Il Mitte incontra Eliza Sabatini, infermiera di EMERGENCY a bordo di Open Arms

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Open Arms

di Lorin Decarli

Mercoledì 7 aprile alle ore 18.30, in diretta sulla pagina Facebook di questo quotidiano, Eliza Sabatini, infermiera di EMERGENCY da poco rientrata da una missione a bordo della nave Open Arms, incontrerà Lucia Conti, direttrice del Mitte, per parlare del fondamentale intervento di ricerca e soccorso di persone in pericolo alla deriva nel Mediterraneo. Interverrà anche Francesca Bocchini, coordinatrice di EMERGENCY attualmente legata al progetto “From the sea to the city“.

Salvare Vite, Nessuno Escluso”, nome dell’incontro, è il quarto appuntamento in diretta curato da Lucia Conti e Lorin Decarli, responsabile di EMERGENCY Deutschland, come parte della rubrica “Raccontare la pace“.

Grazie al contributo dell’infermiera di EMERGENCY, durante la conversazione si discuterà di quel che sta accadendo da anni a pochi chilometri dalle coste europee.

17-18 settembre, migranti si gettano in mare per raggiungere la costa a nuoto, dopo giorni di attesa senza esito davanti al porto di Palermo.

Le persone che scelgono di affrontare un pericoloso viaggio in mare alla volta dell’Europa senza sapere se sopravvivranno, fuggono da violenza e povertà per cercare un futuro altrove. È un loro diritto farlo.

Sembra essere irrilevante il fatto che siano fisicamente stremate dall’angosciosa traversata, scommessa con il destino, reduci da una condizione di precarietà assoluta precedente la partenza, in molti casi sopravvissute a un tragitto assai più lungo e pericoloso, se non a una brutale prigionia di mesi. L’Unione Europea obbliga chi viene soccorso in mare ad attese stremanti per un porto sicuro, per un permesso di sbarco, per un trattamento medico.


Nico Piro

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Assistiamo alla ripetuta negazione di diritti fondamentali e di quei principi di solidarietà e accoglienza, che dovrebbero essere invece perno significante dell’agire europeo. Confini militarizzati e la volontà di volgere quanto più possibile lo sguardo altrove, lontano da un’emergenza umanitaria senza fine, hanno contribuito al consolidamento di politiche della paura e dell’indifferenza, in aperta violazione delle Costituzioni nazionali, di trattati internazionali e della legge del mare.

In questo contesto sono in molti a chiedere con urgenza una totale inversione di rotta, operazioni formalizzate di salvataggio in mare, corridoi che permettano di raggiungere l’Europa in modo sicuro e dignitoso, autorità designate che attuino politiche strutturate sul rispetto dei diritti umani.

La collaborazione tra EMERGENCY e Open Arms

Le organizzazioni civili europee che si occupano di salvataggio in mare, e che sono impegnate per garantire diritti e dignità delle persone migranti e rifugiate, attendono dai governi una assunzione di responsabilità e risposte concrete per una nuova politica in materia di migrazione.

Una drammatica crisi umanitaria che dura da anni

Dall’inizio dell’anno oltre 230 migranti han perso la vita nel Mar Mediterraneo. Mentre i Paesi europei consentono pratiche illegali e violente di respingimento ai danni dei migranti entro i loro confini e delegano la propria politica migratoria in mare ai pull-back operati dai militari dei Paesi vicini, in mare non esiste alcuna missione di ricerca e soccorso comune per salvare la vita di chi annega.

Le navi di salvataggio delle organizzazioni civili vengono sistematicamente bloccate da autorità locali, l’attività di search and rescue viene impedita e chi si trova bordo è costretto a periodi di ulteriore angoscia e fatica, decisioni specchio di una diffusa criminalizzazione di chi migra e di chi soccorre in mare. Una situazione che si ripete sempre uguale da anni, a poche miglia dalla fortezza Europa.

L’importanza di essere in mare: la collaborazione tra EMERGENCY e Open Arms

In un contesto in cui manca un intervento comune europeo di soccorso in mare, la presenza di navi delle ONG nelle acque internazionali è fondamentale per salvare vite umane. Senza di loro non ci sarebbe alcun soccorso. Per questi motivi EMERGENCY è presente a bordo della nave Open Arms con il suo staff medico-sanitario, anche in questo periodo di pandemia.

L’iniziativa “From the Sea to the City”

Durante l’incontro sarà anche presentata l’iniziativa “From the Sea to the City” (dal mare alla città), che nasce per mettere l’accoglienza e i diritti umani al centro delle politiche migratorie europee. Mentre l’UE e i governi nazionali investono in politiche di deterrenza e chiusura, sono sempre più spesso le singole città ad assumersi la responsabilità di proteggere le vite umane, creando un’Europa solidale dal basso.

“From the Sea to the City” riunisce sindaci, rappresentanti delle amministrazioni locali, associazioni, movimenti sociali, sindacati, organizzazioni e istituzioni di tutta Europa, anche dalla Germania, con il fine di proporre soluzioni concrete e rivendicare un ruolo attivo nelle scelte legislative delle istituzioni europee. È il risultato di uno sforzo congiunto tra EMERGENCY, European Alternatives, Humboldt-Viadrina Governance Platform, Sea Watch, Seebrucke, Open Arms, INURA, Mediterranea Saving Humans, Welcome to Europe e Watch the Med Alarm Phone.

 

Eliza Sabatini è un’infermiera. Da oltre 15 anni lavora con EMERGENCY, contribuendo alle attività sul campo dell’organizzazione in Italia e all’estero. Sabatini ha lavorato in importanti progetti come quelli in Afghanistan e Sierra Leone; dalla cura delle vittime di guerra e della povertà alle attività di assistenza post-salvataggio in mare, ha assistito alle sofferenze causate dai conflitti e dalle disuguaglianze, impegnandosi per garantire assistenza sanitaria gratuita e di qualità a chi ne ha bisogno.

EMERGENCY è un’associazione indipendente e neutrale, nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. EMERGENCY promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.

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