Sindacato tedesco: annullare gli esami di maturità a causa del Covid?

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esami di maturità

L’Abitur è l’esame che in Germania corrisponde ai nostri esami di maturità, ovvero la prova che si affronta al termine del ciclo di educazione secondaria per le scuole di grado più alto. Questo esame si svolge in momenti diversi dell’anno a seconda del Land: in Renania-Palatinato, per esempio, l’Abitur si è svolto a gennaio.

A causa dell’incremento dell’incidenza dei contagi, tuttavia, il Sindacato dell’Istruzione e della Scienza (GEW) ha suggerito di non far sostenere agli studenti altri esami in presenza. Questo vorrebbe dire cancellare gli esami di maturità per centinaia di scuole in tutto il Paese. Il problema, in questo caso, sarebbe trovare una soluzione alternativa per fornire agli studenti l’equivalente del voto finale di maturità. In questo senso, il sindacato propone di calcolare il voto in base alla performance scolastica dell’intero anno.


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In un sistema federale come quello tedesco, questo tipo di scelta, che in Italia potrebbe sembrare relativamente semplice, presenta qualche problema in più. Dal momento che i singoli Land hanno notevoli margini di autonomia sulla gestione dei cicli scolastici e dei sistemi educativi, infatti, è necessario che i vari dipartimenti dell’educazione riconoscano reciprocamente la validità dei rispettivi Abitur, per permettere ai diplomati di lavorare in tutta la Germania. In questo caso, come specificato anche dai portavoce del sindacato, i Land dovrebbero impegnarsi a riconoscere la validità degli esami o comunque dei voti finali anche qualora questi siano stati determinati in modo eterogeneo, per non pregiudicare il futuro degli studenti.

Il ministro della cultura dell’Assia Alexander Lorz (CDU) è contrario alla proposta del GEW e sostiene che gli esami debbano svolgersi regolarmente in tutti i Land, per non compromettere le possibilità future dei più giovani, privandoli di un traguardo importante di cui i loro successori e predecessori potranno invece avvantaggiarsi. Un’intera generazione di studenti sarebbe, secondo Lorz, condannata a essere per tutta la vita quella che “non ha sostenuto un vero esame di maturità”.

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