Gli attivisti davanti al Reichstag passano allo sciopero della sete

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sciopero della sete
Leonhard Lenz, CC0, via Wikimedia Commons

Continua il braccio di ferro fra i giovanissimi attivisti per il clima che hanno iniziato da settimane uno sciopero della fame davanti al Reichstag e i candidati alle elezioni che si rifiutano di incontrarli. Armin Laschet (CDU), Annalena Baerbock (Verdi) e Olaf Scholz (SPD) hanno dato la loro disponibilità a colloqui individuali dopo il voto, invece che a un confronto pubblico immediato come chiesto dai ragazzi. Alcuni dei manifestanti non sono riusciti a continuare con la propria azione di protesta e hanno ripreso a mangiare, ma due di loro hanno deciso di spingersi oltre e di intraprendere anche lo sciopero della sete.

Davanti al Reichstag sono state collocate prima tre sedie vuote e poi tre blocchi di ghiaccio, per simboleggiare la mancata risposta dei candidati cancellieri dei tre principali partiti agli appelli del gruppo di attivisti che si fa chiamare “Hunger Strike of the Last Generation”. Da Baerbock, Laschet e Scholz arrivano appelli ai ragazzi e alle ragazze accampati davanti al palazzo del governo perché tutelino la loro salute e ricomincino a mangiare, ma nessuna disponibilità ad accettare l’incontro pubblico chiesto dai manifestanti. Con le elezioni ormai alle porte, le priorità dei tre leader di partito sono concentrate altrove. Per questo due dei giovani manifestanti hanno scelto di smettere di assumere liquidi.


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Sciopero della sete: la protesta continua

A comunicarlo è stata Hannah Lübbert, portavoce del gruppo che organizza la protesta. Dei sette manifestanti originari, sei hanno rinunciato per problemi di salute o a causa della pressione psicologica. A resistere è solo il ventunenne Henning Jeschke di Greifswald, la cui fidanzata si è nel frattempo unita alla protesta. I due, ora, intraprenderanno anche lo sciopero della sete. Questa scelta, molto più pericolosa per la salute, aumenta la pressione sui candidati e riduce i tempi di una eventuale risposta. La manifestazione, tuttavia, verrà spostata dal parco antistante il Reichstag. Nel frattempo, gli attivisti che hanno ripreso a mangiare hanno dichiarato di non voler mettere in pericolo la propria vita, per poter continuare a essere attivi nel movimento ambientalista.

Robert Habeck incontra i manifestanti

Venerdì sera, il leader dei Verdi Robert Habeck ha incontrato gli ultimi due manifestanti nella loro tenda davanti al Reichstag e ha cercato invano di convincerlo a terminare lo sciopero della fame. “Se si muore, non si vince” avrebbe detto Habeck “e portare qui Laschet, Scholz o Baerbock non aiuterà a risparmiare un solo grammo di CO2”. I giovani attivisti, tuttavia, si sono rifiutati di ascoltare il monito del leader dei Verdi, sostenendo che anche il suo partito ha avuto un ruolo “criminale” nella degenerazione della situazione attuale, poiché non ha saputo presentare un programma di lotta al cambiamento climatico sufficiente a garantire l’abbassamento del riscaldamento globale di 1,5 gradi, considerato l’obiettivo necessario per evitare l’irreversibilità del fenomeno.

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