Il cancelliere Scholz: “Obbligo vaccinale necessario”. Possibile voto a marzo

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Berlino, 7 gennaio 2022. Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz (sinistra) e la sindaca di Berlino Franziska Giffey (al centro) alla conferenza stampa dopo la conclusione del vertice fra governo e Länder, nel quale sono state decise le nuove regole anti-Covid. EPA-EFE/JOHN MACDOUGALL / POOL

È netta la posizione di Olaf Scholz sull’obbligo vaccinale. Durante il suo primo question time, che lo ha visto rispondere in parlamento a un giro di domande ad ampio spettro, il nuovo cancelliere tedesco ha definito l’obbligo vaccinale necessario e dichiarato di volerlo attuare.

Olaf Scholz spinge sull’obbligo vaccinale: “Mi impegnerò attivamente per attuarlo”

Scholz ha dichiarato che a rendere inevitabile la misura dell’obbligo vaccinale è la diffusione della variante Omicron. Pur compiacendosi del fatto che i provvedimenti presi in Germania, relativamente soprattutto alle restrizioni di contatto, abbiano rallentato la diffusione della variante più che in altri Paesi, il cancelliere ha tuttavia aggiunto che la contagiosità di Omicron resta alta e il numero dei vaccinati troppo basso. Il cancelliere ha dunque dichiarato di voler attuare l’obbligo vaccinale. “Penso sia necessario e mi impegnerò attivamente in questa direzione” ha commentato.

L’obbligo di cui parla Scholz si intende applicabile a tutti coloro che hanno più di 18 anni. Il cancelliere si oppone quindi sia alla limitazione della vaccinazione obbligatoria solo ad alcune fasce di età, come accaduto in Italia con l’obbligo per gli over 50, sia alla possibilità far rientrare nell’obbligo anche i minori.

“Quella di non vaccinarsi non è una scelta personale”

“Decidendo di non vaccinarsi, non si sta solo scegliendo per se stessi, ma anche per altri 80 milioni di persone” ha dichiarato Scholz, che ha sottolineato quanto una scelta di questo tipo non “personale”, ma destinata ad avere un grande impatto su tutto il Paese. Questo vale non solo in termini di contenimento dei contagi e del conseguente pericolo di nuove varianti, ma anche in relazione al raggiungimento, da parte delle strutture sanitarie, del cosiddetto limite critico. Già adesso, ad esempio, molti interventi continuano a essere rimandati per far spazio, negli ospedali, a nuovi malati di Covid.

Scholz ha aggiunto che l’attuazione del provvedimento dovrebbe essere effettuata “nel modo meno burocratico e più snello possibile“. E ovviamente, prima ancora, spera che la consultazione sul punto tra i soggetti politici incaricati sia “rapida e buona e con un risultato corrispondente”.

Il parlamento potrebbe votare a marzo

Il cancelliere ha dichiarato inoltre di non trovare giusto che la questione venga regolata da un progetto di legge del governo, ma ritiene che la decisione sulla vaccinazione obbligatoria spetti al Bundestag. La decisione dovrebbe essere presa con un “dibattito aperto, funzionale alla necessità di arrivare a una “pacificazione della discussione politica” e dimostrare la “leadership democratica” del cancelliere.

Scholz ha inoltre promesso ai parlamentari che il ministro della sanità Lauterbach e quello della giustizia Buschmann si metteranno a disposizione del Parlamento, ognuno in relazione al proprio ambito di competenza. Un primo dibattito di orientamento dovrebbe avere luogo alla fine di gennaio. L’idea è che i deputati votino, individualmente e secondo coscienza e presumibilmente non prima di marzo, delle mozioni di gruppo.


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Protesta dei deputati di AfD: la presidente del parlamento minaccia di espellerli

In risposta a una domanda sugli effetti collaterali della vaccinazione, Scholz ha accusato AfD di confondere i cittadini con “discussioni comiche. Il partito di destra guidato da Höcke e Weidel, inoltre, ha dato vita a una protesta tra i banchi del parlamento prima del discorso di apertura del cancelliere.

Intorno alle 13.20 circa, infatti, i deputati di AfD hanno sollevato dei cartelli con la frase “Libertà invece che divisione“. Questo viola le regole del Bundestag e infatti la presidente, Bärbel Bas, ha minacciato di espellere gli esponenti del partito dall’aula. A quel punto, i cartelli sono stati ritirati.

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