Angela Merkel e Jens Spahn: “No alla vaccinazione obbligatoria, sensibilizziamo la popolazione”

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Christliches Medienmagazin pro, CC BY-SA 2.0 , via Wikimedia Commons
Christliches Medienmagazin pro, CC BY-SA 2.0 , via Wikimedia Commons

Negli ultimi giorni hanno fatto discutere le dichiarazioni del presidente francese Macron sull’introduzione della vaccinazione obbligatoria per alcune categorie professionali. La Francia non è l’unico paese europeo ad aver adottato misure simili: anche l’Italia e la Grecia si sono mosse nella medesima direzione, se pur con meno clamore internazionale. L’espandersi di questo dibattito ha portato anche la cancelliera Angela Merkel e il ministro della salute Jens Spahn (CDU) e prendere posizione sull’argomento, dichiarando che in Germania, al momento, non c’è alcuna intenzione di spingere verso forme di obbligo vaccinale e che il governo si concentrerà invece sulle campagne che promuovono la vaccinazione, sensibilizzando la popolazione e mettendo a disposizione quantità adeguate di dosi di vaccino. Angela Merkel si è espressa chiaramente in tal senso martedì, nel corso di una conferenza stampa presso il Robert Koch Institut: “Non ci sarà nessuna vaccinazione obbligatoria”, ha dichiarato.

libertà per i vaccinati
Olaf Kosinsky, CC BY-SA 3.0 DE <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/deed.en>, via Wikimedia Commons

In Germania le percentuali di vaccinati sono ancora insufficienti

Stando alle stime attuali sull’incidenza e sulla diffusione della temuta Variante Delta, si calcola che occorra vaccinare l’85% delle persone di età compresa fra i 12 e i 59 anni e una percentuale ancora maggiore di anziani dai 60 anni in su, per garantire che i numeri della pandemia restino sotto controllo. La Germania è ancora molto lontana dal raggiungere questi tassi di vaccinazione e per questo il governo intende continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica, al fine di evitare un nuovo lockdown in autunno. Al momento l’incidenza nazionale è di poco superiore a 7, ovvero abbondantemente sotto il livello di guardia, ma desta comunque preoccupazione il rapido aumento dei contagi dovuto all’arrivo della Variante Delta, ormai responsabile di oltre la metà dei casi di Covid nel Paese.

Nel corso della medesima conferenza stampa, il ministro della salute Jens Spahn ha sottolineato come il ritmo delle vaccinazioni, pur ancora sostenuto, stia rallentando, e come sia invece essenziale vaccinarsi adesso per prevenire nuove misure restrittive dopo l’estate. Vaccinarsi, ha dichiarato citando il presidente americano Joe Biden, è un “dovere patriottico”.


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Anche Lauterbach contrario alla vaccinazione obbligatoria

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, anche Karl Lauterbach – politico dell’SPD, scienziato e professore di epidemiologia all’università di Colonia, nonché da sempre sostenitore di misure anti-Covid fra le più draconiane – è contrario all’introduzione della vaccinazione obbligatoria in Germania. “Vaccinarsi contro il Covid” ha dichiarato al Rehinische Post “deve essere una libera scelta di ogni individuo. La politica mantenga la parola data”. D’altra parte i tassi di vaccinazione del personale sanitario in Germania sono più alti che in Francia, come ha fatto notare la presidente del Consiglio Etico Alena Buyx in risposta al genetista Wolfram Henn, che era in favore dell’obbligo vaccinale per il personale delle scuole e degli asili.

La strategia del governo: arrivare a chi non cerca attivamente la vaccinazione

Spahn ha anche commentato la situazione organizzativa e logistica della campagna vaccinale. Dopo un inizio tutt’altro che semplice, con scorte di vaccini insufficienti e la macchina burocratica degli appuntamenti inceppata dal caos e dalla disorganizzazione, la gestione delle vaccinazioni in Germania si è stabilizzata. Ottenere appuntamenti è facile e ci sono abbastanza vaccini per tutti. Secondo il ministro, il prossimo passo è arrivare a chi non si adopera attivamente per ottenere un appuntamento per il vaccino. Proprio per questo si stanno intraprendendo iniziative per entrare in contatto con la popolazione, come le stazioni di vaccinazione “drive in”. L’obiettivo è arrivare agli indecisi, a chi ha preferito aspettare o ha ancora qualche timore da fugare.


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Nessun obbligo, ma limitazioni per i non vaccinati

Pur non introducendo la vaccinazione obbligatoria, alcuni Paesi hanno puntato sull’imposizione di restrizioni severe alla libertà di movimento dei non vaccinati, impedendo la partecipazione a certe attività o l’ingresso in certi luoghi. È il caso del Pakistan, dove diverse province hanno imposto ai non vaccinati misure rigidissime, che vanno dal divieto di usare il trasporto pubblico e accedere a parchi, uffici e centri commerciali, fino alla minaccia di staccare la connessione telefonica o, nel caso dei dipendenti pubblici, di sospendere lo stipendio. In Arabia Saudita non è possibile accedere a nessuna struttura pubblica, comprese scuole e luoghi di intrattenimento, utilizzare i mezzi pubblici o tornare al lavoro se non si è vaccinati.

Obbligo per specifiche categorie professionali

Diversi Paesi europei hanno introdotto la vaccinazione obbligatoria per alcune categorie professionali, specialmente quelle del settore sanitario. In Francia e in Grecia, in momenti diversi, è stato introdotto o pianificato l’obbligo vaccinale per i lavoratori della sanità e i dipendenti delle case di riposo. Coloro che rifiuteranno di vaccinarsi non potranno più svolgere le proprie mansioni né essere pagati e saranno, di fatto, obbligati ad abbandonare la professione. Lo stesso obbligo per i dipendenti del settore sanitario è stato introdotto anche in Italia a fine maggio, ma alcune centinaia di persone hanno intentato una causa contro questo provvedimento, sulla quale il tribunale competente dovrebbe pronunciarsi a breve.

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Kremlin.ru, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia CommonsAn

Nel Regno Unito, è stato annunciato (ma non ancora approvato dal parlamento) l’obbligo di vaccinarsi per tutti i dipendenti, i volontari e coloro che forniscono servizi all’interno delle case di riposo.

Anche in Australia, a fine giugno, è stata annunciata l’intenzione di introdurre la vaccinazione obbligatoria per gli operatori delle case di riposo, mentre la Nuova Zelanda ha introdotto l’obbligo per tutti coloro che lavorano sulle frontiere del Paese, come i dipendenti di porti e aeroporti.

In Russia non sussiste alcun obbligo vaccinale – il presidente Putin si è schierato contro questa possibilità – ma le autorità locali di Mosca e San Pietroburgo hanno introdotto la vaccinazione obbligatoria per il settore dell’istruzione e dei servizi. In Russia, al momento, i tassi di vaccinazione sono notevolmente più bassi che in Europa. Anche negli USA gli obblighi sussistono solo a livello locale e a discrezione delle autorità delle singole città o addirittura delle singole istituzioni. È il caso di San Francisco, che sta pianificando di introdurre la vaccinazione obbligatoria per i dipendenti pubblici, e di un ospedale in Texas che ha licenziato i dipendenti contrari alla vaccinazione.

Obbligo per tutta la popolazione adulta

Quasi nessun Paese del mondo ha introdotto la vaccinazione obbligatoria per tutta la popolazione. Al momento si ha notizia dell’obbligo vaccinale per tutti i cittadini maggiorenni in Tagikistan e in Turkmenistan, ma non si sa se e come questa regola venga effettivamente implementata. Lo stesso obbligo è stato introdotto già a febbraio a Città del Vaticano, pena l’espulsione dallo Stato.

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