Attivisti cercano di ri-occupare il parcheggio del Køpi 137

Køpi
Il Køpi 137 User:Nicor, CC BY-SA 2.5 , via Wikimedia Commons

Quello del parcheggio del Køpi 137, a Berlino, è stato uno degli sgomberi più discussi, controversi e sofferti fra i tanti che hanno coinvolto gli spazi occupati della capitale tedesca negli ultimi anni. Lo spiazzo accanto al centro sociale, nel quale stazionavano camper e roulotte dove risiedevano alcuni degli occupanti, è stato sgomberato a ottobre dello scorso anno, dopo una guerra fra proprietà e collettivi della scena autonoma berlinese a colpi di processi, manifestazioni e azioni legali da ambo le parti. Venerdì sera, a ormai sei mesi di distanza da quello che sembrava l’ultimo capitolo di questa vicenda, diversi attivisti si sono introdotti nello spazio che era stato sgomberato e hanno cercato di occuparlo nuovamente.

Il tentativo di ri-occupazione del parcheggio del Køpi 137 rivendicato online

Le forze dell’ordine sono intervenute la sera stessa per sgomberare nuovamente l’area e alcuni attivisti sono stati posti in stato di fermo, per essere rilasciati alcune ore più tardi. Entro le prime ore del mattino, l’area era nuovamente sgombra. L’azione è stata rivendicata e motivata su Twitter e in un comunicato ufficiale dagli attivisti, che lamentano come lo spazio sia stato lasciato vuoto, come del resto il lotto accanto al parcheggio del Køpi 137, sgomberato oltre vent’anni fa ufficialmente per costruire una RSA, ma a tutt’oggi inutilizzato e contenente solo lo scheletro di un’edificio non terminato. Gli ex-occupanti lamentano inoltre l’inadeguatezza tutte le soluzioni alternative offerte alle persone che risiedevano nei caravan prima dello sgombero.


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La speculazione edilizia sarebbe, secondo gli attivisti, l’unico motivo per cui questi lotti di terreno, situati fra i quartieri di Mitte e Kreuzberg, sono stati sottratti alle occupazioni e poi lasciati inutilizzati.

 

L’azione di ri-occupazione del parcheggio di Köpenicker Straße, per quanto evidentemente simbolica e non destinata ad avere successo, ha ottenuto il sostegno di molte altre organizzazioni di attivisti e gestioni di spazi occupati a Berlino.

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