Filarmonica di Berlino: l’Europakonzert del primo maggio in uno spazio insolito

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Europakonzert Kirill Petrenko
A.Savin (Wikimedia Commons · WikiPhotoSpace), FAL, via Wikimedia Commons

Le opinioni sui concerti in streaming sono discordanti. Da quando è iniziata la pandemia c’è chi, nel vedere i musicisti esibirsi nei teatri vuoti o addirittura da casa, si commuove di fronte al desiderio di non rinunciare all’arte e riflette sul ruolo della bellezza in tempi di crisi. C’è poi chi guarda con insofferenza a quelle che ritiene soluzioni palliative e di scarsa qualità, che non rendono giustizia alla grandezza delle opere e non permettono il sostentamento dei professionisti. Per questo, quando l’anno scorso la Filarmonica di Berlino aveva tenuto per la prima volta il tradizionale Europakonzert del primo maggio – giorno della fondazione dei Berliner – in formato ridotto e “giocando in casa”, con il presidente Steinmeier come unico spettatore, le critiche erano state discordi, oscillanti fra l’entusiasmo e il cinismo. All’epoca i Berliner si consolavano con l’idea che quest’anno, senza dubbio, avrebbero eseguito l’Europakonzert all’interno della Sagrada Familia, a Barcellona. Come tutti sappiamo, le cose sono andate diversamente e, per il secondo anno di fila Kirill Petrenko ha dovuto dirigere la sua orchestra all’interno del complesso della Philharmonie e non, come vorrebbe la tradizione, in giro per il continente.


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In questo caso lo spazio scelto per l’esecuzione del concerto è stato il foyer del teatro, i cui spazi sono stati occupati in modo molto diverso dal solito. Va detto che il foyer di questo particolare teatro non è nuovo a questo particolare utilizzo: anche durante le stagioni normali, infatti, alcune performance gratuite si svolgono negli spazi di passaggio fuori dalle sale, con i musicisti e il pubblico a dividersi porzioni di foyer e scalinate. Questo tipo di esibizioni, però, coinvolgono di solito singoli musicisti o piccole formazioni ospitate eccezionalmente dalla Filarmonica di Berlino, ma mai l’orchestra vera e propria.

Quest’anno il programma dell’Europakonzert prevedeva brani di Blacher, Ives, Penderecki, Mozart, Tchaikovsky e Adams. Le composizioni sono state scelte per la loro particolare adattabilità a una disposizione così insolita degli strumenti: si tratta di brani che funzionano particolarmente bene se abbinati a concetti spaziali o che esplorano artisticamente l’idea stessa di distanza. Anche la regia video è più sofisticata rispetto all’anno scorso: dopo diciotto mesi di pandemia, anche i professionisti dei media hanno imparato a raccontare gli spazi nei loro contrasti di vuoti e pieni, comunicando emozioni anche in assenza di pubblico. L’architettura particolarissima della Filarmonica, con i suoi angoli imprevedibili e le complesse armonie dei suoi volumi si presta particolarmente bene a questo scopo.

Dal momento che le attuali restrizioni non permettono l’organizzazione di eventi sperimentali come quello del 20 marzo scorso, la direttrice artistica Andrea Zietzschmann ha individuato in questo formato alternativo il modo migliore di arrivare al pubblico nonostante la crisi e il lockdown. Il concerto sarà disponibile gratuitamente per tutta la giornata a questo link.

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