Vivere di musica dall’Italia alla Germania: intervista ad Ercole Gentile

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Ercole Gentile
Ercole Gentile. Foto di CesareZomparelli

Ercole Gentile nasce nel 1981 a Brescia. Vive a Berlino dal 2010, dove organizza da tempo concerti con artisti italiani (fra cui Cosmo, Calcutta, Verdena, Carmen Consoli), oltre a dedicarsi a vari altri impegni come booking agent per Von der Haardt e giornalista freelance. È uno degli artefici di MusicalZoo Festival a Brescia ed è stato presidente di Italian Music Festivals.

Lo ha intervistato per noi Francesco Cantoro.


Vivere di musica

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Avendo già lavorato con successo in Italia, come sei approdato a Berlino?

Direi grazie alla musica e la voglia di vivere una nuova esperienza all’estero. Era molto che ci pensavo, e quando si sono chiusi alcuni capitoli in Italia ho pensato fosse il momento giusto per partire. All’inizio é stata però prima di tutto una scelta personale più che professionale.

Bisogna poi considerare che quando mi ci sono trasferito, nel 2010, Berlino era ancora molto economica, quindi ho potuto continuare a lavorare come giornalista di musica in Italia e nel frattempo ambientarmi nella capitale tedesca, per esempio concentrandomi ad imparare la lingua.

ercole gentile

Cosa ti ha conquistato della città al punto da farla diventare la tua nuova casa?

Berlino l’avevo visitata per la prima volta nel 2007 con degli amici in Interrail, e devo dire che in realtà non ero neanche cosi interessato a visitarla. Poi arrivato qui ho sentito qualcosa che non saprei spiegare, mi ha colpito la sensazione di “contemporaneità” e allo stesso tempo il poter vedere così da vicino le tracce recenti della la storia di “ieri”. Un esempio lampante fu il vedere ancora i resti e i segni della presenza del muro, quando ancora ricordavo di aver visto le notizie della caduta in tv quando ero bambino.

Per noi italiani abituati ad essere principalmente a contatto con le vestigia di una storia in genere molto antica penso che questo faccia molto effetto. E poi l’energia, i tantissimi giovani e il respirare musica ovunque: tutto questo ha contribuito a darmi la sensazione che qualcosa stesse succedendo nel contemporaneo, che ci fosse qualcosa di nuovo che stava nascendo lì e in quel momento.

Ercole Gentile

Ora che sono passati più di dieci anni, come vedi Berlino? Continui a sentirla quell’energia?

Inevitabilmente la città è cambiata, ed é chiaro che dopo tanti anni è difficile avere le stesse emozioni, vuoi perché le città evolvono, vuoi perché cresciamo noi. Però Berlino resta l’unica grande città in cui mi riesco a vedere. Ha ancora tante anime, tolleranza, apertura mentale: valori per me fondamentali. E poi resta il centro di importanti battaglie sociali e ambientali in cui mi riconosco.

Chiaramente in undici anni ci sono stati dei cambiamenti, quando sono arrivato io si riuscivano ancora a vivere eventi completamente spontanei e underground che potevano succedere solo a Berlino.

ercole gentile

Adesso ce ne sono sicuramente ancora, ma bisogna sapere dove cercare, all’epoca invece erano ovunque. Ora poi ci sono molti più soldi in circolazione, che se da un lato portano lavoro e contribuiscono a far girare l’economia, dall’altro possono far finire esperienze che andando avanti solo per passione e sono troppo piccole per resistere alla gentrificazione.

Ci sono però nuove iniziative che potrebbero contribuire ad un rilancio di un certo tipo di cultura che non si muove necessariamente seguendo le regole del mercato di massa.

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Di quali iniziative si tratta?

Recentemente per i club attivi in Germania sono stati fatti due passi molto importanti. In primo luogo sono stati riconosciuti a livello legale come istituzioni culturali equiparati a musei e teatri. Ciò rende quindi possibile sia usufruire di vantaggi fiscali, che accedere a bandi riservati a questo tipo di istituzioni.

Chiaramente è necessario rispondere a determinati requisiti, per esempio avere una direzione artistica, in quanto l’intenzione è di promuovere locali non solo a vocazione commerciale ma aventi un ruolo sociale e culturale.

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In secondo luogo e a seguito di un provvedimento più recente, i club saranno considerati istituzioni culturali anche per quanto riguarda l’edilizia. Questo comporta quindi maggiori tutele contro gli sfratti e contro l’aumento sproporzionato degli affitti, oltre alla possibilità di aprire in zone della città prima non accessibili, perché fino a ieri club erano equiparati a bordelli e sale scommesse.

Questa legge è stata approvata a maggio scorso ed affinché possa essere efficace è cruciale che venga resa operativa con i necessari passi amministrativi entro la fine dell’attuale legislatura (le prossime elezioni federali sono fissate per il 26 settembre).


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Pensi ci siano anche delle esperienze di “reazione” alla pandemia che possono portare cambiamenti positivi ne settore degli eventi dal vivo e della cultura in generale?

Se la si elabora nel modo giusto questa esperienza può avere impatti positivi. Senza dubbio punterei i riflettori sulla tutela dei lavoratori, soprattutto in Italia. In Germania ci sono già più tutele, mentre in Italia moltissimi lavoratori dello spettacolo lavorano nell’oscurità, e come abbiamo visto in un momento di crisi questo si trasforma un disastro.

In Italia molti tecnici dello spettacolo hanno dovuto cambiare lavoro e adesso che qualcosa riprende a muoversi hanno paura a rientrare nel settore, perché temono future chiusure. E se non si fa qualcosa si rischia di perdere tantissime professionalità.

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A questo proposito è attualmente in discussione un disegno di legge che introduca un “reddito di continuità”, il quale, tenendo in considerazione che il lavoro nel mondo dello spettacolo é caratterizzato da un andamento piuttosto irregolare sensibile non solo a picchi stagionali ma anche ad eventi di forza maggiore, preveda un sostegno compensativo per i periodi di attività ridotta o inesistente.

Parliamo quindi di un sistema simile al cosiddetto “reddito di intermittenza” che già tutela i lavoratori dello spettacolo in Francia. Questa proposta di legge al momento è purtroppo ancora in discussione e rappresenta una delle battaglie che tante associazioni di categoria stanno portando avanti.

ercole gentile

Penso anche che questo lungo periodo di “astinenza” abbia ancor di più reso evidente l’importanza del mondo della cultura e dello spettacolo a livello sociale, e non solo per gli addetti ai lavori. Senza la cultura tantissimi cittadini si sentono persi, e su questo gli eventi online possono essere complementari ma non sostituire un evento “fisico”.

Il bisogno di condividere esperienze è parte di noi, ed il cosiddetto “rito della festa” è una delle cose più ancestrali dell’uomo e bisogna capirne l’importanza.


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Senza dubbio abbiamo vissuto mesi piuttosto difficili da questo punto di vista…

In questi mesi a me come a tantissimi altri è mancato tantissimo il vivere e condividere esperienze sociali e culturali. Nonostante io abbia potuto essere tutelato nel mio lavoro anche in assenza di eventi, sono stati mesi psicologicamente duri. E anche una città come Berlino senza eventi perde completamente quell’energia e quella ragion d’essere.

Questo inverno ho visto tante persone essere al limite a livello psicologico, quindi spero davvero che ne usciremo presto perché altrimenti bisognerà trovare altre soluzioni alternative a nuovi lockdown totali.

ercole gentile

Mentre in questa estate il panorama delle iniziative culturali continuerà secondo me sulla linea dell’anno scorso, con eventi a capienza limitata con posti a sedere e distanziamento, la vera sfida è l’autunno.

A quel punto, se come ovviamente non ci auguriamo dovessero ancora esserci difficoltà con la pandemia sarà necessario trovare alternative per controllare la situazione senza chiudere di nuovo tutto. Anche perché il settore degli eventi è fra i più preparati per gestire requisiti anche molto stringenti in termini di sicurezza. Quello che é essenziale é essere messi nelle condizioni di poter programmare.

ercole gentile

Ci sono misure in attivazione in questo senso?

Sì, per esempio il pacchetto Neustart Kultur, che include dei fondi per coprire il rischio connesso alla necessità di ridurre il numero di partecipanti previsto per un evento qualora restrizioni legate alla pandemia lo rendessero necessario. Se sarà non troppo complicato rientrare in questo framework, avere questo tipo di “assicurazione” è secondo me l’unico modo per poter programmare in modo sostenibile, perché se queste attività non vengono supportate non possono resistere per sempre in un clima di totale incertezza.

Bisogna tenere conto che anche in un paese con una certa tutela per i lavoratori come la Germania, in questi mesi senza eventi gli imprenditori hanno sofferto molto.

ercole gentile

Abbiamo precedentemente accennato ai club di Berlino, hai notato qualcosa di di diverso nell’approccio del pubblico rispetto all’Italia?

Ci sono sicuramente differenze, che poi hanno origine in fattori culturali. Sui club, e non parliamo di discoteche commerciali, in Italia – ovviamente generalizzando un po’ – c’è un approccio più “rumoroso”, mentre qui in un certo tipo di club c’è uno spirito di grandissimo rispetto dell’altro, in cui tutti sono lì per vivere la musica e l’esperienza in pieno.

In Italia questo a volte è più difficile da trovare, anche se devo dire che negli ultimi anni ci sono diverse realtà, in particolare festival, in cui si respira questo spirito. Per quanto riguarda i concerti si nota un po’ l’altro lato della medaglia, la passione del pubblico nel nostro paese ha una forza doppia, e non è un caso che tanti artisti vogliono venire a suonare in Italia perché c’è un’energia pazzesca.

ercole gentile

In Germania questa energia si sente un po’ meno. Alla fine ci sono pro e contro come in tutte le cose. Da addetto ai lavori posso dire però che in Germania è diffusa una professionalità altissima, anche quando si parla di rispetto di regole e accordi.

Anche in Italia ci sono tantissimi professionisti che lavorano con altissima professionalità, che però per farlo spesso faticano il doppio fra mille ostacoli, anche perché in molti casi lo stato capisce ancora meno quello che certe figure professionali fanno. Non a caso molti in produzioni di altissimo livello nel mondo si trovano molto spesso tecnici italiani.

ercole gentile

In chiusura e ringraziandoti nuovamente per la tua disponibilità, vuoi dirci qualcosa dei tuoi progetti in cantiere per il prossimo futuro?

Finalmente con l’agenzia Von der Haardt per cui lavoro stiamo riprendendo a programmare eventi per l’autunno e per l’anno prossimo, mentre in parallelo mi piacerebbe molto riprendere a portare artisti italiani qui in Germania. Ci sono alcuni nomi su cui vorrei puntare ma non mi pronuncio ancora finché non c’è qualcosa di concreto. Per questo però bisogna aspettare dopo l’estate per capire che panorama avremo di fronte.

Prima dell’arrivo della pandemia abbiamo visto crescere tantissimo l’affluenza e l’entusiasmo del pubblico per questi eventi, e c’è tanta gente che mi scrive chiedendomi di portare alcuni nomi italiani qui in Germania. Vorrei infine anche ricominciare ad andare in tour con Federico Albanese, con cui lavoro come tour manager. É un progetto che seguo praticamente dall’inizio e lo sto vedendo crescere.

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