Il presidente della Bielorussia Lukashenko denunciato in Germania per crimini contro l’umanità

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Bielorussia Alexander_Lukashenko_(2020-09-14)
kremlin.ru, CC BY 4.0 , via Wikimedia Commons

Il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko è stato denunciato in Germania per crimini contro l’umanità. A presentare la denuncia presso la procura generale federale di Karlsruhe sono stati quattro avvocati Berlinesi, Mark Lupschitz, Onur Özata, Roland Krause e Benedikt Lux, per conto di dieci cittadini bielorussi, che hanno dichiarato di essere stati torturati a seguito delle proteste antigovernative del 2020.

I legali che hanno sporto le denunce affermano di poter documentare oltre 100 casi di tortura da parte delle forze dell’ordine bielorusse ai danni di civili, alcuni dei quali vivono oggi in Germania. Tutti i denuncianti avrebbero subito, durante la detenzione seguita ad alcune proteste antigovernative, abusi fisici e psicologici, umiliazioni, minacce e insulti, sarebbero stati detenuti in condizioni degradanti, confinati in spazi angusti, obbligati a stare in ginocchio per ore, picchiati, privati del sonno e del cibo. I fatti risalirebbero all’agosto del 2020, quando l’opposizione ha organizzato alcune manifestazioni, soprattutto nella capitale Minsk, per protestare contro i presunti brogli elettorali all’indomani delle elezioni che hanno visto Lukashenko trionfare con l’80% dei voti sulla leader della fazione opposta, Svetlana Tikhanovskaya – che attualmente vive in esilio volontario in Lituania e che ha accolto con favore la notizia della denuncia presentata in Germania. Le proteste sono state duramente represse e, in quell’occasione, sono stati effettuati migliaia di arresti e molti manifestanti sono rimasti feriti.


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Perché denunciare in Germania crimini commessi in Bielorussia?

I legali che hanno presentato la denuncia contro Lukashenko hanno fatto appello al principio della giurisdizione universale, in base al quale qualsiasi Stato può esercitare la propria giurisdizione nei casi di crimini contro l’umanità, derogando ai normali criteri della territorialità e della nazionalità tanto del reo come delle vittime. Sono soggetti a questa giurisdizione, per esempio, i crimini che riguardano violazioni gravi del diritto e degli usi di guerra, i crimini contro l’umanità, nonché alcuni crimini, come la tortura, che sono previsti da apposite convenzioni.

In Germania c’è un precedente importante, quanto all’esercizio della giurisdizione universale. Ad aprile, due funzionari del regime di Bashar al-Assad sono stati processati e condannati in Germania – dove avevano chiesto asilo – per reati di tortura commessi a Damasco. Poco dopo questa sentenza Reporters Senza Frontiere ha presentato una denuncia simile contro il principe saudita Mohammed Bin Salman per l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi.

Se la magistratura tedesca dovesse effettivamente istruire un processo a carico di Lukashenko e dei funzionari del suo governo accusati di tortura, ci sarebbero conseguenze rilevanti. Gli accusati, per esempio, potrebbero essere arrestati qualora entrassero in Germania o in uno Stato Membro dell’UE. Va detto che le autorità bielorusse sono già soggette a limitazioni di viaggio in molti stati, che hanno emesso sanzioni contro la Bielorussia nel 2020.