Berlino, massimo spazio alle ciclabili. Associazione pedoni: “Sì, ma spesso a spese nostre”

pedoni

L’espansione e l’aumento delle piste ciclabili a Berlino è un punto decisamente in cima all’ordine del giorno, nell’agenda del governo cittadino. I pedoni, tuttavia, hanno recentemente fatto sentire la loro voce attraverso l’associazione di categoria e dichiarato di sentirsi estremamente trascurati dalle autorità.

Le diverse dichiarazioni in questo senso sono state rilanciate, tra gli altri, dal Berliner Kurier.

Parlano i pedoni di Berlino: “Marciapiedi impraticabili, a spese soprattutto di anziani e disabili”

A un anno dall’adozione della legge sul traffico pedonale, c’è ancora molto da fare, a Berlino, per migliorare la qualità della vita dei pedoni. A questo proposito è intervenuto pubblicamente Thomas Klein, presidente di FUSS e.V., associazione che rappresenta o pedoni in Germania e che ha una diramazione, nonché la sede legale, proprio nella capitale tedesca. Giovedì Klein si è espresso proprio sui numerosi disagi che i pedoni incontrano a Berlino.

In primis c’è un problema di manutenzione delle strade e dei marciapiedi, che a volte sono in condizioni non ottimali e per questo causano incidenti che coinvolgono soprattutto anziani e persone con disabilità, come confermato da Klein giovedì.


spazio alle auto

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A volte chi costruisce le ciclabili non tiene conto dei pedoni

Un altro problema sottolineato anche dal portavoce dell’associazione per il Land Berlino, Roland Stimpel, è il fatto che l’espansione delle piste ciclabili a volte avvenga a spese dei pedoni. Stimpel ha ribadito l’importanza delle ciclabili, in termini di miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente. Ritiene però che tutto questo non possa e non debba avvenire a scapito dei pedoni, come quando, ad esempio, le piste ciclabili passano attraverso aree pedonali o gallerie che conducono a stazioni della S-Bahn. Senza contare quando i ciclisti fuggono dalle auto salendo sui marciapiedi, costringendo i pedoni a schivare ostacoli.

Eppure gli strumenti per migliorare le condizioni dei pedoni a Berlino, in teoria, ci sarebbero. Un anno fa, ad esempio, alla legge sulla mobilità è stata aggiunta un’apposita sezione sugli spostamenti a piedi e questo, stando all’amministrazione ai trasporti del senato cittadino, rappresenterebbe un unicum in Germania.

Il problema, però, è concretizzare quanto stabilito e questa operazione è condizionata da troppi fattori e qualche incognita: la disponibilità del personale, le discussioni tra Land Berlino e singoli distretti su chi debba pagare e su chi sia responsabile per le singole operazioni e in conseguenti rinvii delle iniziative tra soggetti politici e amministrativi distinti. Questo rende non facile raggiungere l’obiettivo, come sottolineato anche dalla portavoce dell’associazione per il distretto di Charlottenburg-Wilmersdorf, Elfi Jantzen, che ha dichiarato che “le responsabilità e i finanziamenti devono essere chiaramente regolati e assicurati rapidamente”.

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