Berlino: i bambini disturbano la quiete. Il tribunale conferma lo sfratto

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Le dispute sul disturbo della quiete sono all’ordine del giorno a Berlino e costituiscono la base di lunghe inimicizie condominiali. Per chi si trasferisce nella capitale tedesca da un Paese come l’Italia, il rapporto dei tedeschi con il rumore può risultare piuttosto difficile da comprendere: da un lato ci sono le cosiddette “ore di quiete” (Ruhezeiten), dalle 22 alle 6 del mattino durante la settimana e per tutto il giorno di domenica e nei festivi, che si considerano assolutamente sacre – non è raro che un vicino zelante chiami la polizia per una televisione accesa a volume moderato alle 22 e un minuto. Dall’altro, il rumore causato dai bambini è “protetto” dalla legge e non conta come rumore, quindi il non poter dormire o lavorare a causa del chiasso causato da grida, pianti, capricci, partite di pallone e corse in bicicletta nel salotto dei vicini che disturbano la quiete del vicinato non è un buon motivo per lamentarsi.

La questione, solitamente, viene monopolizzata da due fazioni. Coloro che si lamentano sostengono che a Berlino viga una sorta di “dittatura dell’infanzia”, che considera le persone senza figli come cittadini di serie B e i loro problemi come poco significativi. Per contro, coloro che si sentono attaccati dalle pur inutili lamentele dei vicini – o anche di sconosciuti che esprimano questo genere di fastidio sui social media – affermano che una tale severità nei confronti dei più piccoli e il desiderio di ridurli a un vittoriano silenzio siano il segno inequivocabile di una mancanza di sensibilità che rasenta la psicopatia.


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I bambini disturbano la quiete? Nelle ore notturne, la responsabilità è dei genitori – la decisione del tribunale

Ora, il tribunale regionale di Berlino si è pronunciato su un caso di disturbo della quiete causato da bambini, specificamente durante le ore notturne, stabilendo che non sempre i vicini sono tenuti a sopportare qualsiasi livello di rumore solo perché questo è provocato da minori. Per quanto la cosa possa sembrare triviale, nella capitale tedesca una sentenza del genere fa notizia, tanto che diversi quotidiani locali la riportano.

Il caso, documentato dalla rivista Das Grundeigentum dell’associazione dei proprietari Haus & Grund Berlin, è quello di una famiglia il cui contratto d’affitto è stato rescisso senza preavviso ufficiale. Gli inquilini in questione erano già stati ammoniti molte volte dal padrone di casa e dai vicini, che lamentavano di udire regolarmente urla, porte sbattute e un gran rumore causato dai bambini anche durante le ore di quiete, ovvero di notte e nei festivi.

Rifiutando le accuse, la famiglia in questione non aveva lasciato l’appartamento. Il proprietario ha così intrapreso un’azione di sfratto che il tribunale distrettuale di Neukölln ha confermato dopo aver ascoltato le testimonianze degli altri condomini. Pur tenendo presente che non è sempre facile né possibile obbligare i bambini a non fare rumore nelle ore notturne o di domenica, ha stabilito il tribunale, esiste un limite al dovere, da parte di tutti gli altri inquilini dell’edificio, di sopportare un disturbo della quiete costante ed eccessivo. È dovere dei genitori, ha specificato il tribunale, mettere a letto i figli nelle ore notturne e ottemperare ai doveri di considerazione e rispetto dei vicini che includono anche il rispetto del riposo altrui.

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