La vaccinazione obbligatoria in Germania potrebbe fallire per mancanza di carta

aumento dei costi
Il ministro della sanità Karl Lauterbach (SPD). Sandro Halank, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons Sandro Halank, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Il dibattito sulla vaccinazione obbligatoria, in Germania, ha preso una strada impensabile in qualsiasi altro Paese. Mentre in Italia l’obbligo resta, a partire da fine marzo, solo per i sanitari e il resto del mondo discute di questo tema contrapponendo argomenti che vanno dall’efficacia preventiva della vaccinazione all’ingerenza dello Stato nelle libertà personali, in terra tedesca l’intera questione è deragliata completamente e si muove ora su un binario probabilmente incomprensibile per chi non abbia familiarità con l’indistruttibile storia d’amore che lega le istituzioni tedesche alla burocrazia. Fra gli hashtag più popolari fra gli account Twitter tedeschi, da alcuni giorni a questa parte, c’è “Papiermangel”, ovvero “mancanza di carta”. Ed è esattamente per questo che il progetto di introdurre l’obbligo vaccinale, al quale il ministro della sanità Karl Lauterbach (SPD) tiene particolarmente, rischia di naufragare del tutto: per mancanza di carta.

I rappresentanti delle assicurazioni: “non siamo contrari all’obbligo”

A sollevare il problema sono state le assicurazioni sanitarie pubbliche, le quali hanno fatto sapere che sarebbe per loro impossibile ottemperare a tutte le incombenze burocratiche derivanti dall’introduzione della vaccinazione obbligatoria a causa della forte carenza di carta che si registra a livello europeo. A chi accusa le assicurazioni di mascherare, dietro il problema logistico, una fondamentale contrarietà alla vaccinazione obbligatoria, Doris Pfeiffer, direttrice della GKV (l’associazione che riunisce tutte le assicurazioni sanitarie statali), specifica che questo non è l’unico ostacolo, ma è un elemento di un quadro più complesso e rassicura sul fatto che, da parte delle casse malattia, non c’è una posizione contraria all’obbligo in linea di principio. L’invio di due comunicazioni ufficiali a ognuno dei 60 milioni di cittadini teoricamente interessati dall’obbligo, per un totale di 120 milioni di missive in poco tempo, sarebbe, secondo la GKV, impraticabile.


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La mancanza di carta sarebbe una conseguenza della pandemia

La crisi dell’approvvigionamento di carta sarebbe, fra le cose, una conseguenza della pandemia, che dall’anno scorso ha rallentato gravemente la filiera, soprattutto perché molti semilavorati e prodotti necessari alla lavorazione della carta provengono dalla Cina. Anche il mercato della carta riciclata, proveniente dal macero, sarebbe in crisi per via del vertiginoso calo dei giornali stampati. Secondo gli industriali del settore, tuttavia, questa crisi non sarebbe arrivata a un punto tale da rendere impossibile l’invio di corrispondenza ufficiale – stando a quanto riportato dal Tagesspiegel.

Non solo carta: le assicurazioni si rifiutano di diventare autorità di controllo

I problemi sollevati dalle assicurazioni sanitarie, a onor del vero, non sono solo logistici, ma anche di principio. Nel più ampio dei cinque disegni di legge presentati su questo tema, infatti, si prevede l’obbligo vaccinale per tutti i maggiorenni e si attribuisce alle casse malattia la responsabilità di verificare lo status vaccinale di ogni assicurato. Queste ultime, tuttavia, rifiutano recisamente questa funzione di controllo che, sostengono, compete allo Stato e non alle assicurazioni, che non sono autorità sanitarie né di regolamentazione. Inoltre, aggiungono, è logisticamente e burocraticamente impossibile per loro svolgere questo compito, sia per la succitata mancanza di carta che impedirebbe di inviare le comunicazioni e notifiche del caso, sia per la non disponibilità di circa 16 milioni di indirizzi di cittadini potenzialmente interessati da questa misura.

Le altre ragioni del dibattito

Fino a questo momento, comunque, nessuno dei cinque disegni di legge presentati può contare su una maggioranza parlamentare tale da garantirne l’approvazione in aprile. Permangono, naturalmente, tutte le altre considerazioni sia a favore che contro la vaccinazione obbligatoria: da un lato il ministro Lauterbach e il cancelliere Scholz spingono per l’approvazione dell’obbligo generalizzato, con l’appoggio, fra gli altri, dell’associazione degli ospedali tedeschi, che lamenta la difficoltà di far accettare al personale un obbligo che non viene imposto anche ai pazienti. Dall’altra alcuni giuristi, fra i quali il residente dell’Associazione dei giudici amministrativi Robert Seegmüller ritiene la proposta contenuta nel disegno di legge principale non giuridicamente valida, poiché il pericolo di nuove situazioni di sovraccarico delle strutture sanitarie e delle infrastrutture critiche in conseguenza di nuove varianti non è sufficientemente provato al punto da giustificare l’introduzione di un obbligo così esteso.

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