Germania: emergenza Covid fino al 25 novembre, ma alcune misure fino a marzo 2022

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regole anti-covid del nuovo governo

Martedì 26 ottobre si è tenuta la prima sessione del neo-eletto parlamento tedesco e sono stati formati i gruppi di lavoro che daranno corpo legislativo al programma della nuova coalizione a “semaforo” (formata da SPD, Verdi ed FDP). Tra i temi più caldi, ovviamente c’è la fine della cosiddetta emergenza Covid, e cioè della dichiarazione di “situazione pandemica di rilievo nazionale”, dichiarata per la prima volta dal Bundestag nel marzo 2020 e da allora ripetutamente estesa dal Parlamento. Tale dichiarazione è stata finora anche la base giuridica per quelle restrizioni anti-Covid che governo federale e governi dei governi singoli Länder hanno stabilito senza l’approvazione del parlamento.

Emergenza Covid: fine dello stato di emergenza il 25 novembre

In base da quanto deciso dalla coalizione di governo, lo stato di emergenza non verrà rinnovato e quindi scadrà il 25 novembre. Questo non significa tuttavia che sia arrivato il cosiddetto “Freedom day” di cui in Germania tanto si parla, perché alcune misure rimarranno in vigore fino a marzo 2022.

La decisione è stata annunciata mercoledì, in conferenza stampa, dal vice-capogruppo parlamentare dell’SPD, Dirk Wiese, dalla capogruppo dei Verdi, Katrin Göring-Eckardt e dal capogruppo dell’FDP Marco Buschmann.

Regolamento transitorio fino a marzo

Sarà ancora necessario indossare la mascherina nei luoghi chiusi? I negozi e i locali dovranno ancora garantire limitazioni della capienza tali da permettere una certa distanza fra gli avventori? Le regole 2G e 3G saranno ancora in vigore?

Katrin Göring-Eckardt ha dichiarato che dopo il 25 novembre, e cioè dopo la fine dell'”emergenza nazionale”, entrerà in vigore un regolamento transitorio. Questo regolamento permetterà ai Länder di continuare a ordinare misure “meno intrusive”, tra cui proprio quelle relative a mascherine e regole di accesso legate al 2G o al 3G.

L’implementazione di queste regole sarà valutata da ogni Land in base alla situazione pandemica locale in termini di incidenza e ospedalizzazioni. La decisione sarà presa dai singoli parlamenti.


5% della popolazione

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Anche il ministro della salute Jens Spahn, che si è trovato a occupare una delle poltrone più delicate del vecchio governo durante l’intera crisi pandemica, si è detto favorevole alla non estensione delle misure speciali, ma ha ribadito la necessità di continuare ad adottare misure di protezione per proteggere la salute pubblica.

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