Gang di stupratori a Berlino: condannati a più di 10 anni di carcere

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stupratori di Berlino

Si sono resi responsabili di diversi stupri, condotti sempre con le stesse modalità. Trascinavano in auto donne incontrate per caso in strada e poi usavano violenza su di loro. Si è appena concluso il processo a due membri di una gang di stupratori, che tra il 2019 e il 2020 hanno agito nel distretto berlinese di Friedrichshain-Kreuzberg.

Mohammed T. si è chiuso in un silenzio impenetrabile

Pare che Mohammed T., 28 anni, sposato e padre di tre figli, sia stato uno dei peggiori. In custodia dal 17 settembre 2020, ha opposto alla corte che lo ha processato un silenzio quasi assoluto. Si è limitato a dire di essere un parrucchiere e di essere sposato e si è detto innocente per bocca del suo avvocato, che ha chiesto l’assoluzione per il suo cliente. Per il resto, però, non ha interagito minimamente con la giudice, che lo ha infinte ritenuto colpevole di stupro aggravato, lesioni gravi e sequestro di persona.

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Gli stupratori colpivano a Friedrichshain-Kreuzberg

Il 1° agosto del 2019, gli stupratori hanno aggredito una turista australiana. La giovane e il suo ragazzo erano in viaggio in Europa e di passaggio nella capitale tedesca. All’uscita di un pub, a Kreuzberg, la coppia ha visto un’auto in un’area taxi ed è salita, pensando che fosse un Uber. Alla curva successiva, il ragazzo è stato spinto fuori dal veicolo, che è ripartito accelerando. La ragazza è stata in seguito violentata, prima da Mohammed T. e poi dall’altro imputato del processo, Wisam B., 33 anni.

La successiva aggressione è avvenuta il 18 gennaio del 2020, quando una diciottenne è stata aggredita a Friedrichshain. La ragazza ha subito violenza in auto ed è stata in seguito trascinata in un appartamento, dove altri abusi sono andati avanti per ore. “Un martirio senza fine” ha commentato la giudice.

Il terzo crimine ha avuto luogo il 23 febbraio dello stesso anno, sempre a Friedrichshain. In quell’occasione, una donna di 21 anni, di ritorno da una festa, è stata trascinata in macchina e violentata più volte da quattro uomini. Gli stupratori, che si erano fermati in un prato, hanno oltretutto schernito e umiliato la vittima. La giudice ha aggiunto che “Sei o sette persone erano intorno alla macchina e guardavano”.

Le vittime sono distrutte da quanto subito

Le vittime sono ancora oggi fortemente traumatizzate e profondamente segnate dalla violenza subita. La madre di una di loro ha dichiarato, durante il processo: “La vita è uscita dai binari, per nostra figlia e per noi”.


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La costernazione della giudice

“Sono atti terribili, si rimane sbalorditi” ha dichiarato la giudice in aula, parlando del gruppo di stupratori come di “un’orda inferocita che si avventa sulle donne” e definendo quanto avvenuto “una delle cose più terribili che possano capitare”. Durante un particolare passaggio del processo, la giudice ha guardato T. con insistenza, nel silenzio generale. Gli ha quindi chiesto: “Che tipo di visione dell’essere umano c’è, dietro tutto questo? Dov’è il suo cuore?”.

Le sentenze

Mohammed T. è stato condannato a dieci anni e sei mesi di prigione. Condannato anche Wisam B., che aveva già subito una condanna in un processo precedente, e che in quest’ultimo caso ha ricevuto una pena di tredici anni e mezzo di reclusione. Entrambe le sentenze non sono ancora definitive.

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