Invasione di campo con bandiera arcobaleno durante Germania – Ungheria

0
660
germania - ungheria bandiera rainbow

Raramente si è prestata così poca attenzione al risultato di una partita di calcio come a quello di Germania – Ungheria, svoltosi mercoledì alla Allianz Arena di Monaco di Baviera. L’incontro era stato preceduto da forti polemiche che avevano coinvolto la DFB (Deutscher Fußball-Bund, l’associazione dei calciatori tedeschi), il sindaco della città Dieter Reiter (SPD) e la UEFA. Quest’ultima aveva infatti negato l’autorizzazione a illuminare lo stadio con i colori dell’arcobaleno per manifestare solidarietà alla comunità LGBTQ+ all’indomani dell’approvazione di una legge del governo ungherese che tutte le organizzazioni internazionali di tutela dei diritti umani non hanno esitato a definire omofoba. Nonostante alla nazionale tedesca e ai gestori dello stadio fosse stato vietato di prendere “posizioni politiche”, la protesta è arrivata ugualmente, nella persona di un giovane che, subito prima del calcio d’inizio, ha invaso il campo correndo e sventolando una bandiera arcobaleno davanti alla squadra ungherese.


stadio di Monaco

Leggi anche:
Niente arcobaleni allo stadio di Monaco? E il sindaco li espone in municipio

 


L’uomo, che è riuscito a restare in campo una manciata di secondi prima di essere condotto fuori dalla sicurezza, indossava una maglia della DFB. La sua uscita è stata salutata dai fragorosi applausi dei tifosi tedeschi.

 

Nella giornata di ieri, la UEFA aveva ricevuto fortissime critiche per il suo atteggiamento nei confronti delle manifestazioni di solidarietà e supporto alla comunità LGBTQ+ e, più ancora, per i tentativi di salvare un’apparenza di liberalismo senza scontentare né il governo ungherese né gli sponsor dell’evento. Particolare indignazione ha generato, nel contesto delle attuali polemiche il fatto che il logo della UEFA su Twitter sfoggi al momento uno sfondo arcobaleno “in celebrazione” del mese del Pride. Il gesto è stato considerato vuoto e persino offensivo e commentato da molti in abbinamento a un tweet del 2019 nel quale l’organizzazione, a suon di arcobaleni, si dichiarava “orgogliosa” del fatto che #EURO2020 fosse “un campionato per tutti”. Questa dichiarazione e i successivi tweet che la supportavano non sono invecchiati bene, alla luce dei fatti dell’ultima settimana.

P.S. Se questo articolo ti è piaciuto, segui Il Mitte su Facebook!

facebook
Twitter
Pinterest