la Russia. Il cancelliere ha aggiunto che la Germania sta facendo il possibile per far cessare il conflitto, ma ha anche ribadito che questo non significa piegarsi a una “Diktatfrieden”, una pace imposta in modo dittatoriale. “Gli ucraini non lo accetteranno e nemmeno noi” ha chiosato Scholz.

Scholz ha infine aggiunto di essere profondamente convinto che “Putin non vincerà la guerra e l’Ucraina prevarrà“, esattamente come 77 anni fa la libertà e la sicurezza hanno trionfato sulla violenza e sulla dittatura. Contribuire a questo, al meglio delle capacità del Paese, oggi significa ribadire il monito “Mai più!”. Qui sta l’eredità dell’8 maggio, secondo Olaf Scholz, cancelliere della Repubblica Federale Tedesca.

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